Itinerari per il trekking in val di cecina. Riserva naturale di Monte Nero

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Anello della Nera

Riserva Naturale di Montenero

di Stefano Fulceri e Anna Moratti

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partenza Località di partenza:

Da Prato D'Era
3.3 km in direzione
Ulignano

arrivo Località di arrivo:  ''
Dislivello salita  452
Perdita elevazione:  ''
Pendenza media:  12.5%
Pendenza massima: 45%
Lunghezza percorso: 7.8 Km
Tempo impiegato: 4h 
difficolta Difficoltà: E
Punti di appoggio: Nessuno
Rifornimento di acqua: Non ci sono
Sequenza dei sentieri:

Descrizione itinerario

(aggiornato Settembre 2013)

 Questo percorso con il suo mosaico di ambienti diversi ci guiderà alla scoperta della Riserva Naturale di Montenero, la più piccola dell’Alta Val di Cecina, ma ugualmente ricca di testimonianze storiche e paesaggistiche. Ricoperta da verdi e ombrosi boschi a contrasto con gli aspri speroni di roccia che sbucano dai fianchi del monte, delineato e solcato da profonde vallate, che si alternano alle dolci colline argillose della vicina Valle dell’Era.
Per raggiungere il punto di partenza del nostro itinerario, percorreremo da Volterra, la SS68 in direzione di San Gimignano, fino al vicino incrocio di Roncolla, dove svolteremo a sx per raggiungere dopo circa 4 km, l’abitato di Prato D’Era. Ci dirigeremo quindi sempre verso dx in direzione di Ulignano e imboccheremo l’ampia strada bianca iniziando a risalire le pendici del Montenero, per arrivare dopo 3,3 km al punto di partenza del nostro tragitto, che per nostra comodità decideremo di percorrerlo in senso antiorario. Superata la catena di ingresso della riserva, dopo circa duecento metri raggiungeremo il vero e proprio anello. Seguiremo i cartelli indicatori e i soliti segnali bianco - rossi, iniziando a percorrere in discreta salita il bel sentiero NM1 all’interno di uno splendido bosco e circondati da innumerevoli varietà di felci.
Dopo le fatiche dei primi 700 m. di ardita salita, l’occasione per riprendere fiato, ci è data dal bel panorama che si presenta di fronte a noi. Infatti in direzione nord est si può già intravedere tra la vegetazione la “Pieve della Nera” e alla nostra dx il superbo costone di roccia chiamato “Dente del Montenero”, che domina sull’intera vallata del torrente Strolla. Spaziando con la vista verso ovest, ci affacciamo invece, sulle dolci colline di creta che circondano l’etrusca Volterra. Immancabilmente il grido e il volo di qualche rapace, che nidifica fra queste rocce, ci farà compagnia.maggiociondolo 001 Proseguiremo ancora il nostro cammino salendo per poco, attraversando con un comodo sentiero pianeggiante, uno stupendo bosco di lecci e latifoglie, dove in primavera fanno bella mostra di sé le fioriture del Maggiociondolo. Approf. Maggiocindolo


Ci fermiamo a fotografare alcune curiose tane, scavate in un pendio, sicuro rifugio di animali selvatici e proseguendo, poco dopo incontreremo un rimboschimento di Pino Marittimo con l’immancabile sottobosco di essenze della Macchia Mediterranea.nera tana Dopo aver percorso complessivamente 2,5 km, giungiamo vicino a un altro punto di ingresso alla Riserva, quello in prossimità della Villa di Ulignano di cui se ne intravede il profilo tra gli alberi. Imboccheremo quindi la stradina bianca che conduce all’agriturismo “Il Cafaggiolo” e la seguiremo praticamente fino nei pressi dell’ingresso, dove svolteremo a sx per rispettare la proprietà privata della struttura. Da qui scendiamo velocemente verso il fondovalle, da cui poi dovremmo risalire per raggiungere dopo circa 700 m. la “Pieve della Nera” Approf. Pieve della Nera
Qui ci soffermeremo per una pausa di ristoro, nonché per visitare la struttura della chiesetta e coglieremo l’occasione, con una piccola deviazione di qualche centinaio di metri, per raggiungere i resti del “Castello della Nera” sul vicino poggio calcareo di Casalone.  Approf. Castello della Nera
Riprendiamo il nostro cammino percorrendo per un tratto la strada bianca di accesso alla chiesa, che ricalca un antico percorso medievale, poco dopo raggiungeremo un’ imponente quercia secolare nelle vicinanze della struttura in pietra della piccola sorgente chiamata “Fonte del latte”, dalla quale sgorgava un’acqua, che secondo le credenze popolari era ritenuta miracolosa ed aveva la proprietà di garantire il latte alle mamme che l’avessero bevuta. Proseguiremo poi in leggera discesa la nostra strada, ponendo particolare attenzione ai segnali che troveremo sulla sx. In corrispondenza di una “scamporata”, che ci mostra numerose varietà di bacche e frutti selvatici, nonché un piccolo laghetto artificiale ricolmo di piante acquatiche, taglieremo in direzione sud ovest, riavvicinandosi alla Valle dello Strolla.
Dopo aver costeggiato una curata oliveta, guadagneremo di nuovo il bosco a prevalenza di leccio, che in primavera ospita la fioritura di numerose varietà di orchidee.  Approf. Orchidee
Con una piccola deviazione di 200 metri, varrà sicuramente la pena di affacciarsi ad un altro punto panoramico che ci mostra l’imponenza della ripida vallata circondata dalle rocce ofiolitiche, con le tipiche garighe di Cisto Femmina, Cisto Rosso, Cisto di Montpellier e di Elicriso. Tornando indietro fino all’incrocio che avevamo lasciato, continueremo a scendere lungo il sentiero che ci porterà nel “Bosco delle Liane” e da lì a poco a scoprire le suggestive e spettacolari limpide cascatelle che forma il torrente Strolla.  Approf. Torrente Strolla
Superato il passaggio roccioso che ci permette di attraversare e osservare le cascate, percorreremo ancora circa 800 m in salita, con un leggero dislivello per concludere il nostro anello fino al punto di partenza, dove raggiungeremo la nostra auto.

Il percorso di questo itinerario è assai breve, ma fisicamente impegnativo per il discreto dislivello di tutto l’anello, ma la ricchezza e la sequenza degli ambienti tanto diversi e straordinari, nonché l’emozionante passaggio sulle rocce levigate dalle cascate, ci regaleranno sicuramente sensazioni indimenticabili.

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