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Bivonea di Savi

Dettagli
cdg f bivonea di savi 001   Nome scientifico: JONOPSIDIUM SAVIANUM
  Nome comune: BIVONEA DI SAVI
  Famiglia: Brassicaceae
  Fioritura: Marzo-Aprile
  Habitat: radure boschive, terreni acidi e calcarei con roccia e ghiaia frantumata. Presente in alcune stazioni della Toscana, Umbria e Lazio. Da 300 a 1000 metri.


Descrizione

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La Bivonea di Savi è una specie endemica italiana, considerata rara e rigorosamente protetta.

In Toscana è presente in una ristretta area del Monte Calvi di Campiglia M.ma, sulle pendici del Monte Amiata e in alcune stazioni del Monte Pelato sulle colline sub costiere livornesi. Per la sua ridotta estensione, anche il botanico Pignatti, nella sua opera sulla ‘Flora italiana’, aveva volutamente omesso di riportare le stazioni di segnalazione e di osservazione della pianta per garantirne la salvaguardia e la rarità.

La specie può presentarsi a contatto con margini di formazioni arbustive e cespugliose di Macchia mediterranea; localmente può apparire anche con fioriture piuttosto abbondanti, pur essendo possibili forti variazioni nelle diverse annate.

 

E’ una piccola pianta erbacea annuale dal portamento eretto, alta mediamente da 3 a 10 cm, con fusti generalmente ramificati alla base.

Le foglie basali sono sorrette da un breve picciolo che misura al massimo 6-8 mm, hanno forma spatolata- lanceolata, di color verde tenue brillante e di consistenza erbaceo carnosa; larghe fino a mezzo cm e lunghe da 7 a 12 mm. Lungo il fusto le foglioline sono abbraccianti, lanceolate-allungate, leggermente dentellate, lunghe poco più di 1cm. Si riducono progressivamente verso l’alto fino a diventare bratteiformi.

I fiori sono riuniti in ciuffetti in piccoli racemi senza foglie. Hanno sepali poco più lunghi di 1mm e i quattro petali (lunghi circa 3-4mm), sono di colore bianco di cui i due rivolti verso l’esterno appaiono leggermente più larghi.

I frutti sono piccole silique di colore verdastro, talvolta con sfumature violacee, grandi poco meno di mezzo cm, con aletta all’apice. All’interno di ognuna vi sono 2/3 minuti semini bruni. L’impollinazione è garantita dagli insetti, mentre la disseminazione è affidata al vento.

 

Il complicato nome di ‘Jonopsidium’ ha origine dalla parole greche: ‘Jon=viola; Opsis=aspetto; Idion=suffisso diminutivo’, col significato di ‘simile a una piccola viola’. L’epiteto ‘Savianum’ significa che la specie è dedicata al botanico pisano Gaetano Savi, suo scopritore (1769-1844).

La piccola pianta è legata a una legenda medievale che racconta della tragica morte della bella Ubertenga, inseguita dai pirati saraceni fin sulla cima del Monte Calvi. Si dice infatti che il posto dove la ragazza venne uccisa, si sarebbe ammantato di queste rare piccole piante dai fiori bianchi, che tuttora continuano a fiorire in quel prato.

Specie rigorosamente protetta, fotografata sul Monte Calvi.

                    



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Bivonea di Salvi -- Jonopsidium Savianum

 

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