Da Sasso Pisano a Monterotondo Marittimo attraverso Fumarole e Biancane.

 

 

 

 

 

 

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RIPERCORSO il 27/12/2016- Anche quest'anno abbiamo voluto ripetere  l'interessante percorso delle Fumarole e delle Biancane, un classico del nostro territorio. Purtroppo dobbiamo riconfermare, quanto già osservato lo scorso anno,  riguardo le opere che rendevano il sentiero fruibile a tutti . Infatti le scalinate, i passamano e il fondo di alcuni tratti,  danneggiati già da tempo, continuano a rendere sicuramente più difficoltoso e meno accessibile il tragitto stesso.  Anche se questo non ci ha impedito di proseguire e di goderci il fascino di questo luogo unico, ci è sembrato giusto segnalare a chi decidesse di visitarlo, che potrebbe trovare delle difficoltà che prima non c'erano.

partenza

Località di partenza:

Sasso Pisano
(mt.493)

arrivo Quota massima:
Guadagno elevazione 433
Perdita elevazione:
Pendenza media: 10,33%
Pendenza massima: 37.8%
Lunghezza percorso: 7,2Km
Tempo impiegato: 2h 45'
Difficoltà: E
Punti di appoggio: Nessuno
Rifornimento di acqua: Non ci sono
Sequenza dei sentieri:

Descrizione itinerario

   

Affascinante escursione a cavallo tra le province di Pisa e Grosseto, un anello di circa 7 km con un dislivello di 400 metri, che ci porterà a conoscere una delle aree geotermiche tra le più importanti al mondo per lo sfruttamento industriale e la produzione di elettricità utilizzando l'energia che si sprigiona dal sottosuolo. 

 Siamo partiti dal parcheggio nei pressi del campo sportivo di Sasso Pisano, in direzione sud, seguendo il sentiero che in costante salita, immerso in un lussureggiante castagneto, ci ha portato sul versante opposto della collina. Abbiamo attraversato l'ombroso bosco fino a che a un tratto, l'ambiente ha cambiato improvvisamente lasciando spazio a un terreno sassoso dove la vegetazione è quasi assente. Ci siamo così trovati in mezzo al Parco delle Biancane, una zona dove la forte aggressione chimica dell'acido solfidrico e di altri componenti dei fluidi geotermici, ha prodotto l'alterazione e lo sbiancamento delle rocce, trasformando in gesso i diaspri e i calcari presenti in tutta l'area. Questo ambiente particolare ha influito e ha modificato anche la vegetazione della zona, tanto che le piante hanno assunto l'aspetto di veri e propri endemismi. Non è raro trovare esemplari centenari di Quercia Sughera (Quercus Suber) e Cerro Sughera (Quercus Crenata), che riescono a trovare il loro habitat a 700 metri di altitudine grazie al calore sprigionato dal sottosuolo, nonostante le loro caratteristiche di piante eliofile e xerofile che temono i climi freddi. Lungo tutto il nostro avvincente percorso, saremo accompagnati anche da rigogliosi cespugli di Brugo (Calluna Vulgaris) un'Ericacea in grado di colonizzare terreni molto acidi e che alla fine dell'estate dipinge questo paesaggio con stupende fioriture color malva. Proseguiamo sempre risalendo fino a trovarci immersi in un ambiente inconsueto dove le rocce alterate assumono nuove tonalità di colore, con tutte le sfumature dal rosso, al giallo, al viola che ci regalano un effetto cromatico di particolare suggestività. Arriveremo così in cima alla collina per goderci il superbo panorama che dalle Colline Metallifere spazia fino al mare mostrando nelle giornate più limpide, perfino le isole dell'Arcipelago Toscano. Sullo sfondo, il maestoso refrigerante della vicina centrale di Monterotondo e in basso la conca delle Biancane, tra pennacchi di vapore e il chiarore delle rocce fumanti.  Molto interessante e spettacolare è l'anfiteatro naturale che si trova nella parte più bassa dell'anello, che col suo bagliore quasi accecante ci regala un'atmosfera veramente surreale.

 

Continuando il tortuoso tracciato di scalette, ponticelli e staccionate, scorriamo lungo il perimetro di questo singolare luogo, ammirando da ogni prospettiva i particolari colori che lo dipingono e la straordinaria varietà delle piante che caratterizzano questo ambiente. Ritornati ad incrociare di nuovo il sentiero da cui siamo provenuti avremo l'accortezza di svoltare a sx per un nuovo tracciato che lambendo un castagneto e un piccolo laghetto ci porterà alla sommità del versante che guarda Sasso Pisano.

 

Dovremmo fare attenzione ai passamano e alle scalinate in legno ( in parte purtroppo degradate dall'incuria e dalle piogge), fino a raggiungere un pendio pietroso dove cammineremo su un suolo ancor più arroventato, accompagnati dal gorgoglio del fluido geotermico che in alcuni punti scaturisce dalle fessure sotto forma di acqua e fango formando piccole pozze bollenti. I vapori che fuoriescono dalle fratture delle rocce con una temperatura intorno a 100°, sono costituiti per il 95% da vapore acqueo e per il resto da anidride carbonica, ammoniaca, metano, acido borico, vari gas nobili e acido solfidrico (idrogeno solforato) responsabile del tipico odore di uovo marcio che si sente nella zona.

 

lavatoioScendendo ancora, arriveremo in un punto dove l'azione delle manifestazioni geotermiche, ha creato una specie di alta trincea fumante al cui interno il vapore e l'odore si concentrano come in un girone infernale e dove le rocce intorno mostrano luccicanti cristallizzazioni di zolfo nativo.  Davanti a noi il panorama della vallata del Cornia e del piccolo borgo di Sasso Pisano ci accompagnerà fino allo spiazzo asfaltato che segna la fine del percorso. 
Volteremo a dx verso il paese per visitare il nuovo complesso balneabile del "Biolago", da dove raggiungeremo anche l'antico lavatoio pubblico alimentato da una sorgente termale a 36°.

 


Con un po' di tempo a disposizione, potremmo visitare anche il centro storico del paese, che conserva un affascinante aspetto medievale, con le sue curiosità e con l'interessante piccolo museo.

 

Per arricchire ulteriormente la nostra escursione, potremmo proseguire in direzione Serrazzano, con una visita agli scavi archeologici delle Terme di Bagnone, un insediamento termale etrusco romano, già riportato in antiche mappe romane.

 

 

 

 

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Questo è un breve documentario trasmesso su RAI 3 che descrive questi luoghi.

   

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I fiori del fiume

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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