INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

Castagno

Dettagli
castagno 001                 Nome scientifico:

CASTANEA SATIVA

      Nome comune:

CASTAGNO

       greca-fiori
      Famiglia: Fagaceae
      Fioritura: Aprile-Maggio
      Frutti:     Settembre-Ottobre
      Habitat: predilige terreni sciolti, freschi, profondi e fertili, ricchi di potassio e fosforo, moderatamente acidi. Non sopporta suoli argillosi. Si trova da 200 fino a 900 metri; sull’Appennino raggiunge anche 1300m. Diffuso in tutta la penisola, maggiormente sul versante tirrenico.
                     

Descrizione:                    

castagno 002Il Castagno è una specie decidua, mesofila che sopporta bene il freddo.

Ha portamento arboreo e medie dimensioni; è piuttosto longevo e può raggiungere anche i mille anni. In Italia sono presenti castagni monumentali di oltre 500 anni di vita, con particolare valore storico, paesaggistico e culturale legati a leggende e tradizioni popolari.

E’ uno dei principali componenti della flora forestale italiana, in grado di formare estesi boschi, sia da solo che in unione con altre specie come carpino, roverella e cerro.

Si ritiene che la specie fosse già diffusa in età preistorica, con ampia distribuzione in Europa Orientale e in Asia Minore e può essere considerato indigeno, in quanto già coltivato dai Romani. Nel medioevo fu riscoperto dagli ordini monastici, per scopi alimentari e per la produzione di legname.

In epoca rinascimentale, fino all’800, il castagno subì un vero e proprio declino per molteplici cause, tra cui sicuramente le diverse abitudini alimentari delle popolazioni, ma anche l’introduzione nell’industria, di materiali diversi dal legno. Non ultime le temute specie di parassiti che infestano i castagneti e le malattie tipiche della specie.

 

Il Castagno può raggiungere un’altezza variabile da 10 a 30 m. Ha una chioma globosa ed espansa di color verde chiaro vivo. Il tronco è colonnare, ricoperto da una corteccia liscia con evidenti lenticelle sugli alberi giovani; negli altri è fessurata longitudinalmente di color bruno, sempre più screpolata col passare degli anni. Quella dei rami è più chiara con lenticelle trasversali.

Le foglie sono alterne con breve picciolo, di consistenza coriacea, lunghe anche oltre 20 cm, larghe fino a 10. Hanno forma lanceolata con apice appuntito, di color verde chiaro lucido, seghettate ai bordi, solcate da evidenti nervature.

I fiori maschili e femminili, sono presenti sulla stessa pianta e sullo stesso stelo. I maschili riuniti in amenti biancastri lunghi fino a 20 cm, mentre i femminili si concentrano in gruppi alla base dei maschili.Le infiorescenze possono essere miste o composte di soli fiori maschili.

Il frutto è la castagna, un achenio globoso con scorza di consistenza coriacea color marrone striato, lucido a maturazione. Nella parte superiore ha un prolungamento a frangetta chiamata ‘torcia’, mentre il lato inferiore è caratterizzato da una piccola area di color grigio detta ‘ilo’ o ‘cicatrice’. Le castagne sono rinchiuse in gruppi di 1/3 all’interno del riccio, un involucro irto di lunghi aculei che si apre a maturazione. La pianta inizia la produzione dei frutti verso il quindicesimo anno di età. La varietà più ricercata è il ‘Marrone’, solitamente di grandezza maggiore e di sapore più intenso.

Le castagne, ricche di amido e di zuccheri, sono nutrienti e digeribili e hanno costituito in passato una importante risorsa alimentare, soprattutto per le popolazioni rurali delle zone collinari e montane. Vengono utilizzate fresche, secche o ridotte in farina, apprezzate anche nell’industria dolciaria. Una volta rappresentavano una risorsa di cibo per l’allevamento dei maiali.

Con il legname si ricavavano pali e doghe per botti, travi e infissi. Veniva meno apprezzato per i mobili perché facilmente tarlabile e i nodi presenti, rendevano difficile la lavorazione. (I polloni erano usati anche per la fabbricazione di cesti). La corteccia della pianta, ricca di tannino veniva usata per la concia delle pelli. Apprezzato anche come pianta mellifera, produce un miele scuro ma saporito.

Il suo nome ‘Castanea’ potrebbe derivare da ‘Kastanis’, antica città del Ponto, dove secondo Plinio, il castagno era particolarmente abbondante. ‘Sativus’ invece significa coltivato.

 

 

 

 

 

 

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Castanea Sativa -- Castagno

 

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