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Cerro

Dettagli

 

cerro 003                 Nome scientifico:

QUERCUS CERRIS

      Nome comune:

CERRO

        greca-fiori
      Famiglia: Fagaceae
      Fioritura: Aprile-Maggio
      Frutti:     Settembre-Novembre  
      Habitat: terreni acidi, argillosi e compatti, ricchi di acqua. Da 100 a 900 metri. Non è presente in Sardegna.  
                     

Descrizione:                    

cerro 005 Le più vaste e rigogliose cerrete si trovano distribuite nell’Italia Centrale e Meridionale, dove il clima è più caldo e quindi più favorevole al loro sviluppo, ma anche nelle nostre zone i Cerri sono da considerare come una delle componenti principali dei boschi, sia di pianura che di collina.

Il Cerro è una pianta a rapida crescita, rispetto alle altre querce, ha un tronco piuttosto corto e dritto, con corteccia grigio-brunastra ruvida e profondamente solcata da fessure compatte con sfumature rossastre.

La sua chioma può oltrepassare i 35 metri di altezza; può avere una forma piramidale o globosa più o meno allungata.

Le foglie sono caduche, anche se persistono a lungo sulla pianta e possono avere una forma estremamente variabile. Sono alterne, con margini lobati, ruvide di color verde scuro sopra, più chiare e vellutate nella parte inferiore. Sono grandi fino a 7 cm x 12 e incise in 10-14 lobi piuttosto profondi e sono raggruppate intorno al picciolo.

cerro 004I fiori, come tutte le altre querce, si trovano sulla stessa pianta, sia i maschili che sono riuniti in amenti penduli giallastri, sia i femminili piccolissimi attaccati all’ascella delle foglie.

Il frutto è una ghianda lunga circa 2-3 cm, che copre fino a metà da una cupola emisferica lunga fino a 1 cm e ricoperta di squame lineari, arricciate di color verdino-grigiastro. Queste ghiande che contengono molto tannino, sono assai meno ricercate per l’alimentazione dei maiali e dei cinghiali, anche se non vengono disprezzate da colombacci, scoiattoli, tassi, ecc.

L’apparato radicale del Cerro è molto sviluppato, con fittone centrale che affonda tanto in profondità nel terreno, che permette alla pianta di sopportare al meglio anche i periodi più siccitosi.

L’etimologia del suo nome deriva dal latino “Cerrus” che si ritiene avesse la stessa origine con “Quer-Cus”, che significa “esser duro”.

 

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