• Rocca Sillana

  • Riserva naturale di Monterufoli

  • Riserva naturale di Monterufoli

    Farneta
  • Riserva naturale di Berignone

  • Panorama dalle Balze

    Volterra
  • Querceto

  • Rocca Sillana

  • Castello dei Vescovi

    Riserva naturale di Berignone
  • Camomilla

    Riserva naturale di Berignone
  • Daini

    Riserva naturale di Berignone
  • Daini

    Riserva naturale di Berignone
  • Fiume Cecina

    Riserva naturale di Berignone
  • Orchidee
  • Riserva naturale di Caselli

  • Le Cornate

  • San Michele

  • Torrente Sterza

    Riserva naturale di Caselli
  • Fiume Cecina

    Riserva Naturale di Berignone

Risalendo il Rivivo

anna stefano paolo

12.3 km, 06:06:14

coordinate43°13'50.3"N 10°43'02.5"E  google maps
Percorso il 29/07/2017 verificato il14/2/2018 noteNiente da segnalare cane guinzaglio no inverno
distanza12 km dislivello584 m pendenzamed. 9%, max 40%
tempo6:06 h tempo m4:16 h difficoltaE
  bot mappa      bot traccia
Descrizione

Risalendo il Rivivo

 un piccolo grande torrente nel cuore della Foresta di Caselli

 

Tra i numerosi itinerari che ci hanno portato a scoprire  le bellezze nei vari ambienti della Riserva di Caselli, abbiamo scelto questa volta di percorrere un nuovo e interessante anello che ci porterà ad attraversare il grande bosco di Renzano, per rientrare poi fino all’oasi del laghetto, risalendo gran parte del torrente Rivivo.

La nostra escursione avrà inizio dall'ingresso principale della Riserva Naturale di Caselli, dove parcheggeremo l’auto nei pressi di un cartellone esplicativo che illustra gli itinerari della Riserva (Coord.43°13’50,3”N 10°43’02,6”E).

rivivo 001Ci incammineremo da subito lungo la strada bianca che oltre la sbarra, si inoltra in leggera salita nell'alto bosco ceduo. Confortati dall’ombra costante dei grandi cerri e delle querce che arrivano a costeggiare la via, continueremo fino ad un tratto più pianeggiante dove incontreremo un incrocio, a circa 900 mt dalla partenza.  Noi ci dirigeremo  verso sx e proseguiremo leggermente in discesa fino a trovare, nei pressi di una curva, un ponticello con le spallette di legno che scavalca il torrente Rivivo. Appena oltrepassato, ignoreremo l’incrocio che subito dopo il ponte, si immette a sx nell’ambiente ombroso del bosco e  proseguiremo ancora a dritto sulla solita strada bianca che ora inizia a salire. 

A circa km3,2 del nostro percorso, sulla sx individuiamo con piacere dei segni bianco/rossi (fino a poco tempo fa inesistenti), che ci indirizzano verso le ‘Cascatelle dello Sterza’.  Anche se visitate in numerose altre escursioni, non rinunceremo a discendere  il breve tratto che in circa 150 metri ci porta, tramite rudimentali gradini e staccionate di legno, fino al letto del fiume.rivivo 003 Naturalmente la siccità di questa arroventata estate ha ridotto la copiosa e fragorosa cascata, a un  leggero gocciolio, che pur non sminuisce la bellezza di questo ambiente. Intorno al grande pozzo alimentato da piccoli rivoli, si rispecchiano grandi lastroni di pietra stratificata circondati dalle smisurate foglie dei farfari, con un rigoglioso Ontano napoletano che sovrasta lo specchio d’acqua.

Dopo la breve visita, risaliamo per proseguire sulla solita strada bianca che leggermente in discesa, ci accompagnerà fino ad incontrare il ponte sullo Sterza. Via via non sarà raro poter osservare qualche setolosa fatta di lupo, che spesso in questa zona vengono monitorati, oggetto di studi e censimenti.

Mentre superiamo il ponte, non rinunciamo ad affacciarci e, malgrado l’esigua portata d’acqua del torrente, notiamo fin da subito il suntuoso ambiente ripariale che lo circonda. Proseguiamo lungo la comoda strada svoltando decisamente in salita in un tratto del bosco di Renzano, tra i più belli e interessanti della Riserva, dove le essenze della Macchia mediterranea, lasciano spazio a grandi boschi di alti carpini, frassini e cerri, che con la loro ombra rendono il nostro cammino ancora più piacevole. La strada prosegue con grandi curve in costante, ma leggera salita, mostrandoci ogni tanto qualche piccola sorgente, fino ad incontrare una struttura in cemento,  che ci fa capire la ricchezza di acqua della zona. Più avanti troveremo un’ altana di ferro, dove ci soffermeremo per una breve sosta prima di proseguire nel viottolo sassoso che si apre sulla nostra sx, proprio al di sotto di questa struttura (43°12’45,2”N 10°42’22”E).

