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Bardana Maggiore

Dettagli

bardana maggiore 1                 Nome scientifico: ARCTIUM LAPPA
       Nome comune: BARDANA MAGGIORE
        greca-fiori
       Famiglia: Asteraceae
       Fioritura: Luglio-Settembre
       Habitat:     Si trova lungo i margini di siepi e boschi, nei prati incolti, su terreni calcarei fino a 1800 metri. Non è presente in Sicilia.
     
       

Descrizione:                    

Pianta erbacea a ciclo biennale munita di grossa radice a fittone, con fusto eretto, ramificato alto fino a 2 metri.

 

La pianta nel primo anno di vita, sviluppa grandi foglie basali cuoriformi, setose sopra, ruvide e ragnatelose nella parte sottostante, lunghe fino a 50 cm. Solo nel secondo anno emette i fusti e l'infiorescenza.

 

Le grandi foglie hanno un solido picciolo di color verde carico e il bordo ondulato. Quelle che si sviluppano lungo il tronco sono lanceolate, disposte in modo alterno.

 

L'infiorescenza è costituita da capolini terminali globosi, del diametro di 3-4 cm. Il loro involucro è composto da brattee verdi con squame pungenti e uncinate che proteggono i numerosi piccoli fiori (anche oltre 40), con corolla azzurro-violetta. Il frutto è un  achenio di 6-7 mm, oblungo con brevi setole giallastre.

 

I capolini spinosi sono detti  popolarmente "Lappole" perché si aggrappano con i loro uncini ai vestiti e al pelo degli animali. Sembra che ciò sia stato l'ispirazione per la realizzazione del "Velcro".

 

La pianta fin dall'antichità veniva coltivata per uso culinario e medicinale e da sempre è stata usatissima anche nella medicina popolare orientale.  Le grosse radici carnose erano consumate crude o cotte, come le comuni carote. Ancor oggi le radici sono considerate un antidoto a largo spettro per diverse patologie e specialmente se abbinate a quelle del "Tarassaco" si ottengono preparati rinfrescanti, antinfiammatori, antibatterici e depurativi del sangue. In tempi di carestia le sue foglie venivano arrotolare e fumate come un rudimentale sigaro e con le sue radici tostate si otteneva un prodotto surrogato del caffè.

Il nome di questa pianta, conferito dal suo aspetto ispido, deriva dal greco " Arktos"= orso, mentre l'epiteto della specie, potrebbe provenire dalla parola "Laptos" che in greco significa "afferrare". Per quanto riguarda il mone comune di "Bardana", l'etimologia della parola è incerta, ma potrebbe significare: usata dai "Bardei", un'antica popolazione dell'Illiria".

             

 


                                   

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   bardana maggiore 3
 
   
 
            
 
            
 
       
 

 


 

 

 

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