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Gerfalco - Ritrovoli

anna stefano paolo

12.9 km, 07:21:17

coordinate43° 8'49.72"N  10°58'35.10"E  google maps
Percorso il 12/06/2012 verificato ilsettembre 2018 noteNiente da segnalare cane libero estate no
distanza13,1 km dislivello789 m pendenzamed. 11,3%, max 35%
tempo7:21 h tempo m4:33 h difficoltaE
bot mappa  bot traccia

Descrizione

gerfalco2La partenza per il nostro cammino, avrà inizio dal paese di Gerfalco, un tempo borgo di minatori e boscaioli.

Appena giunti all’ingresso del paese svolteremo sulla sinistra per lasciare l’auto nel primo posto disponibile e tenendoci poi sulla dx, troveremo l'inizio del sentiero (746 slm), che costeggia dei vecchi pollai, da dove nizieremo a salire verso il crinale sud ovest della nostra amata “Cornata”. Il sentiero in questo versante si snoda in costante salita, tra pietraie e speroni rocciosi tipici di questo gruppo montuoso. La vegetazione è prevalentemente composta da arbusti e piccoli alberi, ma ricca di una grande varietà di fiori e piante che caratterizzano tutta la zona.

Se scegliamo la primavera e in particolare il mese di maggio per il nostro itinerario, saremo sorpresi per le magnifiche fioriture che ci sapranno offrire questi monti. Stupendi cuscini, ora gialli, ora violacei, della delicata viola etrusca una pianta endemica delle Cornate e del Monte Amiata, mentre distese di margheritine, cespugli di elicriso e di iperico guarniscono le praterie. La fragolina selvatica e tante varietà di orchidee, ci accompagnano lungo tutto il nostro percorso e, con un pò di fortuna potremmo  riuscire anche ad osservate la rara fritillaria tenella e il sigillo di Salomone. 
Giunti faticosamente alla vetta, potremmo godere di panorami veramente unici, col magnifico affaccio sul mare che ci mostra gran parte delle isole dell'Arcipelago toscano, fino al lontano profilo della Corsica.    
Proseguendo lungo il crinale, attraverseremo boschi di alte conifere,  che ci testimoniano la fervida attività di rimboschimento iniziata intorno agli anni '20 e continuata per oltre 40 anni, allo scopo di porre rimedio all'erosione dei crinali, che a causa del continuo pascolo e dei tagli di bosco, apparivano quasi totalmente privi di vegetazione.
Molto caratteristici sono anche gli “omini di pietra”, enigmatici cumuli di pietre raccolte a forma di cono che fanno mostra di sé proprio nel punto in cui inizieremo a discendere il crinale opposto, dove la'impervia discesa,  sicuramente più breve, sarà però anche molto più ripida.
ritrovoliProseguiremo, soffermandoci a scuriosare dall'alto verso la cava di 'Rosso ammonitico', fino all'intersezione con il percorso n.11 che seguendo il 'Sentiero dei Selciaini', ci condurrà fino al Poggio di Ritrovoli, altra  vetta del gruppo delle Cornate.  La caratteristica di questi gruppi montuosi è che, nonostante la notevole altezza di circa 1050m, non sono considerati montagne per via dei loro dolci profili. La Carlina è un altopiano ricco di un'imponente vegetazione e numerose sorgenti di acque freschissime e i suoi fitti boschi hanno visto nascere e hanno ospitato, numerosi gruppi di partigiani durante la lotta antifascista.


Il sentiero all'inizio si presenta leggermente in discesa e costeggia tutto il fianco della Cornata, fino al piccolo pianoro di 'Campo al Turco'. Poi, in corrispondenza della diramazione per Mammoleta, inizia di nuovo a salire, immettendosi nel maestoso bosco di abeti impiantati. Raggiungiamo dopo un percorso per gran parte in salita, la sommità di Poggio Ritrovoli, un accogliente pianoro circondato da aceri montani, ciliegi selvatici e piccoli cespugli di Carline lanate,  che ci piace immaginare abbiano concesso il loro nome a questi luoghi. 

Alcune fantasiose ipotesi legano il nome "Carlina" a Carlo Magno, che dopo la sua incoronazione a Roma nel Natale dell'800 d.C., lo descrivono gravemente ammalato. Tornando verso Aquisgrana, di passaggio nelle zone Amiatine, venne affidato a un monaco, le cui cure a base di infusi di  piante della zona, riuscirono a farlo guarire in breve tempo. Da allora, in onore del I° imperatore del Sacro Romano Impero,  quelle piante vennero chiamate Carline, come pure il rilievo montuoso.


rimaggio2Dopo le doverose foto e l’immancabile riposo, inizieremo a scendere per il sentiero che si presenta sulla destra dopo aver scollinato, attraversando ancora ombrosi boschi di abeti, suggestivi ed imponenti quanto insoliti per le nostre montagne.
Ben presto incontreremo una strada bianca, che imboccheremo sulla destra, percorrendola ancora per 3 km circa, prima di raggiungere nuovamente il borgo di Gerfalco. In questo ultimo tratto di percorso, possiamo rilassarci e assaporare la quiete di questi luoghi, mentre attraversiamo una campagna semplice ed essenziale fatta di pascoli, fresche sorgenti, castagneti secolari e preziosi orticelli.
Arrivati al paese, dimenticando un po' la stanchezza, ci potremo concedere due passi per l’antico borgo. Inglobato tra le costruzioni delle case, si nota ancora il perimetro delle sue mura medievali con alcuni resti delle torri  di difesa e delle porte di accesso, che ci permettono di capire meglio la storia di questi luoghi, lungamente contesi per il loro prezioso argento.

Approfondimenti: - Le Cornate -  - Gerfalco -