INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

 


Pistacia lentiscus g3                 Nome scientifico:

PISTACIA LENTISCUS

      Nome comune:

LENTISCO

      Nomi locali:

Sondro

      Famiglia: Anacardiaceae
      Fioritura: Marzo-Maggio
      Frutti:     Dicembre
      Habitat: Macchia Mediterranea e boschi temperati da 0 a 800 mt.
           greca-fiori 

Descrizione:                    

E' un'essenza tipica della Macchia Mediterranea che si presenta come un piccolo arbusto o un alberello sempreverde dal tronco legnoso e molto ramificato, che può essere alto 3-4 metri.


Ha foglie alterne (paripennate) composte da coppie di foglioline pari. Sono di color verde chiaro, glabre, lucide sopra e opache sotto, piuttosto coriacee.


Il lentisco è una pianta dioica, con fiori femminili e maschili su piante diverse. Le infiorescenze sono dei racemi corti provenienti dall'ascella delle foglie superiori, con fiori poco appariscenti di colore rossastro. Quelli maschili hanno il calice suddiviso in 5 lobi triangolari e 5 stami e non hanno petali; anche i femminili non hanno petali e il loro calice racchiude l'ovario.

I frutti sono piccole drupe tondeggianti di colore rosso che diventa nerastro a maturazione. All'interno di ogni drupa è contenuto un seme verde brillante immerso in una polpa carnosa.

Il Lentisco è una delle piante più pregevoli della Macchia Mediterranea, da sempre ricercata per molteplici utilizzi, tanto che in passato veniva chiamata “pianta dai cento usi”.


Tutta la pianta emana un forte odore di resina, che veniva raccolta praticando delle incisioni sul tronco e sui rami. Una volta fuoriuscita e rappresa con l'aria si presentava sotto forma di piccoli agglomerati tondeggianti che venivano impiegati come sostanza da masticare: la 'Mastice di Chio',  una valida antenata dei moderni 'chewing gum', che rassodava le gengive e purificava il cavo orale, tanto che ancora oggi è adoperata nella preparazione di paste e mastici per usi odontoiatrici.


Le foglie del lentisco, ricche di tannino, venivano usate per la concia delle pelli e per colorare le stoffe di giallo. Anche i suoi rami freschi, intrecciati erano utili per fare ceste. La pianta può fornire un ottimo carbone e le ceneri un ottimo fertilizzante.


E' una pianta miglioratrice del terreno, in grado di fornire sostanze organiche che favoriscono la crescita di altre piante ed è pure un ottimo “portainnesto” per il pistacchio.
Il lentisco molto diffuso in Sardegna, veniva utilizzato per fare un olio utilizzato in cucina, in sostituzione dell'olio d'oliva e per l'illuminazione.
La produzione di questo tipo di olio, oggi ottenuto per pressione, è stata riscoperta ed apprezzata come prodotto tipico.

Preziosa nella preparazione di vernici per lavori artistici e restauri di dipinti antichi, questa pianta può essere usata come eccipiente per profumi e creme o essenze da bruciare.

I Romani conservavano sotto sale i piccoli frutti del lentisco e li utilizzavano per aromatizzare le carni.


In quanto all'origine del suo nome, si pensa che possa derivare da una parola etrusca che significa “frasca” e dal greco “pistacia” che vuol dire pistacchio.
Nella nostra zona è conosciuta col nome di “Sondro” e viene usata come rimedio per il mal di denti.
Si lasciano bollire alcune foglioline in un po' d'acqua che viene usata come colluttorio e si dice che la sua efficacia sia simile a quella di un antibiotico!

 

   Pistacia lentiscus 2
 
 
   
 
 

 
            
 

 

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I fiori del fiume

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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