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GRUCCIONE

gruccione

MEROPS APIASTER

Classe: Uccelli
Ordine: coraciiformes
Famiglia: Meropidae
Genere: Merops
Specie: Merops Apiaster


Le foto del Gruccione sono state scattate da Stefano e Paolo durante le passeggiate nel fiume Cecina.

 

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Il Gruccione, vera star nel mondo dei volatili per i suoi colori particolarmente vivaci, è un uccello migratore che fa parte della famiglia dei Meropidi, ricca di circa 25 specie, distribuite oltre che in Europa, anche in Africa, Asia e perfino in Oceania.

gruccione 04Le sue migrazioni avvengono prevalentemente di giorno, in formazioni di stormi che possono contare centinaia di individui, in grado di spostarsi su lunghe distanze, concentrandosi per il riposo in zone topograficamente favorevoli come gole e stretti valichi. Le loro principali rotte di migrazione  sono due, diverse a seconda della zona prescelta per la nidificazione. I Gruccioni che giungeranno in primavera nel Sud-Ovest dell’Europa, passeranno in autunno per il rientro, attraverso lo stretto di Gibilterra, traversando in Sahara per dirigersi a svernare nell’Ovest dell’Africa. Diversamente, quelli che avranno scelto di nidificare nell’Europa dell’Est, raggiungeranno l’Africa attraverso Israele.

In Italia le colonie di Gruccioni sono piuttosto frequenti nella Pianura Padana e lungo la Costa Adriatica, ma si contano numerose presenze anche in Toscana, Umbria, Lazio e nelle Isole. Il periodo in cui scelgono il nostro territorio per nidificare va dall’inizio del mese di aprile e si protrae fino ad agosto e settembre inoltrato.

CARATTERISTICHE FISICHE

gruccione 02Il Gruccione è un uccello dall’aspetto esile e particolarmente elegante, che raggiunge una lunghezza di 25-30 cm, comprese le due penne allungate della coda. Il piumaggio appare estremamente colorato, col dorso marrone-arancio e le parti inferiori del corpo blu-verde mare. Le piume della gola sono di colore giallo brillante, con una banda nera che lambisce il becco, fino ad allungarsi oltre l’occhio che ha l’iride di colore rosso. L’apertura alare può raggiungere i 40 cm (leggermente inferiore nella femmina). La coda, che nell’adulto misura circa 14 cm è dotata di alcune penne timoniere mediane appuntite, che sporgono nettamente sulle altre. Ricordano vagamente la forma di una gruccia e con probabilità questo particolare, può aver ispirato il nome popolare del volatile. Il becco è piuttosto sottile, lungo 35mm, leggermente ricurvo verso il basso, di colore nero. Le zampette sono scure, marrone-grigiastro.

Il caratteristico verso del Gruccione è piuttosto nasale e viene ripetuto continuamente con note squillanti, udibili a distanza, utilizzate anche in situazioni di allarme.

HABITAT

Il Gruccione può frequentare una ricca varietà di ambienti diversi: dagli argini argillosi dei corsi fluviali, a radure di boscaglie o spazi aperti e assolati. Durante le sue migrazioni è solito anche fermarsi in zone umide o litorali.

RIPRODUZIONE E ALLEVAMENTO DEI PICCOLI

gruccione 06La specie è tipicamente gregaria, sia durante la migrazione, sia nel periodo della nidificazione e quando un esemplare individua il luogo più adatto alla costruzione del nido, ne sopraggiungono altri, in modo da formare vere e proprie colonie di gruppi familiari, che cercheranno di aiutarsi anche durante l’allevamento dei piccoli.

I nidi dei Gruccioni sono ospitati al termine di lunghe gallerie, che si presentano esternamente come grossi fori ovali, più frequenti sulle rive argillose dei fiumi. Vengono scavate da entrambi i genitori, esclusivamente a colpi di becco, tanto che questo a volte può apparire più corto a causa dell’usura.

I cunicoli arrivano a misurare da 1 fino a 2 metri e mezzo di lunghezza, talvolta anche oltre 3 metri. Al termine è presente una camera dove verranno deposte 5-8 uova, in unica covata, rotondeggianti di colore bianco lucido, covate a turno da entrambi i genitori per un periodo di circa 20 giorni. Durante tutto il periodo riproduttivo, i Gruccioni passeranno la notte dentro i nidi, diversamente da altri momenti che li vedono riuniti in gruppi, sui rami degli alberi, formando gremiti dormitori notturni.

I Gruccioni grazie a una particolarità  della loro emoglobina, sono in grado di sopportare la rarefazione dell’ossigeno nelle lunghe gallerie, tollerando anche alte quantità di anidride carbonica e ammoniaca, data dalla fermentazione di escrementi e resti di cibo, sicuramente letali per qualsiasi altro animale.

Mano a mano che le uova si schiuderanno, inizierà un frenetico andirivieni, da parte dei genitori per poter imboccare i piccoli completamente nudi e ciechi dopo la nascita. Per circa una trentina di giorni verranno alimentati direttamente nel nido, dopodiché riceveranno il cibo, posizionandosi all’ingresso della galleria fino a spiccare i primi voli.

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ALIMENTAZIONE

Il Gruccione è abile cacciatore di vari tipi di insetti, anche aculeati, prevalentemente catturati in aria. Il suo volo ondulato è intervallato da rapidi battiti di ali, spesso con vere e proprie acrobazie, planando in eleganti evoluzioni durante la cattura delle prede, soprattutto Imenotteri (vespe, api, calabroni), Coleotteri, Lepidotteri, Ditteri, Odonati (libellule), Omotteri (cicale) ecc.

Il Gruccione, nonostante sia protetto dalle norme vigenti, non gode assolutamente delle simpatie degli apicoltori, poiché essendo goloso di api, è capace di distruggere in poco tempo un intero alveare, nutrendosi di circa 250 insetti al giorno, tanto che in Inghilterra viene chiamato col nome Bee-eater (mangiatore di api).

Curioso è anche il modo in cui il Gruccione, rende inoffensive le prede provviste di pungiglione. Tenendo ben stretto nel becco l’insetto catturato, cerca di sbatterlo più volte su una superficie dura al fine di staccarne il pungiglione eliminando così anche il veleno, per poter poi ingoiare l’insetto in tutta tranquillità.

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CURIOSITA’

Da recenti studi pubblicati dalla Lipu, viene stimato che in Italia siano presenti da 7000 a 13000 coppie di questi simpatici e temuti volatili.

Sembra che per quanto riguarda il loro fantasioso nome scientifico, lo stesso Linneo, che li ha classificati nel 1758, si fosse ispirato a “Merops”, padrino di Priamo, re di Troia e ad alcune leggende mitologiche a lui legate.

I nomi volgari con cui è conosciuto in varie zone della Toscana, prendono spunto dalle abitudini o dalle caratteristiche fisiche di questo simpatico uccellino: Grottaione, Gorgoglione, Tordo Marino e Barbiglione come viene chiamato nei dintorni della provincia di Siena e di Pisa.

Le foto del Gruccione sono state scattate da Stefano e Paolo durante le passeggiate nel fiume Cecina.

 

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