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LE ROCCE OFIOLITICHE             di Anna Moratti
gabbro1Sotto questo termine vengono raggruppate, in geologia, quelle rocce di origine magmatico- metamorfica in ambiente sottomarino, con la tipica colorazione veriegata verde-bluastro che ricorda la pelle dei serpenti.
Il termine ofiolite, infatti deriva dal greco "òphis" che significa serpe e "lithòs" che vuol dire pietra ed erano conosciute anche con il nome di "Rocce verdi" fino allo scorso secolo.
Si tratta di antiche rocce, che circa 180 milioni di anni fa formavano il fondale dell'Oceano Ligure-Piemontese, piccola diramazione oceanica tra l'Africa e l'Europa, facente parte della più ben grande area oceanica che veniva chiamata "Tetide".
L'origine delle ofiliti è legata alla solidificazione dei magmi provenienti dal mantello terrestre lungo dorsali oceaniche, in fondali compressi e sollevati da imponenti movimenti della crosta terrestre che hanno trasportato formazioni "alloctone", provenienti da ambienti diversi, sovrapponendole a rocce " autoctone" della Serie Toscana.
Gli affioramenti ofiolitici che caratterizzano le nostre zone, sono stati in passato protagonisti di vicende minerarie. Essi si trovano infatti in associazioni con mineralizzazioni come il rame, la magnesite e il calcedonio, che a fasi alterne hanno fatto la ricchezza della Val di Cecina.

IL GABBRO
gabbro2Il temine ofiolite significa letteralmente «roccia serpentina», ed indica le serpentine scistose, rocce verde scuro, ricche del minerale serpentino ( serpentiniti) . Oggi questo termine è stato esteso ad indicare un'associazione di rocce basiche e ultrabasiche, la cui sequenza completa presenta: un basamento ultrabasico (peridotite metamorfosata), un complesso gabbrico, un complesso di filoni basici e un complesso di lave basaltiche a pillows.
Anche questa roccia fa parte quindi del complesso delle ofioliti anche se in realtà si tratta di una particolare roccia ignea di origine intrusiva, cioè formata da magmi consolidati a varie profondità poste sotto la crosta terrestre. 
gabbro3La sua struttura cristallina è granulare, grossa o media, caratterizzata dall'associazione di plagioclasio e pirosseni che le conferiscono il colore verdiccio e la lucentezza sub-metallica con gli evidenti cristalli nerastri.
Il termine "Gabbro" è stato coniato dal geologo tedesco Christian Leopold Von Buch, ispirandosi al nome della cittadina omonima, sulla costa livornese. La parola "Glaber" che in latino vuol dire glabro, ha l'antico significato di 'terra sterile e incolta'. Infatti, tali rocce come il resto delle formazioni ofiolitiche, rendono i terreni inospitali, sui quali si possono sviluppare tipiche forme di vegetazione, che si modifica in veri e propri endemismi per adattarsi a vivere in condizioni estreme.

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