Itinerari per il trekking in val di cecina. Riserva naturale di Berignone

 

 

                     

 

 

 

 

                       di Paolo, Stefano e Anna

 

traccia-pilellegarfico-pilellepilelle-1pilelle-1spilelle-2pilelle-2spilelle-3spilelle-4spilelle-5pilelle-5spilelle-6pilelle-8pilelle-10spilelle-7pilelle-7ppilelle-8spilelle-9pilelle-9spilelle-11s

camera Guarda il fotoalbum completo   download Scarica traccia GPS   icon google partenza clicca qui   PDF - Mappa IGM con traccia percorso
partenza

Località di partenza:

Dispenza di
Tatti

arrivo Quota massima: 532
Guadagno elevazione 576
Perdita elevazione:  "
Pendenza media: 8,8%
Pendenza massima: 30.8%
Lunghezza percorso: 11,8Km
Tempo impiegato: 4h 45'
Difficoltà: E
Punti di appoggio: Nessuno
Rifornimento di acqua: Non ci sono
Sequenza dei sentieri:  

Descrizione itinerario

Botro delle Pilelle e Bosco di Tatti

Un itinerario ottimo da percorrere in ogni stagione, che si snoda nel versante settentrionale   della Riserva Naturale di Berignone, completamente immerso nella vasta area boscata, lungo il piccolo corso d’acqua di Botro Pilelle per proseguire, nella seconda parte, con la comoda carreggiabile sul crinale alto della Riserva.

Abbiamo scelto il pieno  inverno per la nostra escursione, approfittando di una mite giornata di gennaio.

Il punto di partenza è la conosciutissima Dispensa di Tatti, raggiungibile dalla SR 68 con deviazione verso Casole d’Elsa, imboccando poi il bivio sulla dx che indica Ponsano-Orgiaglia, due aree geologicamente rilevanti per i giacimenti arenacei e fossiliferi che affiorano nei dintorni. Dovremo percorrere quasi 5km di sconnessa stradina di campagna, superando numerosi edifici rurali, per raggiungere l’ampio piazzale adiacente al vecchio fabbricato di Dispensa di Tatti(43° 21’ 20” N 10° 58’ 30,1” E), costruito sul finire del 1800. L'edificio inizialmente adibito come abitazione delle guardie incaricate dal Comune per la vigilanza sui boschi, fu in seguito  ristrutturato, intorno al 1940, per diventare un piccolo magazzino di riserve alimentari e punto di incontro di boscaioli e carbonai che svolgevano la loro attività in quella zona.

Da qui inizieremo il nostro itinerario imboccando il sentiero n.  2 (Serra di Loghe - Unione Montana Alta Val di Cecina), in direzione NNW. Dopo poche decine di metri dobbiamo fare attenzione alla consueta segnaletica (questa volta bianca e verde), per individuare sulla nostra sx la deviazione per il sentiero n.3 (Pilelle) che in leggera discesa si addentra nel fitto bosco di  lecci. Questa pianta sarà dominante in tutto il nostro percorso, accompagnato da ornielli, corbezzoli e scope. Scendiamo speditamente lungo il comodo e ampio sentiero gustandoci da subito la pace e il silenzio di questi luoghi, dove non potremo fare a meno di notare i segni di un consistente passaggio di ungulati, con i melmosi numerosi “insogli”,”trottoi”  e viottoli completamente rufolati. Dopo circa 1,8 km dalla partenza ci troveremo in una prima radura aperta dove il nostro sguardo può spaziare e orientarsi, ma purtroppo in questo punto constatiamo con rammarico sporcizia, rifiuti e bossoli di cartucce lasciate da qualche cacciatore indisciplinato, che in questo caso non rende onore alla categoria!!! Proseguendo di pochissime decine di metri, dobbiamo fare attenzione a voltare a sx, in quanto se continuassimo a dritto andremmo a ricollegarci al sentiero n2.  Continueremo invece a scendere fino a raggiungere il guado del Botro delle Pilelle.  

Questo piccolo corso d’acqua che scorre infossato tra le rocce arenacee della stretta vallata, deve questo curioso nome all’azione delle sue acque che nei millenni hanno scavato nella pietra, tante  vaschette a forma di catini o piccole pile che hanno dato l’appellativo di “Pilelle”.

Mentre attraversiamo il torrente sarà facile percepire l’odore acre che proviene una piccola sorgente sulfurea che si trova nelle vicinanze e dove intorno al 1860 vennero segnalati dei crostoni di zolfo, ritenuti però di scarso interesse minerario.

Subito dopo aver attraversato il corso d’acqua, prima di proseguire, ci addentreremo in un curioso anfratto che si apre davanti a noi, dove scorrono rigagnoli d’acqua circondati da muschi,  felci e alti alberi che rendono particolarmente suggestivo lo scenario. Continueremo poi il percorso sulla sx idrografica del botro, sempre immersi in un’area naturalistica di notevole importanza, tra l’ imponente vegetazione di forra che a tratti lascia intravedere profondi impluvi ricoperti di foglie. (L’unica nota negativa di questo punto sono i numerosi tronchi caduti attraverso il sentiero che rendono il cammino un pò difficoltoso).

