Cala Martina, Cala Violina  e Cala delle Civette

le baie più belle della Maremma Toscana

11.8 km, 05:41:22

Distanza percorsa:  11,8 km  -  Dislivello tot.: salita 500 m, discesa 500 m  - Quota massima 215 m -  Pendenza: max 38%,  - Pendenza: med. 8%,  -  Tempo impiegato:  5:40 h  -  Difficolta: E
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Descrizione itinerario

Non appena l’inverno ci regalerà una giornata serena con buona visibilità, non ci lasceremo sfuggire l’ occasione per cimentarsi in bel percorso costiero, spingendosi sulle ripide coste della Maremma alla scoperta di piccole e famose cale. 

Il nostro itinerario si svolgerà nella fascia costiera della ‘Bandita di Scarlino’, una grande Riserva Naturale della Maremma Toscana di ben 8700 ettari, che deve il suo curioso nome proprio ai ‘bandi’ indetti per la compravendita dei lotti del suo bosco.

Abbiamo deciso di iniziare il nostro cammino dalla località Puntone di Follonica e più precisamente alla sua estremità sud, nei pressi del ristorante “Cantuccio”, dopo aver  parcheggiato l’auto nell’ampio spazio adiacente. (coord. 45°52’48,7”N 10°46’45,8”E)

Partiremo in direzione sud, passando proprio in mezzo alle piccole costruzioni del ristorante, imboccando l’ampia strada sterrata che si trova subito dopo la sbarra (Sent.1). Camminiamo agevolmente e in solitudine, grazie al periodo invernale che tiene lontano il gran numero di turisti, ciclisti e bagnanti, che durante la bella stagione affollano non poco questo tragitto.

Da subito saremo circondati dalla tipica vegetazione mediterranea, che ricopre rigogliosa le morbide colline fino a lambire le spiagge. Oltre alle piante di Leccio e ai soliti arbusti che compongono la Macchia, saremo attratti dalla presenza della Barba di Giove, (scheda) degli Olivastri e dei Cisti(scheda) che delimitano la stradina, colonizzando le pendici più rocciose che scendono fino al mare.

Dopo circa km2,4 di comodo cammino, ci troveremo in prossimità del piccolo promontorio di Punta Francese, oltre il quale a poche decine di metri scorgiamo sul margine sx della strada l’epigrafe dedicata all’eroe dei due mondi, che nel settembre 1849, dopo una rocambolesca fuga attraverso la Toscana, si imbarcò da qui per raggiungere la salvezza verso la Liguria.

le 3 cale 019Proprio di fronte, un ampio e battuto camminamento in mezzo ai lecci e a un basso cespuglieto, ci condurrà  alla piccola baia di Cala Martina. L’assoluto silenzio e il mormorio del mare ci fanno respirare un’aria surreale. Gli scoscesi costoni che delimitano la spiaggia ciottolosa, contrastano con il loro colore ocra, l’azzurro di un mare limpidissimo, sfoggiando la loro particolare conformazione alveolata. L’azione erosiva dell’acqua, del vento e del sole hanno scavato nel tempo, piccoli fori e striature nella roccia calcarea, da farla sembrare punteggiata da elaborati ricami. Pare che davanti a questo straordinario specchio d’acqua blu, sia collocato un ulteriore cippo in memoria di Garibaldi, che proprio da questa piccola insenatura, ricoperta da una spessa coltre di alghe, partì per la sua fuga.

Ripresi i nostri zaini e le nostre cose, dopo aver guadagnato di nuovo la strada, continueremo il nostro viaggio verso sud, accompagnati da suggestive vedute che si aprono sporadicamente sul litorale. Poco più avanti, dopo poco più di 1 km e mezzo di cammino in prossimità di una piccola discesa, contornati dalla rigogliosa presenza del Ginepro Fenicio,(Scheda) ci appare la grande distesa sabbiosa di Cala Violina.

le 3 cale 020Questa è sicuramente la più famosa e conosciuta delle spiagge della Maremma, che per l’unicità del suo fascino naturalistico è stata addirittura considerata da ‘Legambiente’ tra le 11 spiagge più belle d’Italia. Acceleriamo il cammino impazienti di calpestare  quella bianca sabbia davanti a noi, e dopo pochi metri ancora imboccheremo il camminamento che ci porta direttamente sulla spiaggia. A differenza di Cala Martina, questa baia è molto più grande, contornata dalla rigogliosa vegetazione della Macchia che arriva fino a lambirne la spiaggia. La sabbia è sottile, bianchissima ed invoglia a camminarci sopra. E’ composta da minuscoli granelli di quarzo, che quando vengono calpestati nel silenzio, sembra che riproducano il suono di un violino, da cui la fantasia popolare avrebbe attribuito il nome a questa affascinante cala.                                                     

Spingendoci fin quasi al bagno-asciuga, scorgiamo con stupore numerose orme di animali selvatici che prima di noi durante la notte, hanno voluto anticipare la nostra passeggiata.

