INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   
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frangola-comune_alno-nero-1 Nome scientifico: 

RHAMNUS FRANGULA -- FRANGULA ALNUS

Nome comune: 

FRANGOLA COMUNE -- ALNO NERO

       greca-fiori
       Famiglia: Rhamnaceae
       Fioritura: Aprile/Luglio
       Habitat:     margini di boschi umidi, nei pressi di corsi d’acqua, spesso vicino all’Ontano. Presente in maniera sporadica soprattutto nell’Italia Settentr. e Centrale, assente nelle Isole. Fino a 1300 m.
     
       

Descrizione:                    

frangola-comune_alno-nero-2 Piccolo arbusto eretto che si può sviluppare da 1 fino a 4/5 metri di altezza, con rami che partono a livello del terreno a formare una chioma rarefatta che fa assumere alla pianta un aspetto cespuglioso.

La corteccia è piuttosto liscia e scura con lenticelle rotonde più chiare nei giovani rami.

Le foglie color verde intenso, sono caduche, alterne con 7/9 paia di nervature parallele, spesso rotondeggianti o smarginate, portate da un picciolo lungo circa 1 cm. Quando ormai sono ingiallite, prima di cadere si piegano curiosamente verso il basso.

I fiori riuniti in fascetti ascellari, sono di colore bianco-verdastro, grandi poco meno di mezzo cm. Hanno 5 sepali biancastri e 5 petali un po’ concavi, più piccoli dei sepali. Sulla pianta si possono notare fiori che si protraggono insieme ai frutti fino al periodo estivo.

I frutti sono piccole drupe di forma sferica (6/7mm), prima di colore verde, poi rosso, poi nero bluastro brillante a completa maturazione, con semi rotondeggianti di colore giallo.

 

Questo piccolo arbusto in passato ha servito l’uomo in molteplici maniere. Dalle sue drupe e dalla corteccia veniva ricavata una sostanza dalle proprietà purgative. Sempre dalla corteccia si ottenevano pigmenti coloranti naturali nelle tonalità del giallo e del marrone, mentre dalla lavorazione dei frutti si ricavavano tinture verdi, grigie e blu.

 

Fino alla seconda guerra mondiale, rimase in uso la carbonella ottenuta dal suo legno, ricercata come ingrediente per micce e polvere da sparo, a motivo del suo modo lento e regolare di bruciare.

 

La moderna fitoterapia sfrutta la tossicità di questa pianta per le sue proprietà lassative e viene trasformata in estratti secchi, infusi, macerati, polveri e tinture madri.

 

Il suo nome proviene dalla parola latina Frangere=spezzare, in riferimento alla fragilità dei suoi rami. Il nome specifico Alnus= Ontano, si riferisce invece alla rassomiglianza con le foglie degli Ontani.

 

Fotografato nei torrenti Secolo e Ritasso.

 

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