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    Riserva Naturale di Berignone

Casinieri-Castello dei Vescovi-Masso delle Fanciulle


anna stefano paolo

14.8 km, 00:00:00

coordinate43°18'29.62"N 10°55'41.33"E  google maps
Percorso il 16/04/2016 mar. 2017verificato il noteNiente da segnalare cane guinzaglio no inverno
distanza13,2 km dislivello680 m pendenzamed. 7.5%, max 32%
tempo7:17 h tempo m5:14 h difficoltaEE
 bot mappa  bot traccia
Descrizione
Suggestivo anello di bellezze e storie nostrane (Casinieri-  Castello dei Vescovi-  Masso delle Fanciulle)

Dopo aver attraversato il fiume Cecina al “Guado del Mulino” in prossimità del fabbricato delle pompe dell’acquedotto, possiamo lasciare la macchina nel vicino posteggio della Riserva Naturale di Berignone, sul percorso per il famoso “Masso delle Fanciulle”.

Percorriamo alcune centinaia di metri lungo il Piano di Casinieri (120 m slm) fino a raggiungere una costruzione e dei tavoli posti sotto a grandi querce.  Da qui proseguiremo verso il  bosco su una piccola strada ben battuta, per trovare dopo poco sulla sinistra l’imbocco del nostro percorso.
Si tratta della vecchia strada, ormai ridotta a poco più di un sentiero sassoso, che portava al podere di “Casinieri”, che seguiremo con attenzione finchè non inizia a salire, dove a un piccolo incrocio ci terremo sulla destra. Giunti in cima alla ripida salita (320 slm), affacciandosi sul campo adiacente alle rovine del vecchio podere di Casinieri,  possiamo godere di una vista magnifica sulla valle del Cecina e in parte su quella  del torrente Pavone.

 Accostandoci ai ruderi sembrano ritornare alla mente episodi raccontati dai nostri genitori, fatti che la memoria partigiana trasmette di generazione in generazione. Durante la lotta partigiana, la magior parte delle famiglie contadine che abitava nei poderi della vallata del Cecina cercò di aiutare e supportare i partigiani, fornendo loro cibo, vestiario e tutto ciò che più necessitava. I boschi di Berignone furono testimoni della di nascita e delle lotte dei primi raggruppamenti partigiani, nonché teatro della formazione che aderì alla “III Brigata Garibaldi”, che in questo luogo strategico, scavò pozzi, fece capanni e nascondigli, con l'aiuto e la maestria dei boscaioli e dei carbonai della zona. 


Continuiamo ancora il nostro cammino voltando a sinistra per immetterci in una carrareccia ovviamente interdetta al traffico, che ci porterà, scendendo di nuovo il crinale, nel versante nord-ovest fino a quota 135 slm, praticamente sull'alveo del torrente Sellate.  Approf.
Prendiamo sulla destra la strada che proviene dal podere “Capannone” per dirigersi verso il Castello dei Vescovi, che dista ancora circa un chilometro e mezzo. Gli ultimi 500 metri saranno tutti in salita, ma di sicuro lo sforzo e la fatica verranno ricompensati dalla vista suggestiva che i resti del castello, incastonati nella fitta vegetazione, danno al visitatore.

Oggi dell'antico castello non restano che poche benchè suggestive rovine, ma in passato fu un importante sito fortificato a lungo conteso tra il Comune e i Vescovi di Volterra, dove avevano addirittura impiantato un'officina monetaria. I suoi ruderi dominano ancora imponenti dall'alto di uno sperone di roccia ofiolitica e vigilano sulle magnifiche valli sottostanti, alla confluenza dei torrenti Sellate e Botro del Rio. Approf.
Tornando indietro in fondo alla discesa, faremo attenzione all'incrocio con il sentiero dei “Bacii “ (riportato come n. 11). Dobbiamo tenerci sulla sinistra salendo un dislivello di 160 metri per una lunghezza di poco più di 2 km. Attraverseremo una zona dove la vegetazione è più fitta e che in passato ospitò altri capanni e  rifugi dei partigiani.
Alla fine del sentiero, ci immetteremo in una strada di comunicazione proveniente dalla zona di Monte Guidi. Tenendoci sulla destra oltrepasseremo una delle tante sbarre poste all'entrata della riserva e percorrendo poco più di un chilometro e mezzo ritorneremo alle rovine del podere di “Casinieri”per goderci ancora una volta lo straordinario panorama.
Scenderemo attraversando il grande campo, ormai incolto e disseminato di inequivocabili tracce lasciate dal passaggio di varie specie di ungulati, fino ad arrivare all’imbocco di un nuovo sentiero (n. 13), che scende in circa 3 km fino alle “Bocche del Pavone”, principale affluente del Cecina, dove il pittoresco torrente cede le sue acque al grande fiume. 

Sarà doveroso prestare molta attenzione  dato che questo percorso, fino ad oggi non appare ben segnalato. 
rientro2A questo punto del nostro avvincente viaggio, dopo aver visitato e fotografato le vicine rovine del 'Mulino di Bruciano', dobbiamo decidere se rientrare verso le nostre auto, discendendo il fiume (per trekker meno ardimentosi), oppure risalire la carrareccia che ci porterebbe verso la strada comunale per Lanciaia.
Rientro per strada:  Imboccando la piccola strada dietro il mulino percorriamo una distanza di circa 3 km per un dislivello di circa 200 metri, passando vicino al ristrutturato podere di Bruciano e successivamente al nucleo di abitazioni di San Sisto. Infine ci immetteremo sulla dx, nella strada comunale di Lanciaia che, in poco più di 3,5 km ci riporterà al luogo di partenza.


Rientro lungo fiume:  Questo percorso, davvero suggestivo, sarà molto più breve di quello stradale, ma sicuramente più impegnativo e faticoso. Ci permetterà  però di osservare ed ammirare il Cecina nei punti meno conosciuti e selvaggi, per poi passare proprio in mezzo ai luoghi più emblematici  come il “Masso degli Specchi” e il “Masso delle Fanciulle”.

Inizieremo a discendere il fiume praticamente percorrendone il greto (rattaio), scegliendo con cura i passaggi più sicuri in funzione del livello dell’acqua. Saranno infiniti i punti dove soffermarci per ammirare e fotografare la bellezza selvaggia di questo tratto sconosciuto e mano a mano che si discende terremo sempre la sinistra idrografica, dato che in prossimità del Masso agli Specchi, offre l’unica possibilità di passaggio. Una volta in cima al masso, sarà possibile salire fino alla sommità, per ammirare dall'alto uno dei punti più suggestivi della vallata.
Discenderemo il ripido sentiero fino al punto più conosciuto e frequentato dai turisti, dove l’acqua è molto profonda, fresca e cristallina, da sembrare un piccolo lago di montagna che ci offrirà anche la possibilità per un bagno indimenticabile!  Approf.


Attraversiamo proprio in questo punto il fiume per percorrere un sentiero che si snoda lungo il tracciato dell’antico “Gorile”, che in passato portava l’acqua al mulino di Berignone. Costeggeremo di nuovo il Cecina lungo rive e specchi d'acqua tra i più affascinanti, fino ad arrivare  in prossimità del conosciutissimo “Masso delle Fanciulle”, luogo magico e leggendario, che offrirà l’occasione per gli ultimi emozionanti scatti della giornata.

Esausti, ma sicuramente soddisfatti, imboccheremo la rilassante stradina che passa tra una galleria di alberi in mezzo al bosco e che in poche centinaia di metri, ci porterà di nuovo alla nostra auto.