Risalendo il Cecina verso sera

Queste sono le foto scattate durante il trekking. Scorrendo la pagina verso il basso puoi trovare tutti i principali dati del percorso: lunghezza, dislivello, difficoltà, ecc… Avrai anche la possibilità di scaricare la traccia GPS, scaricare una mappa stampabile, poter leggere una dettagliata descrizione del percorso.
   
anna stefano paolo

10.4 km, 05:25:56

Percorso il 14/06/2017 - Distanza percorsa:  10.4 km - Dislivello tot.: salita 308 m

Pendenza: med. 7,4%, max 39% - Tempo impiegato:  5:25 h - Tempo in movimento:  4:10 h - Difficolta: EE

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Descrizione

 

Risalendo il Cecina verso sera

emozioni di un viaggio  lungo il nostro fiume

In un inizio di estate prorompente e arroventato come questo del 2017, chi come noi ama camminare la natura in ogni sua forma e in ogni periodo, si trova costretto ad inventare cose nuove e inusuali pur di non rinunciare all’essenziale benessere e al piacere che solo il cammino, nel ruspante ambiente di boschi e fiumi può trasmetterci!

Le scelte in questi casi, si riversano inevitabilmente su percorsi “acquatici” e/o notturni,  quantomeno serali quando il fresco ristoratore che anticipa la notte, si unisce spesso alla magica visione di infuocati tramonti riversi sui profili delle nostre colline.

cecina serale 001Data la penuria di pioggia e la preoccupante siccità che non tarderà ad arrivare, decidiamo di non perdere altro tempo ed iniziare da subito a godere, finché saremo in tempo, del fresco sollievo nel risalire i nostri straordinari fiumi e torrenti.

Questa volta, tanto per cambiare, ci siamo inventati un bel circuito ad anello, che percorrerà un tratto del Cecina tra i più selvaggi e suggestivi. Nella seconda parte del rientro affronteremo invece, la ripida salita che dai ruderi del ‘Mulino di Bruciano’ ci porterà nei pressi di San Sisto, lungo piccola e sgangherata strada di Lanciaia, che percorreremo deliziati dai silenziosi campi di grano sfumati dal rosso dei infuocati tramonti estivi.

La partenza della nostra avventura sarà nei pressi del fabbricato pompe dell’acquedotto pubblico di Puretta (43°18’39,9”N 10°54’57,9”E) dove parcheggeremo le nostre auto e da dove ci incammineremo lungo la polverosa stradina che verso sx, in poche centinaia di metri ci porterà al  guado sul Cecina denominato “Passo di Berignone”.  Da qui, anziché proseguire al di là del fiume, lungo la stradina che condurrebbe al posteggio, decidiamo senza esitazione, di immergere subito i nostri piedi e le nostre gambe nell’acqua, cominciando a risalire lentamente, appagati dal fresco refrigerio che i grandi ontani ci offrono fin dall’inizio.

cecina serale 002Piccoli guizzanti pesciolini scappano davanti a noi come a darci il benvenuto in questo tratto di fiume, che  qui è così largo ed ombroso, da  inebriarci in un piacevole senso di quiete.

Percorsi lentamente i primi 500 metri di fiume, appena superato il rilevatore di portata, ci troviamo di fronte al Masso delle Lastre, luogo apprezzato soprattutto per le uscite balneari della gente del posto. Il grande masso roccioso sovrasta e si allunga piatto in uno specchio d’acqua cristallino e sicuramente avrà preso il suo nome proprio da questa particolare forma.

La nostra marcia lungo l’alveo punta ora verso est dritti, dritti alla volta del conosciutissimo Masso delle Fanciulle, che in una ventina di minuti raggiungeremo agevolmente.

cecina serale 003Il grande massiccio roccioso incastonato nel verde del bosco, ci accoglie offrendoci il refrigerio della sua ombra, che nonostante l’ora avanzata è ancora molto apprezzabile.  Di fronte, il piccolo scoglio immerso nel limpido specchio d’acqua, ci invita ad immergerci e a soffermarci in questo luogo così affascinante e misterioso, ricco di storie e leggende nostrane. (Approf.)

