Fosini e il suo Castello     di Anna e Marcella

 

Si erge a 639 metri s.l.m sovrastato dal promontorio del gruppo montuoso delle Cornate di Gerfalco, in un ambiente naturale tra i più belli della Val di Cecina. Anche se bisognoso di un accurato restauro, il castello ci apparirà come una poderosa fortificazione arroccata su uno sperone calcareo che guarda la Valle del Pavone a strapiombo sulla stretta gola del Rio Riponti.

disegno-fosini-1La sua struttura segue una sagoma quadrangolare disposta attorno a un cortile centrale. La facciata appare ristrutturata in epoca post-medievale, realizzata con conci disposti in filari con l'uso di elementi in laterizio e delimitata da bozze angolari di Rosso ammonitico proveniente dalle vicine Cornate. Nell'insieme la struttura conserva testimonianza di epoche diverse, per arrivare ai giorni nostri che vedono il maniero bisognoso di cure urgenti che lo riportino al suo antico splendore.

Fu realizzato intorno al X° secolo, a guardia delle miniere d’argento sparse nella vicina zona di Poggio Mutti. Venne fortificato intorno al 1100 per iniziativa dei conti Pannocchieschi; in seguito vi esercitarono diritti i Vescovi di Volterra, quindi fu sottomesso alla Repubblica di Siena, quando contava la popolazione più numerosa pari a circa 300 persone. Tornò di nuovo nel 1340 sotto il dominio della potente famiglia Pannocchieschi, ricchi feudatari della Contea di Elci, di oltre 30 castelli e di numerosi possedimenti nel Volterrano. Agli inizi del XX°secolo, trasformato in una fattoria, fu possedimento della dinastia dei Baroni Sergardi, provenienti da Siena.

Nel corso della sua storia il castello ha subito diversi rimaneggiamenti con aggiunta di ambienti ed elementi architettonici che seguivano il gusto del periodo in cui venivano eseguiti.

Conserva ancora il mastio quadrato, la torre principale e il belvedere che spazia su stupendi e suggestivi panorami. Le pareti e le mura di sud-ovest, sono le più in rovina, affacciate sulle scoscese rocce calcaree, rifugio e luogo ideale per la nidificazione di rari rapaci come il Falco Pellegrino e il Lanario.

Alcuni studi ipotizzano che il nome del castello, possa derivare dal termine etrusco 'Eusinies', in latino 'Fosinius', collegandolo con l'attività delle fucine metallurgiche (Fuxine) presenti in gran numero nella zona, fino al periodo medievale.

castello-fosini 2 675x900Come ogni antico castello che si rispetti, anche quello di Fosini ha il suo leggendario fantasma. Si narra infatti che Ilario Brandani, noto come negromante, conoscitore di antiche formule per evocare i morti, abbia vissuto al castello intorno al 1400, proprio negli anni in cui un’epidemia di “morbo oscuro” colpì gran parte dell’Italia Centrale.  Pare che fosse stato l’unico a riuscire a scampare al malanno e si dice che avesse ostinatamente continuato a sopravvivere da solo al castello in preda alla pazzia, in mezzo a decine di cadaveri. Si racconta che dopo la morte il fantasma del Brandani, rimasto imprigionato tra le mura del maniero, abbia a lungo vagato in quei luoghi inquietanti e che ancora oggi continui ad aleggiare condannato all’eterna ricerca dei suoi compagni.

castello-fosini 3 900x675dintorni 17 675x900Davanti al castello, ombreggiato da rigogliosi e centenari tigli, alternati da un’altissima siepe di Bosso, vi è un antico fontanile recentemente restaurato, dove zampilla un getto di fresca acqua di sorgente, poco distante dal millenario e ancor vigoroso “Castagno di Fosini”.

 




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