lignite1La Lignite è un combustibile solido del gruppo dei carboni fossili diffuso per lo più in depositi Cenozoici. Proviene da fossilizzazione e accumulo di sostanze vegetali, in ambiente anossico, all’interno di fosse tettoniche e corrisponde a uno stadio di carbonizzazione relativamente poco avanzato e intermedio tra quello della Torba e quello del Litantrace.
La Lignite è ritenuta un combustibile di medio pregio, di color bruno nerastro con peso specifico da 1,1 a 1,4/dm3 e può distinguersi in diversi tipi: Torbosa, Torbosa-Legnosa e Picea. Quest’ultima, con caratteristica frattura concoide, è così chiamata per il colore nero lucente simile alla pece. E’ ritenuta di miglior qualità rispetto alle altre con un potere calorico superiore anche a 7000 calorie. L’umidità media della Lignite Picea è di circa il 10%, mentre quello della Lignite Torbosa raggiunge anche il 50/60% e necessita di una prima asciugatura, che può avvenire spargendo il combustibile all’aperto protetto da tettoie mobili per ridurre l’umidità fino al 20%, che rappresenta il limite commerciale.
Le Ligniti si trovano quasi esclusivamente negli accumuli di epoca terziaria (Eocene, Miocene, Pliocene, Quaternario). Le più recenti provengono da alberi ancor poco decomposti (piligni) e non molto modificati nel loro aspetto primitivo. La condizione favorevole alla formazione di bacini lignitiferi si è creata in ambienti lacustri, fluviali, marini in concomitanza con temperature e pressioni elevate.
Può essere usata come semplice combustibile, ma può essere sottoposta anche a procedimenti di distillazione e gassificazione per ottenere quantità ragguardevoli di catrami leggeri e gas per riscaldamento. In Italia, si è fatto ricorso a tali processi che avvenivano negli alti forni di Piombino e Terni, soprattutto durante la guerra, quando si rendeva necessario l’utilizzo della Lignite, in sostituzione del carbone. Recenti studi sulla gassificazione con ossigeno e vapore, porterebbero all’impiego della lignite per la produzione di combustibili liquidi sintetici come alcool metilico, benzine sintetiche e altro.
Presumibilmente le riserve mondiali relative alla Lignite vengono stimate, fino a una profondità di 200 metri, intorno a 3000 miliardi di tonnellate, di cui 2900 in America, 40 in Oceania, 10 in Asia e Africa e 50 miliardi in Europa con cui primeggia la Germania con 15 miliardi di prodotto proveniente da facili estrazioni a cielo aperto. La risorsa italiana di Lignite è valutata in circa 400 milioni di tonnellate, di cui 217 di Lignite Torbosa, 112 Torbo-legnosa, 71 Picea purtroppo non affiorante in superficie e spesso occorre armare gallerie e scendere in profondità per raggiugere i banchi.


Lignite in Val di Cecina


cava ligniteLa Lignite della Val di Cecina, oggi non più estratta, si presentava in banchi e strati formatisi nelle argille lacustri del Miocenico Superiore. Moltissime furono le ricerche, alcune con risultati di un certo rilievo. Tra questi, il giacimento nei pressi di Villetta di Monterufoli, fu ritenuto il più importante di tutta la Toscana Meridionale. Fu in attività con fasi alterne, dal 1850 fino al 1925 con l’impiego di circa 230 operai. Considerando la sua importanza venne appositamente costruita per il trasporto del materiale, una ferrovia privata a scartamento ordinario che si snodava lungo uno spettacolare tragitto lungo 17 km. Arditi ponti e trincee collegavano la stazione di Villetta a quella di Casino di Terra.
lignite-discaricaNumerose altre furono le coltivazioni di Lignite nella Val di Cecina anche se di minor valore: Poggio Metato (Riserva Naturale di Berignone-Tatti) con 1200 tonnellate estratte dal 1916 al 1918 e dal 1940 al 1943, fu la più importante. Negli stessi periodi furono attive anche quelle del Palagione e della Lama nei pressi di Pomarance; quelle di Serrazzano, tra cui quella di Rio Sancherino; di Colombaia presso Montecastelli e di Montecerboli in località Acquarella.

 

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