m.catini miemo titolo 

di Paolo, Stefano e Anna

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partenza

Località di partenza:

Camporciano

arrivo Quota massima: 634
Guadagno elevazione 650
Perdita elevazione:
Pendenza media: 8%
Pendenza massima: 53%
Lunghezza percorso: 16Km
Tempo impiegato: 6h 45'
Difficoltà: E
Punti di appoggio: Nessuno
Rifornimento di acqua: Non ci sono
Sequenza dei sentieri:

Descrizione itinerario

Montecatini - Miemo

Tra i giganti del vento e i giganti dei boschi

Abbiamo scelto una limpida mattina di autunno inoltrato per compiere questa bella passeggiata che ci porta ad attraversare il Parco Eolico di Montecatini Val di Cecina, fino a raggiungere il piccolo antico borgo di Miemo, seguendo la strada bianca che percorre l’intero il crinale.

 

Tralasciando per scelta ogni possibile giudizio, sul moderno impianto energetico e lasciando ad ognuno la libertà di condividere o contestare questi giganti d’acciaio, ci siamo limitati ad osservarli da vicino mentre passavamo e a constatare la loro maestosità.

 

Come luogo di partenza abbiamo scelto il piazzale davanti l’antica miniera di rame di Camporciano (1km e mezzo circa oltre l’abitato di Montecatini) e ci siamo incamminati da subito lungo la piccola strada in direzione Ovest.  Dopo poche decine di metri abbiamo iniziato a salire costantemente, dove dell’asfalto scuro, lascia il posto all’abbagliante pietrisco bianco che ricopre l’intero tratto di strada.

Compiuti i primi 400/500m si inizia a spaziare con lo sguardo sul lontano orizzonte che verso sinistra, ci mostra la  Costa Tirrenica,  mentre davanti a noi, cominciano a comparire dal verde del bosco le prime poderose pale eoliche. (Approf)

 

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Continuando a marciare lungo la comoda strada, possiamo appezzare un paesaggio particolare costituito da ampi pascoli e incolti che si alternano a boschi cedui di latifoglie, alle solite pinete impiantate e a cespuglieti di Macchia Mediterranea. Mano a mano che si procede si notano diverse residenze coloniche recentemente recuperate, adibite anche all’accoglienza agrituristica.

L’andirivieni dello scuola-bus ci conferma che questa campagna non è affatto abbandonata, ma che data la ricchezza dei suoi ambienti, è stata scelta ed apprezzata da numerose famiglie, come abituale luogo di residenza.

 

Andando avanti tra lo scorrere di suggestivi panorami, ogni tanto appaiono prepotentemente davanti a noi, le basi delle torri eoliche e mano a mano che ci avviciniamo si mostrano sempre più enormi.

montecatini miemo 024Proseguendo ancora, trascureremo due incroci e mantenendo sempre la stessa direzione pressoché alla medesima quota (600 m), incontreremo più volte grandi spazi adibiti alla raccolta di enorme quantità di legname proveniente da recenti ceduazioni. Da qui l’ambiente variegato che ci ha accompagnato finora, lascerà luogo a maestosi boschi a prevalenza di cerro, dove ci inoltreremo iniziando a scendere accolti da un piacevole, coloratissimo tappeto di foglie. Lo scenario in questo periodo è veramente coinvolgente; il grande bosco che si sta spogliando ci concede larghe vedute che ci permettono di osservare al meglio questo ambiente che ci rivela la grandiosità dei suoi infiniti alberi.

Appena in fondo alla piccola discesa, ci troveremo davanti a una rete di recinzione e ad un grande cancello che sbarra il passaggio sulla vecchia carrareccia che  porterebbe fino ai ruderi della Rocca di Pietra Cassia.  Noi lambiremo la recinzione indirizzandoci sulla sx, seguendo le tracce di quella che una volta era l’antica strada per il borgo di Miemo.

All’inizio dovremmo seguire a intuito quello che poteva essere il vecchio percorso, ma oltrepassato un punto in cui il bosco è più fitto si delinea, ben visibile davanti a noi il tracciato, anche se per la verità oggi è ridotto ad un sentiero sconnesso e solcato dallo scorrere dell’acqua piovana.

Dimenticheremo ben presto i disagi del viottolo ciottoloso, meravigliati dall’ambiente in cui si snoda, immerso in uno straordinario bosco caratterizzato dalla ricchezza di varietà di piante, mentre affiancheremo i profondi impluvi del Botro di Miemo.                             

Gli scoscesi argini del fosso formano anguste pieghe in mezzo al bosco, dove notiamo la presenza di massi enormi e stratificazioni di bianca roccia calcarea, talvolta completamente ricoperta di muschio, che dona all’ambiente un aspetto veramente magico.  Anche le foglie autunnali cadute, formano un tappeto disegnato da mille sfumature di colori, regalandoci un effetto sorprendente.

Ospiti di questo bosco eccezionale, oltre ai sempreverdi Lecci e agli arbusti della Macchia Mediterranea, si notano soprattutto altissimi Cerri e Querce, che lasciano spazio a Carpini, Castagni, Ornielli, Aceri, Olmi e Frassini, a piccoli nuclei di Abeti e Agrifogli, con la sorprendente presenza di numerose piante di Faggi secolari, che proprio qui hanno trovato il loro habitat, grazie al microclima particolare di questo piccolo paradiso.

Colpirà la nostra curiosità, la struttura dei particolari muri a secco semicircolari, che dovevano servire un tempo a rallentare e a regimare le acque del profondo botro durante i temporali.  Realizzati con tanta cura e ricchezza, sono ancora straordinariamente intatti, come tante piccole dighe di pietre ben squadrate; le stesse pietre che affiorano in tutto il bosco, perfettamente in sintonia con questo ambiente unico.        

Continuiamo a scendere ancora tra grandi alberi, fino ad incontrare in prossimità di uno spazio aperto e pianeggiante la familiare presenza di formazioni di roccia serpentina, da dove possiamo affacciarci verso nord, sui panorami della Vallata dell’Era.  Rientreremo di nuovo nel bosco, proseguendo  il solito tracciato che costeggia qua e là vecchie strutture che in passato servivano alla caccia.       

Ancora qualche centinaio di metri e di nuovo gli spazi si fanno più aperti, contornati da di cipressi intervallate da pascoli e radure, fino a scorgere le mura di un piccolo cimitero incastonato nel silenzioso verde della collina.

montecatini miemo 020Da qui si diparte una galleria costituita da lecci secolari che ci condurrà fino alle antiche strutture delle case del borgo di Miemo. Girovagando qua e là nel piccolo paese, si nota un’impeccabile accuratezza nelle ristrutturazioni degli edifici e non possiamo che apprezzare insieme alla piccola Chiesa dedicata a Sant’Andrea, l’antica fattoria, la  villa-castello, il curatissimo fontanile coperto ed altre abitazioni che si affacciano nel borgo. (Approf)

 

Ultimata la visita, ci incammineremo sulla via del ritorno percorrendo il medesimo tragitto, consapevoli quindi di poter di nuovo rivedere e ammirare tutte le peculiarità di questa bella escursione.

La nostra passeggiata con i suoi 17km, ci ha fatto scoprire non solo la moderna realtà del grande e discusso Impianto Eolico di Montecatini, ma ci ha portato soprattutto a conoscere la storia del piccolissimo borgo di Miemo, attraversando ambienti veramente unici che ci hanno sorpreso per la loro natura incontaminata, rendendo entusiasmante ogni attimo del cammino.

Ripercorso l'11 novembre 2017

 

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