Scattate le immancabili foto, approfittando della splendida luce dorata, che solo alla sera o al mattino presto illumina questi luoghi di un fascino inusuale, continuiamo la marcia cercando ad ogni passo il modo più proficuo per mantenerci a contatto con l’acqua, che sembra regalarci più energia e vigore.

cecina serale 004Oltrepassiamo dal lato dx (sx idrografico) il punto dei ‘Cantinacci’, luogo superbo ancora occupato da attardati bagnanti distesi sulla piccola spiaggetta o immersi nell’ombroso specchio d’acqua. Poco più avanti ci troviamo di fronte alla grande ‘Steccaia’, che un tempo incanalava le acque del fiume verso il mulino di Berignone. Abituati da sempre a vedere la cascatella ricca di acqua scrosciante, oggi purtroppo vittima della siccità, è ridotta ad un desolante gocciolio!! Superiamo il muretto che costeggia l’alveo sulla nostra sx e guadagniamo il vecchio camminamento che in qualche decina di metri ci porta a scoprire il Masso degli Specchi, luogo assai il più conosciuto ma spesso frainteso con quello delle Fanciulle!

Qui specialmente nei periodi più caldi, da sempre si riuniscono gruppi di ragazzini, famiglie e turisti attratti dalla singolarità del posto. In questo punto il fiume, imprigionato tra due rocce strapiombanti di serpentino, offre un profondo e cristallino specchio d’acqua, contornato da invitanti spiaggette e da lussureggianti ‘meriggi’ dei grandi ontani e carpini che lo circondano.

Abbandonato velocemente il luogo, perché ancora molto affollato e rumoroso, proseguiamo schivi e furtivi lasciandoci inghiottire dal folto della boscaglia, che sulla nostra dx ci concede un camminamento irto e scivoloso, che in poco tempo ci consente di aggirare il grande specchio d’acqua, altrimenti non superabile se non con una lunga nuotata.

Da non sottovalutare, che nel punto in cui il sentiero scollina, prima di ridiscendere il ripido fianco opposto, per i più ardimentosi è consigliabile una puntatina sulla sommità del grosso sperone di roccia che sovrasta la chiassosa spiaggetta, dove sarà possibile immortalare belle vedute del fiume.

Al momento in cui scenderemo sul lato opposto, continuando la nostra avvincente risalita del Cecina, potremo aiutarci  col supporto di alcuni spezzoni di corda, che qualcuno ha predisposto per agevolare l’ardita discesa verso il greto.

Finalmente finita la discesa e superato l’ammasso dei legnami accatastati dalle piene, guadagniamo di nuovo il nobile alveo del fiume e lasciandoci alle spalle gli schiamazzi fastidiosi dei bagnanti, ci immergiamo nel silenzio scrosciante dell’acqua in uno dei luoghi più belli ed affascinanti del Cecina. Le varie orme sulla sabbia ci fanno immaginare che altri prima di noi ci abbiano preceduto, ma il silenzio e la quiete nella magica luce di prima sera, ci convince di esser soli. Camminiamo lentamente lungo i margini dell’alveo e entriamo in acqua non appena ce n’è concessa la possibilità. cecina serale 005Osserviamo in silenzio la stretta gola, i massi ed i tonfi visti e rivisti, sembrano apparire più belli di sempre. Approfittiamo per solcare le piccole cascatelle, che in inverno non possiamo avvicinare e  ci soffermiamo ad ascoltarne il rumore, senza resistere alla tentazione di tuffarci nel verde smeraldo dell’acqua.

