Cerrosughera

Dettagli
cdg-a-cerrosughera   Nome scientifico: QUERCUS CRENATA
  Nome comune: CERROSUGHERA
  Famiglia: Fagaceae
  Fioritura: Aprile-Maggio
  Frutti: Ottobre
  Habitat: querceti e boschi misti xerofili, submontani e collinari. Terreni con substrati acidi, asciutti ma con disponibilità di acqua; in posizione soleggiate e luminose. Tra 300 e 1000 m. Assente nelle regioni peninsulari e nelle isole.


Descrizione

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La Cerrosughera è una specie considerata rara; un ibrido naturale che presenta caratteristiche intermedie tra il Cerro (Quercus cerris) e la Sughera (Quercus suber). Per questo la sua maggior concentrazione, pur sempre in maniera sporadica, si limita alle stazioni dove le due specie possono venire in contatto, semplicemente col trasporto dei pollini ad opera del vento.

Alcune ricerche ipotizzano anche che la Cerrosughera, possa essere una specie relitta discendente da piante ibridate in lontane epoche, in condizioni climatiche favorevoli e più calde, dato che talvolta si può osservare in aree, dove per motivi climatici, non vi è presenza di Quercia Sughera.

In Italia, la prima segnalazione della pianta, risale solamente ai primi anni del 1800, quando nella Valle di Caprino in provincia di Verona, venne censita una grande Cerrosughera, tuttora vivente, a cui venne stimata un’età di circa 300 anni.

La pianta si può osservare in esemplari vigorosi con un’altezza che può raggiungere i 25 metri, ma anche in forma arbustiva, data la sua lenta crescita rispetto al Cerro e alla Sughera. Può essere considerato un albero ‘semi sempreverde’, in quanto le sue foglie persistono e si mantengono verdi per buona parte dell’inverno. Cadranno intorno a febbraio-marzo o poco prima dell’inizio primavera, in corrispondenza della nuova foliazione.

L'apparato radicale è dapprima fittonante, per poi espandersi con numerose robuste radici , alla ricerca di suoli più profondi che garantiscano una certa umidità, indispensabile alla pianta.

Il tronco è sinuoso, con portamento slanciato. La corteccia è bruna con fessure marronastre, molto meno suberosa e scanalata di quella della Sughera. Il legno è color bruno chiaro rosato, piuttosto duro e compatto.

 

Le foglie hanno forma ovale-acuta, con margine dentato-crenato in maniera sinuosa. Lunghe fino a 7 cm, larghe fino a 2, hanno consistenza coriacea; di color verde scuro sopra, leggermente tomentose e più chiare nella parte inferiore.

 

La fioritura appare con fiori minuscoli verdastri portati dalla stessa pianta. I maschili più lunghi e pendenti fino a 6cm; i femminili ancor meno vistosi, sono eretti e solitari.

 

Il frutto è costituito da ghiande, di solito solitarie, o raramente appaiate, hanno forma ovoidale con apice arrotondato, lunghe 15/20mm. Sono alloggiate in una cupola che ricorda la forma di una piccola coppa ricoperta da scagliette appressate con punta tubercolosa, allungata e sporgente, di color grigio biancastro. (simili a quelle del Cerro).

 

Il nome scientifico ‘Quercus’, si ipotizza che possa provenire da due antiche parole celtiche: ‘Kaer e quer’ con cui veniva descritto un albero bello per eccellenza, dal portamento imponente. L’attributo specifico è invece proveniente dalla parola greca ‘crénae’, riferito al tipo di dentellatura del margine delle foglie.

 

La presenza della Cerrosughera arricchisce la flora italiana per la sua rarità, tanto che in alcune regioni viene considerata una specie da proteggere.

 

Fotografata nella Riserva di Caselli

 

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Cerrosughera -- Quercus Crenata

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