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Dafne laurella (Olivella)

Dettagli
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dafne laurella 001 Nome scientifico: 

DAPHNE LAUREOLA

Nome comune: 

DAFNE LAURELLA (OLIVELLA)

       greca-fiori
       Famiglia: Thymelaeaceae
       Fioritura: Febbraio-Aprile
       Habitat:     sottoboschi submontani e montani. In prevalenza faggete, castagneti, leccete e quercete. Predilige terreni calcarei ricchi di elementi nutritivi, ma anche sassosi e poco profondi. Da 300 a 1200m. Assente in Val d’Aosta.
     
       

Descrizione:                    

dafne laurella 006 Bellissima specie arbustiva sempreverde, tossica, piuttosto rara, tipica dei sottoboschi di latifoglie. Può essere alta da 50 cm fino a poco più di 1 metro.

 

Ha fusto eretto, poco ramificato rivestito di corteccia sottile grigio-giallastra, con evidenti screpolature trasversali.

Le foglie generalmente si concentrano all’apice dei rami in dense spirali che tendono a ripiegarsi verso il basso. Hanno forma lanceolata, consistenza coriacea e sono profondamente solcate da una evidente nervatura longitudinale. Di colore verde intenso lucido nella parte superiore, mentre la pagina inferiore si presenta più chiara. Possono superare oltre 10 cm di lunghezza, larghe 1/3 cm; se strofinate possono essere urticanti e provocare arrossamenti e vesciche.

L’infiorescenza è formata da fascetti disposti lateralmente all’apice dei fusti. I piccoli fiori che la compongono sono poco appariscenti, di colore verde-giallognolo, lunghi circa 7/10mm, sostenuti da breve peduncolo. Privi di corolla, mostrano un calice tuboloso che si apre in quattro lobi di forma triangolare ed emanano un leggero odore di miele.

I frutti sono drupe sferiche carnose, verdi e lucide, di 6/8mm di diametro, che diventano rosse, poi nere a completa maturazione. Contengono piccoli semi ovoidi.

La pianta è tossica in ogni sua parte. In particolare le bacche, che se ingerite possono provocare gravissime forme di avvelenamento per la presenza del glucoside ‘Dafnina’, altamente tossico.

Nonostante ciò, la pianta in passato era largamente usata in medicina, in particolare la corteccia, con la quale venivano preparati cataplasmi e decozioni antireumatiche.

Oggi i ricercatori, sembra che stiano sperimentando alcune proprietà anticancro, che si troverebbero concentrate nella pianta e in altre specie dello stesso genere.

Il suo nome generico ‘Daphne’ ha origini nell’antica Grecia, dove venivano chiamate così le piante di alloro.

Anche il nome specifico, di derivazione latina, descrive la rassomiglianza delle sue foglie con quelle dell’alloro. In Toscana viene chiamata ‘Olivella’ o ‘Allorina’, naturalmente sempre alludendo alle caratteristiche delle foglie. I fioristi sono riusciti ad ottenere da questa specie, degli splendidi ibridi, con fioriture di varie colorazioni per l’abbellimento dei giardini.

Osservata sui rilievi delle Cornate, dei Poggi di Prata e di Montieri.

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