INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

Faggio Occidentale

Dettagli
faggio 001       Nome scientifico:

FAGUS SYLVATICA

      Nome comune:

FAGGIO OCCIDENTALE

       greca-fiori
      Famiglia: Fagaceae
      Fioritura: Aprile-Maggio
      Frutti:     Agosto/Ottobre
      Habitat: si trova di solito sulle Alpi da 500 fino 1800 metri e sugli Appennini da 900 metri in poi, ma in condizioni climatiche favorevoli vive anche a quote più basse. Predilige suoli acidi e basici, purché fertili e ben drenati.
                     

Descrizione:                    

faggio 002Il Faggio è una specie mesofila che sul territorio italiano ricopre un’area complessiva peri a circa 1milione di ettari.

E’ una pianta piuttosto longeva che può vivere fino a 200/300 anni. Può facilmente raggiungere 25-35 metri. Ha un tronco dritto, talvolta diviso in grosse branche fin dalla base. Ricoperto da una corteccia grigio chiaro con striature orizzontali, spesso con macchie biancastre rotondeggianti formate dai licheni.

L’apparato radicale del faggio è all’inizio fittonante, per poi espandersi in larghezza con robuste radici, aggrappandosi al terreno con radici secondarie. Come componente di faggete raggiunge la sua maturità riproduttiva, non prima di 50/70 anni di vita, mentre gli esemplari isolati verso i 20/30.

La chioma ha forma conica e aspetto massiccio, costituita da grossi rami eretti e un fitto fogliame. Le foglie sono alterne, portate da un corto picciolo. Hanno forma ovale, leggermente lucide e ondulate, pelose e ciliate ai margini da giovani. Hanno aspetto cartaceo e sono lunghe 4/9 cm. Il loro colore è verde scuro, ma durante l’autunno assumono colorazioni che variano dal giallo, al rosso, all’arancio e a tutte le tonalità del marrone, rendendo spettacolare l’ambiente.

I fiori maschili e femminili sono portati sulla stessa pianta. I maschili formano infiorescenze a ciuffetti penduli; i femminili hanno la base circondata da un rivestimento che diventa legnoso e spinoso durante la maturazione. La fioritura avviene contemporaneamente alla foliazione.

Il frutto è una piccola noce trigona e coriacea chiamata ‘faggiola’ di dieci 10/20 mm. Ha un involucro con appendici acuminate ma non pungenti e una cupola marrone coperta di squame rigide, tossica. I frutti, naturalmente privati del pericarpo, una volta venivano consumati arrostiti come le castagne, o tostati come surrogato del caffè. Ricercati nelle faggete anche dai cinghiali. Dalle foglie veniva prodotto un olio per l’illuminazione.

Il legno del faggio, con opportuni trattamenti, è tuttora utilizzato per mobili e oggetti domestici, per strumenti musicali e calci di fucili. E’ privo di elasticità, ma molto resistente e omogeneo ed era usato anche per le traversine ferroviarie. Ottimo come combustibile, produce un ricercato carbone. Anticamente, per la sua caratteristica grana fine senza nodi, era usato nella produzione di vasi, come descrive Virgilio nelle sue opere ‘Egloghe’ tra il 42 e il 39 a.C.

La moderna erboristeria usa le sue caratteristiche gemme invernali, rossastre, lunghe e affusolate per ricavarne macerati, utili per stimolare il rinnovamento delle cellule e la produzione di gammaglobuline.

Il suo nome scientifico proviene dal greco ‘Fagos’ che significa: mangio. ‘Sylvaticus’ vuol descrivere l’ambiente boschivo.

Noi l'abbiamo potuto osservare sulle pendici dei Poggi di Prata, sui Poggi di Montieri e sulla vecchia strada che porta a Miemo.

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Fagus Sylvatica -- Faggio Occidentale

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I fiori del fiume

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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