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ginepro fenicio 001 Nome scientifico: 

JUNIPERUS PHOENICEA

Nome comune: 

GINEPRO FENICIO

       greca-fiori
       Famiglia: Cupressaceae
       Fioritura: Marzo-Aprile
       Frutti: Autunno
       Habitat:     colline e rupi aride della Macchia Mediterranea, su substrato calcareo. Tipico ed esclusivo delle zone costiere tirreniche, dalla Liguria alla Calabria, Sicilia e Sardegna. Fino a 800m.
     
       

Descrizione:                    

ginepro fenicio 002 Il Ginepro fenicio è un alberello sempreverde a crescita molto lenta e assai longevo.

Ha portamento cespuglioso ma in condizioni ottimali può raggiungere dai 4 agli 8 metri di altezza.

 

La chioma è irregolare ovata, verde scura e si espande a ombrello negli esemplari più vecchi. Generalmente il tronco è fittamente ramificato fin dal basso, talvolta piegato dal vento di mare.

La corteccia, specialmente negli esemplari adulti è di colore grigio-brunastro e si sfoglia in lunghi nastri che tendono ad arrotolarsi, lasciando scoperto lo strato rossastro sottostante.

Le foglie si distinguono dagli altri ginepri e potrebbero essere scambiate per quelle di un cipresso. Sono infatti squamiformi , piccole (circa 1mm), triangolari e strettamente aderenti e appressate al rametto, disposte su file di 6. Provviste di ghiandole resinifere, possono causare irritazioni alla pelle, se strofinate.

I fiori maschili e femminili sono portati su piante diverse. I maschili appaiono giallastri all’apice dei rametti; i femminili sono invece di color verde-marrone.

I frutti, pseudo bacche pendule rotondeggianti, maturano in due anni. Hanno consistenza carnosa-legnosa, grandi fino a 1 cm e mezzo di diametro. Durante l’anno di accrescimento appaiono di colore verde-giallastro, per diventare di un bel colore rosso mattone lucido a maturazione avvenuta. Queste maturano in autunno e persistono a lungo sulla pianta. Al loro interno sono contenuti diversi semi scuri.

Il legno del Ginepro fenicio è durissimo, compatto e veniva utilizzato in passato per bastoni da passeggio, suppellettili da cucina, utensili per la campagna e sedie, soprattutto in Sardegna dove la pianta è più copiosa e dove esistono maestosi esemplari considerati monumenti naturali.

Nel resto delle coste della Penisola, le bonifiche del secolo scorso e l’urbanizzazione delle zone marine, hanno determinato una tale riduzione di questa specie, da essere considerata rara.

 

Il nome scientifico della pianta deriva da una parola celtica che significa ‘acre’, riferendosi all’aspro sapore dei frutti.

L’epiteto specifico ‘Phoenicea’ deriva dal fatto che la pianta è molto diffusa in Libano, antica patria dei fenici, che ne usavano il legno per ogni tipo di costruzione.

 

Osservato nelle Coste Maremmane.

 

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