Dopo 800 metri dal guado delle Pilelle e complessivi 2,8 Km dalla partenza, incontreremo un altro crocevia dove dovremmo mantenere la dx e attraversare di nuovo un piccolissimo corso d’acqua denominato Botro dei Lecci. (Se avessimo voltato a sx saremmo risaliti in maniera diretta verso la strada di Monte Soldano).

In prossimità di questo attraversamento la nostra attenzione non può che essere attratta dai grossi massi che sovrastano il torrentello ricoperti da un inconsueto e florido muschio dai brillantissimi colori che riflettono una luce surreale. Proseguiamo ancora in direzione NNW allontanandoci ormai dalla vista delle Pilelle, fino ad arrivare dopo qualche centinaio di metri ad un ennesimo crocevia. Qui dovremmo assolutamente ignorare il sentiero di dx che correndo lungo il confine della riserva ci porterebbe erroneamente di nuovo verso il corso d’acqua. Mantenendo invece la nostra direzione ci addentriamo in uno spazio più aperto tra cespugli di rovi e anguste scamporate, dove gli intensi traffici dei cinghiali si mostrano ancora più evidenti e con un ardito attraversamento di una barriera di rovi sbucheremo nei vecchi seminativi del podere Caprareccia. Risaliremo l’irta pendenza di un campo in cima al quale voltandoci, potremmo finalmente spaziare con lo sguardo sulle ampie vedute delle campagne del Volterrano, con il tipico colore argilla dei calanchi e delle biancane. Ancora qualche decina di metri e ci troveremo sulla carreggiabile che dal podere Il Pino, attraversa tutta la riserva fino a Dispensa. All’ingresso della piccola strada,  prenderemo verso sx per arrivare vicino al vecchio podere, posto in una posizione molto panoramica al limite dei coltivi e noteremo dei singolarissimi olivi secolari circondati da antichi ed elaborati muretti di pietra.  Di fronte invece potremo spaziare in un ampio panorama che ci mostra in lontananza il profilo delle colline di Pomarance e di Volterra e doverosamente sosteremo un poco per le immancabili foto. Riprenderemo il cammino lungo la nostra strada, ovviamente interdetta al traffico, fino all’ incrocio dell’Imposto e mantenendo la dx,  dopo  una discreta salita giungeremo nell’ area attrezzata di “Fonte della Venella”, dove potremmo comodamente ristorarci e riposare.

Da questo punto ha inizio un breve e interessante percorso didattico che ci mostrerà le ricostruzioni di una carbonaia, di un capanno di boscaioli con i rispettivi cartelloni esplicativi che illustrano e informano sulla vita del bosco e sulla flora circostante. Usciremo ritornando sulla strada in prossimità dell’Abetina della Venella,  dove negli anni ’30 e ’50 vennero impiantati numerosi esemplari di Abeti Bianchi (Abies Alba)  e di Douglasia (Pseudotsuga Menziesii), che torreggiano sul resto del paesaggio.

Continuando a percorrere la strada in salita, sull’argine sx non possiamo che notare tre bellissimi esemplari di Agrifoglio che raggiungono ragguardevoli dimensioni. Il cammino che ci separa dalla fine del tragitto sarà molto comodo e piacevole, senza particolare dislivello. Ci accompagnerà uno scenario rassicurante e rilassante circondati dalla rigogliosa varietà di vegetazione del Monte Soldano fatta di tante essenze tra cui querce, cerri, roverelle, ornielli, aceri, sorbi, corbezzoli, talvolta di notevoli dimensioni, che fanno parte di un ecosistema forestale ritenuto di grandissimo valore ambientale. Arriveremo poco più avanti in prossimità dei resti di un piazzale di carico della lignite che veniva estratta nella vicina miniera di Poggio Metato. (Approf)  

Questo piccolo spazio, di non facile individuazione si apre sulla nostra dx ed è ciò che resta della  miniera che dal 1916 al 1918 e dal 1940 al 1943, con le sue 1200 tonnellate di Lignite Picea estratta, dette lavoro a circa una trentina di operai. Dopo l’abbandono e lo smantellamento di tutte le sue strutture, le gallerie e le discenderie della miniera crollarono completamente, tanto da non essere più visibili. Da qui proseguiremo agevolmente ancora per poche centinaia di metri, sempre circondati dalla pace che ci offre questo piacevole ambiente, fino alla chiusura del nostro tragitto giungendo di nuovo al punto di partenza nel piazzale di Dispensa.

 

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com
   

Categorie Itinerari  

trek notturni
risalite easy
ciaspole altri-luoghi
   

fio fiu

I fiori del fiume

lupo-titolo

Leggi l'articolo


 

LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

Clicca QUI 

biancospino-1
   

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Utilizzando il sito, dichiari di accettare l'uso dei cookie.