Qui ci concederemo un breve riposo, seduti sui grandi tronchi che le mareggiate invernali hanno trasportato fino a riva, dopo di che riprenderemo il cammino verso Cala delle Civette, l’ultimo promontorio prima di Punt’Ala.

le 3 cale 018Proseguiamo per un ulteriore chilometro, sino ad arrivare in prossimità di un’area recintata che costeggia  un sentiero scosceso che, in poche decine di metri, ci condurrà fin sulla spiaggia. Questa si presenta un po’ più nascosta e selvaggia, con una bella striscia di sabbia  chiara larga circa 20metri, dominata dall’alto da un massiccio edificio che la sovrasta e da cui prende il nome di Cala delle Civette. Purtroppo la zona è in parte delimitata dalla recinzione di una proprietà, ma curiosando qua e là e spingendosi fino al margine della caletta, ci fermiamo ad osservare il susseguirsi di pieghe geologiche che ne delimitano il versante nord. Nella scogliera scoscesa che degrada fino al mare, particolarmente limpido, scorgiamo la presenza di numerose piante di fichi d’india, che danno all’ambiente un aspetto ancor più esotico ed esclusivo.  

Davanti a noi, il Promontorio di Punta Ala si allunga nel mare verde e sembra voler raggiungere il piccolo ‘Isolotto dello Sparviero’.

Questo caratterizzato dalle alte falesie di roccia arenacea, ospita l’antica torre degli Appiani che ha costituito fin dal medioevo, non solo uno strategico punto di avvistamento, ma anche uno degli avamposti più importanti per la sicurezza della costa meridionale della Toscana.    

le 3 cale 022le 3 cale 021Da qui, inizieremo a pensare alla via del ritorno, decidendo di comune accordo, di ripercorrere a ritroso il breve tratto che da questa bella insenatura ci porta in prossimità di Cala Violina, punto dal quale ci indirizzeremo decisamente verso l’entro terra per compiere, attraverso le verdi colline, la seconda parte del nostro viaggio.

 

Lasciamo ora l’ampia strada (sent 1) che costeggia il litorale per addentrarci in leggera salita sulla ns dx, camminando ancora su una via ampia. Dopo poco il cammino ci fa svoltare leggermente verso sx e continuando a salire manterremo questo tracciato (2 A) ignorando i vari incroci a sx che troveremo.

Dopo circa 1 km, al termine di questo tratto in salita, troveremo un grande crocevia,  dove una ripida cessa tagliafuoco incrocia la nostra strada. Da qui svolteremo nettamente verso sx incamminandoci lungo la scoscesa via che si inerpica sul fianco della collina di Poggio Sentinella(sent.8). Ci troveremo immersi tra alti cespugli di Cisto di Montpellier, di Mirto che mostra ancora le sue bacche scure e in un susseguirsi di fioriture di Lavanda selvatica (scheda), che rendono piacevole e meno faticoso il forte dislivello che raggiunge quasi il 70%. Dietro di noi ci accompagnano le panoramiche vedute su tutto il golfo, mentre il nostro scosceso viottolo ricoperto di ciottoli di arenaria quarzosa, luccica sotto il sole.  Dato il grande sforzo per la salita, in prossimità di un piccolo tratto appena un poco più pianeggiante, ci  concediamo la panoramica deviazione sulla nostra sx che ci eviterà l’ulteriore ascesa al punto massimo del poggio (216 m. slm). Una volta raggiunto di nuovo il largo tracciato della linea tagliafuoco, iniziamo a scendere alla volta del Poggio La guardia, da dove continueremo a deliziarci con le magnifiche vedute sulle isole dell’Arcipelago e sulle belle insenature del Golfo di Follonica. Ci dirigeremo poi, sempre lungo la via tagliafuoco, in direzione ovest (sent.7). Dovremmo ignorare i prossimi due incroci a sx che troveremo,  per continuare verso nord fino al successivo incrocio, dove volteremo decisamente a sx (sent 5, Coord. 42°52’29,8”N  10°46’54”E). Da qui scenderemo agevolmente fino a scorgere tra la vegetazione le strutture del ristorante, dietro il quale passa il nostro sentiero, che ci porta a sbucare proprio di fronte al piccolo piazzale dove abbiamo le nostre auto.

Questo bel percorso ad anello con una dozzina di km e un discreto dislivello, ci ha portato a conoscere un meraviglioso tratto di costa toscana, che insieme alla sua storia ci ha mostrato anche le sue bellezze naturali, concentrate in splendidi angoli disegnati dal mare.

NB: il numero riportato per l’ identificazione dei sentieri, è stato rilevato dalla cartellonistica cartografica presente sul percorso.

 

 

 

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