Quasi senza parlare, ognuno di noi continua il cammino, scegliendo il tragitto più congeniale, fino a oltrepassare un altro caratteristico tonfo, con la sua accogliente spiaggetta di sabbia fine, punteggiata qua e là da delicate fioriture di salcerella.

cecina serale 006Saliamo ancora facendoci strada tra i grandi massi semi asciutti che ci fanno capire quanto il livello dell’acqua sia così drasticamente basso. Incontriamo anche una nostra vecchia conoscenza: una piccola piantina di origine americana che molti anni fa attirò la nostra attenzione e che ora sta iniziando la fioritura.(Approf.)

Ben presto, dopo aver percorso circa 3,2 Km di alveo senza quasi accorgersene, giungiamo a un ennesimo punto d’interesse che purtroppo sancisce quasi la fine di questa prima parte del nostro viaggio.

cecina serale 007Davanti a noi, si mostra imponente il Masso della Piramide, un gigantesco e scuro scoglio di gabbro al margine di un’ampia ansa del fiume dove si è creato uno specchio d’acqua limpidissima. Vista l’ora, la luce che inizia a scarseggiare e la singolarità del luogo, decidiamo di concederci una sosta per un ultimo tuffo prima di consumare la nostra frugale cena. Sui volti di tutti si legge evidente la soddisfazione ed il compiacimento per questo primo tratto di escursione e appena terminato di mangiare, decidiamo insieme il punto dove abbandonare definitivamente il fiume e cambiare le nostre scarpe con un paio più asciutte.

Ripartiti dopo la cena, in poche centinaia di metri di facile cammino, raggiungiamo le ‘Bocche di Pavone’, punto di confluenza di questo torrente col fiume Cecina e luogo familiare che costituisce il fulcro di tante nostre escursioni anche invernali.

Indossate calzature asciutte, ci inoltriamo di nuovo nel bosco seguendo la sbiadita segnaletica convenzionale che prendendo sulla nostra dx dal punto di incrocio dei due fiumi, ci porterà ad oltrepassare i ruderi del vecchio ‘Mulino di Bruciano’.  Ci immetteremo poi nell’ampia stradina forestale che in costante salita, alternando tratti di bosco ad isolati coltivi, ci condurrà con un po’ di fatica fino alla catena di ingresso della Riserva di Berignone.

Oltrepassiamo la catena e continuiamo a salire in modo deciso fino ad un ampio piazzale adibito oggi ad una sorta di disordinato stoccaggio di attrezzature edili, dove l’unica nota positiva saranno le belle vedute sulla Valle del Pavone e,  oltrepassato un grande fabbricato ristrutturato, sulla città di Volterra.

Da qui il cammino si farà più agevole e il dislivello si limiterà solo a piccole salitelle, intervallate da tratti pianeggianti. 

Se i tempi dell’escursione saranno ben calcolati, scrutando tra le fronde degli alberi in direzione Ovest, dovremmo iniziare a vedere le prime fasi del tramonto. Dopo aver camminato per circa 3,2km dall’incrocio dei due fiumi, troveremo di fronte a noi, la piccola strada di Lanciaia, che prenderemo sulla dx iniziando da subito a scendere.  Da qui occorrerà prestare particolare attenzione dato che il fondo stradale, una volta asfaltato, ora si alterna ad ampi tratti di pietrisco scivoloso, che costituiscono un’autentica insidia.  

cecina serale 008       

Sempre con lo sguardo rivolto al rosseggiare dal tramonto, determinati ad immortalare le immagini più belle, camminiamo spediti lungo la piccola strada in discesa, affiancata ora da vecchie mura di poderi dimenticati, ora da vaste distese di grano maturo accarezzate dal rosso della sera, che mescola l’armonia, i colori e le sfumature di un sensazionale quadro d’autore!

Compiuti quasi senza accorgersene gli ultimi metri di strada, giungiamo di nuovo alle nostre auto parcheggiate concludendo questa magnifica escursione, che in poco più di dieci km ci ha regalato 6 ore di autentico divertimento e relax, deliziandoci di momenti irripetibili vissuti in totale simbiosi con il nostro fiume Cecina.

 

 

 

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