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Grfalco - Ritrovoli

anna stefano paolo

12.9 km, 07:21:17

coordinate43° 8'49.72"N  10°58'35.10"E  google maps
Percorso il 12/06/2012 verificato ilmag. 2017 noteNiente da segnalare cane libero estate no
distanza13,1 km dislivello789 m pendenzamed. 11,3%, max 35%
tempo7:21 h tempo m4:33 h difficoltaE
bot mappa  bot traccia

Descrizione

gerfalco2La partenza per il nostro cammino, avrà inizio dal paese di Gerfalco, un tempo borgo di minatori e boscaioli.

Appena giunti all’ingresso del paese si svolta a sinistra per lasciare l’auto nel primo posto disponibile. Tenendoci sulla sinistra a monte della strada, troviamo l'inizio del sentiero (746 slm), che costeggia dei vecchi pollai, poi pian piano iniziamo a salire il crinale sud ovest della nostra amata “Cornata”. Il sentiero in questo versante si snoda in una dolce e costante salita, tra pietraie e speroni rocciosi tipici di questo gruppo montuoso. La vegetazione è prevalentemente composta da arbusti e piccoli alberi, ma ricca di una grande varietà di fiori e piante tipiche di questa zona.

Se scegliamo la primavera e in particolare il mese di maggio per il nostro itinerario, possiamo sorprenderci per le magnifiche fioriture che ci offrono questi monti. Stupendi cuscini, ora gialli, ora violacei, formati dalla “Viola etrusca” una pianta endemica delle Cornate e del Monte Amiata. Distese di margheritine e cespugli di elicriso guarniscono le praterie. La fragolina selvatica e vari tipi di orchidee piuttosto rare ci accompagnano lungo tutto il nostro percorso.
Giunti faticosamente alla vetta del nostro monte, se la giornata è limpida e serena, la vista di cui godiamo è veramente unica: un magnifico affaccio sul mare ci fa scorgere la Corsica oltre a gran parte delle isole dell'Arcipelago Toscano.
Percorrendo il lungo crinale, attraverseremo boschi di alte conifere, resti e testimonianze di una attività di rimboschimento iniziata intorno agli anni '20 e continuata per 40 anni allo scopo di porre un rimedio all'erosione dei crinali stessi che apparivano privi di vegetazione a seguito di continuati pascoli e tagli di bosco.
Molto caratteristici sono anche gli “omini di pietra”, enigmatici cumuli di pietre raccolte a forma di cono che da qualche anno fanno mostra di sé proprio nel punto in cui si inizia a discendere il crinale opposto. Da questa parte la discesa è sicuramente più breve ma assai più ripida.
ritrovoliDopo un po' incontreremo l’intersezione con il sentiero n.11 che ci condurrà fino all'altra vetta del gruppo delle Cornate: il Poggio Ritrovoli, un largo pianoro da dove possiamo osservare il profilo dei poggi vicini. Si trova a un'altezza di 1014 m. ed è il punto più alto della Carlina. La caratteristica di questi gruppi montuosi è che, nonostante la notevole altezza, non sono considerati montagne per via dei loro dolci profili. L'area della Carlina è un altopiano ricco di un'imponente vegetazione e numerose sorgenti di acque freschissime. Questi boschi hanno visto anche nascere gruppi di partigiani e li hanno ospitati durante la lotta antifascista.
Il sentiero all'inizio si presenta leggermente in discesa e costeggia tutto il fianco della “Cornata”, poi in corrispondenza della diramazione per Mammoleta, inizia di nuovo a salire, immettendosi nel maestoso bosco di abeti di vivaio. Raggiungiamo la sommità di Poggio Ritrovoli dove sono si possono rinvenire alcune piante di Carline, che probabilmente hanno concesso il nome a questi luoghi, anche se altre teorie legano il nome "Carlina" a Carlo Magno. Sembra infatti che dopo la sua incoronazione a Roma nel Natale delll'800 d.C., tornando verso Aquisgrana, di passaggio nelle zone Amiatine, si fosse gravemente ammalato. Le cure di un monaco tramite infusi di una pianta autoctona della zona, lo fecero guarire e da allora la pianta venne chiamata "Carlina".
rimaggio2Dopo i doverosi scatti per fermare queste belle immagini e l’immancabile riposo, iniziamo a scendere per il sentiero che si presenta a destra dopo aver scollinato. Attraversiamo ancora ombrosi boschi di abeti, suggestivi ed imponenti quanto insoliti per le nostre montagne.
Ben presto incontriamo una strada bianca, che imboccheremo sulla destra, la percorreremo ancora per 3 km circa, prima di essere di nuovo al borgo di Gerfalco. In questo ultimo tratto di percorso, possiamo rilassarci e assaporare la quiete di questi luoghi attraversando una campagna semplice ed essenziale fatta di pascoli, piccole sorgenti, castagneti secolari e preziosi orticelli.
Quando arriviamo al paese, dimenticando un po' la stanchezza, ci possiamo concedere due passi per l’antico borgo. Inglobato tra le costruzioni delle case, si nota ancora il perimetro delle sue mura medievali con alcune torri rotonde di difesa e due porte di accesso che ci permettono di capire ancora di più la storia di questi luoghi lungamente contesi per il loro prezioso argento.

Approfondimenti: - Le Cornate -  - Gerfalco -