INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

 

alloro-1                 Nome scientifico:

LAURUS NOBILIS

      Nome comune:

ALLORO

        greca-fiori
      Famiglia: Lauraceae
      Fioritura: Marzo-Maggio
      Frutti:     Ottobre-Novembre  
      Habitat: Sporadico nel Bacino Mediterraneo, vive solo nei settori caldo umidi e nei terreni ricchi di humus degli ambienti della Macchia Mediterranea,in associazioni vegetali di sclerofille sempre verdi e di caducifoglie submontane, fino a 500-600 metri.  
                     

Descrizione:                    

 

L'Alloro è una pianta piuttosto insolita allo stato spontaneo e si ipotizza che le attuali popolazioni di Laurus Nobilis siano gli ultimi frammenti di una flora dell'Era Terziaria (da 65 a 2 milioni di anni fa), ora relegati in piccole aree caratterizzate dal clima caldo umido simile a quello del periodo di espansione della specie.

I boschi delle Riserve di Berignone e Monterufoli, soprattutto nella parte settentrionale di Corno al Bufalo e di Punta Farneta,ospitano nei substrati serpentinosi,interessanti elementi di questo tipo di vegetazione unica in Italia, di elevato interesse naturalistico e conservazionistico.

 

L'Alloro è un piccolo albero sempreverde alto fino a 6-10 metri con chioma piramidale espansa color verde scuro, con tronco eretto, sinuoso e corteccia liscia grigio-brunastra.

 

Le foglie sono alterne, coriacee, lanceolate (5-10 cm) con margine leggermente ondulato color verde scuro lucido. Se stropicciate sono molto aromatiche, grazie alle piccole ghiandole che appaiono come puntini traslucidi sulla superficie, dove è contenuto l'olio essenziale.

 

I fiori gialli, profumati, maschili e femminili su piante diverse, sono raccolti in piccole ombrelle poste all'ascella delle foglie.

 

I frutti sono piccole drupe ovoidali di circa 1 cm nere e lucide a maturità  e contengono un seme sferico; rimangono sulla pianta per gran parte dell'inverno.

 

Questa essenza mediterranea, conosciuta ed apprezzata fin da tempi antichissimi per le proprietà aromatiche e medicamentose, era  ritenuta da Greci e Romani la pianta "classica" per eccellenza, simbolo di onore, sapienza e gloria, sacra a Giove, dedicata ad Apollo.  Veniva intrecciata in corone per ornamenti celebrativi, come testimonia il termine "laurea-laureato" , con l'antica tradizione di cingere con corone d'alloro la testa di imperatori, guerrieri vittoriosi, poeti e letterati e come onorificenza per il raggiunto traguardo.

 

Innumerevoli gli usi fitoterapici dall'antichità fino a noi. Consigliato da Ippocrate per alleviare i dolori del parto e da Plinio per curare il nervo sciatico, per millenni è stato usato l'olio estratto dai frutti, contro peste, scabbia, gotta e reumatismi. In epoca medievale e rinascimentale veniva usato per l'arteriosclerosi, coliche di reni e di fegato. Oggi la moderna fitoterapia consiglia l'uso di infusi e decotti di foglie di alloro per la digestione. Con l' "olio laurino" si possono alleviare reumatismi e contusioni e, frizionato sul pelo dei nostri animali domestici, allontana i parassiti.

Con le foglie fresche si può preparare l'ottimo liquore "allorino" da consumare come digestivo.

 

La parola Laurus proviene dal latino Laus =lode che a sua volta deriverebbe dal celtico Lawur che significa verdeggiante.

Un alloro piantato vicino alle case sembra che abbia il potere di disperdere le negatività e di apportare buona salute.  

 

Fotografato nel percorso di Corno al Bufalo

 

 

 

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