Individueremo con attenzione i segni bianco/rossi che cercheremo di seguire lungo la ripida e ciottolosa discesa, che taglia per la linea di massima pendenza il versante di bosco, fino a declinare sulla sponda del torrente Sterza. L'uscita del sentiero sarà proprio in prossimità della confluenza  di questo corso d'acqua con il piccolo torrente Rivivo. Appena qualche metro più a dx, attraverseremo il letto del fiume e ci porteremo a passare vicino all’ampia apertura di una curiosa grotta naturale, da dove cominceremo a risalire il  Rivivo, che a tratti si mostra purtroppo quasi in secca.

rivivo 009L’ambiente è comunque gradevole, selvaggio, coinvolgente, non meno interessante che in altre stagioni,  con la prorompente vegetazione che racchiude il torrente come  in una galleria verde. Da qui, proseguendo nel letto ciottoloso e ombreggiato, incontreremo a breve i ruderi di due vecchi mulini, con lo spazio per la gora e le antiche macine ancora appoggiate per terra, a testimoniare l’importanza che in passato doveva avere questo piccolo torrente, per il fabbisogno e l’economia della zona.

Lungo il  corso del torrente Rivivo possiamo osservare i resti di 2 mulini ad acqua, a ruota orizzontale (ritrecine), di datazione incerta, anche se è accertata la loro presenza fin dal XIII° secolo. Venivano sfruttati nelle fasi di molitura di svariati prodotti agricoli della zona, dai cereali alle castagne, alla spremitura delle olive. Quello  più a valle era chiamato 'Edificio della Scorza', in quanto serviva a togliere la crusca dai cereali. Le macine infatti, erano tenute più distanti per una iniziale e grossolana macinatura (tritello), prima di passare alla macinatura definitiva da cui si otteneva una farina molto più bianca e raffinata. Sono visibili ancora i resti di una steccaia che serviva a sbarrare le acque del torrente.

Risaliamo ancora il corso d'acqua, che sa offrirci un crescendo di scenari suggestivi,  ora con i suoi pozzi profondi, ora per la particolare vegetazione che  lo lambisce, con un susseguirsi di ontani, carpini, frassini e agrifogli che quasi sfiorano le sue rive. Passeremo uno sbarramento artificiale  legato all’attività dei mulini e uno naturale, fatto di enormi lastre di pietre che formano un’ampia piscina.

 

 

Poco oltre un grande rapace disturbato dalla nostra presenza, vola via con un gran frastuono di ali, abbandonando momentaneamente la sua preda e poco distante scorgiamo una libellula che sta deponendo le sue uova, mentre le rane saltano via al nostro passaggio: tutto come in un ambiente fiabesco e surreale .

 

 

 Dopo aver percorso circa 8,5Km di cammino totale (coord:43°13’27,1”N10°41’23,4”E), troveremo di nuovo sulla dx i segni bianchi e rossi che rappresentano il punto in cui dobbiamo abbandonare la risalita del torrente e proseguire sul sentiero NMC4, ben segnalato, che ci condurrà sulla strada bianca vicino al laghetto.

 

 

rivivo 023

Con altri 400/500 metri di sentiero,  prima di svoltare decisamente a dx, avremo anche modo di osservare l’imponente mole di una ‘Cerrosughera’, un monumentale albero piuttosto raro, al margine della piccola vallata,  descritto anche dal suo cartellino illustrativo.  (approf.Cerrosughera)  

 

Proseguiremo ancora in salita, in un bosco di Macchia mediterranea, dove si vedono affiorare esclusivamente rocce ofiolitiche con la tipica e tenace vegetazione estiva e raggiungeremo  una vasta pineta di pini impiantati, che ci accompagneranno fino alla strada bianca che seguiremo in direzione est fino al Laghetto di Caselli, per una meritata pausa ristoratrice.

Quasi giunti a  conclusione del nostro itinerario decidiamo di proseguire su un tratto del ‘percorso didattico’, dove vengono illustrate tramite cartelli esplicativi,  le caratteristiche dell’ambiente con le relative  curiosità legate alle attività del bosco e alla presenza dell’uomo. Nella stagione primaverile saranno presenti nel percorso, anche alcune varietà di orchidee, di cui l’ambiente della Riserva di Monterufoli-Caselli è particolarmente ricco.

Proseguiamo ancora attraversando una belle lecceta e successivamente un castagneto, impiantato in tempi passati come risorsa alimentare; quindi continueremo in discesa sul ciottoloso viottolo di ‘Acquaferrata’, dove sarà facile riconoscere alcuni spazi tra la vegetazione, una volta occupati dalle carbonaie. Il caratteristico pietrame scuro e poroso mescolato alle belle cristallizzazioni quarzifere delle pietre silicee presenti su tutto il sentiero, ci accompagneranno fino al termine del nostro viaggio, in prossimità della nostra auto.

Soddisfatti di questa bella ombrosa escursione che per una giornata ci ha fatto dimenticare il caldo estivo, facendoci scoprire con piacere il suggestivo ambiente del ‘piccolo-grande’ torrente Rivivo e dei molteplici tesori che si nascondono nel fitto dei boschi che lo circondano.