INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

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fusaria 2       Nome scientifico:

EVONYMUS EUROPAEUS

      Nome comune:

FUSARIA

      Nomi locali:

BERRETTA DEL PRETE

      Famiglia: Celastraceae
      Fioritura: maggio – giugno
      Frutti:     ottobre – novembre
      Habitat: Siepi e margini boschivi misti di caducifoglie, sponde di ruscelli. Predilige terreni freschi di natura calcarea.
           greca-fiori 

Descrizione:                    

La Fusaria è un arbusto deciduo, con portamento cespuglioso, che prende talvolta l'aspetto di piccolo albero. Ha  larga chioma ramosa e può essere alto fino a 3 metri.
La corteccia del suo tronco e dei suoi rami è liscia e verde; diventa brunastra nelle piante adulte.


Le foglie sono opposte, ovali, lanceolate, appuntite e finemente dentate, di consistenza coriacea, glabre e leggermente pelose sulle nervature. Il colore della parte superiore è verde glauco, più chiaro nella parte sottostante; assumono belle sfumature rossastre durante l'autunno.
 

L’infiorescenza è raggruppata in corimbi da 2 a 7 fiori all'ascella delle foglie. Hanno il calice diviso in quattro lobi, la corolla giallo-verdastra composta da 4 petali.


I frutti sono capsule a 4 lobi che ricordano il berretto a spicchi che portavano i preti di una volta.
Sono di colore verde e diventano rosa durante la maturazione, quando si aprono per liberare dei coloratissimi semi coperti da un involucro color arancio lucido .


I semi della Fusaria sono molto velenosi perché contenenti alcaloidi e glicosidi, ma durante l’inverno sono una vera golosità per merli, pettirossi, tordi e altri uccelli.  In passato venivano essiccati e polverizzati per essere utilizzati contro i parassiti cutanei, i pidocchi e gli acari della scabbia.

Col suo legno compatto e duro venivano preparati ferri e fusi per lavorare a maglia e proprio da questo, la pianta ha preso il proprio nome popolare.
Nel medioevo, invece con il legno della fusaria venivano costruiti archi e frecce e pochi immaginano che il “carboncino” usato anche da famosi pittori per i loro disegni, proviene dal legno di questa pianta.


Il nome scientifico “Evonimus” proviene dal greco “Ev/Eu” che vuol dire “buono” e “ònoma” = nome. Il significato di “buon nome” in senso beneaugurante e scaramantico.

 

 

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I fiori del fiume

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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