Di Paolo e Anna

 

 

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Questa possente struttura difensiva si erge in una splendida posizione a 532 m sul crinale che separa la Val di Cecina dalla Val d’ Era, sul versante collinare tra i torrenti Fosce e Sterza. pietra-cassia-1La costruzione poggia su un grosso masso calcareo che rendeva inespugnabile tutto il lato nord. La roccia, solcata da una caratteristica fenditura, sembra abbia dato origine al nome del castello: Cassia infatti significa spaccata, fessurata, anche se alcuni storici fanno riferimento al triumviro romano Cassio.

La struttura della fortezza è realizzata con grandi conci di pietre calcaree e di pietra alberese, magistralmente lavorate e reperite nelle cave della zona. Ha una massiccia forma squadrata con la facciata principale rivolta verso sud, a cui si accede attraverso un pregevole arco gotico. Intorno si notano ancora evidenti tratti delle due cortine murarie, probabilmente ampliate nel XII° secolo, eseguite in solidi filari di pietre squadrate. pietra-cassia-12Alle due estremità della rocca, collegati da possenti mura, si ergono i resti di due torrioni, a pianta quadrata quello di ponente e l’altro di forma eptagonale, esclusivo caso in Toscana, con volta a botte di abile fattura. Le feritoie presenti sono sicuramente state aperte in epoche successive.

Più in alto, all’interno della rocca è ancora riconoscibile il basamento del mastio, risalente al XIII° secolo. Si ipotizza che già in epoca etrusca e romana vi fossero insediamenti nell’area dove sorge la rocca, ritenuta fruttuosissimo snodo per il commercio del rame; ma le notizie più attendibili risalgono al 1028, quando veniva considerata uno strategico avamposto della Repubblica di Pisa in secolare contrasto col potere dei Vescovi di Volterra.


Nel 1284 per allontanare i Pisani dalla Val d’Era, insediati a Pietra Cassia dopo la battaglia della Meloria, fu stabilito un accordo tra il vescovo Ranieri e il Comune di Firenze, ma Volterra sentendosi tradita, strinse di nuovo alleanza con Pisa e dopo alterne vicissitudini, nel secolo XIV°, la rocca diventò sede della nobile famiglia pisana Gaetani, al massimo degli splendori dopo che Benedetto Gaetani divenne Papa Bonifacio VIII°. Dopo successive fasi che videro nuovi conflitti tra Pisa e Firenze, nel 1434 i Fiorentini decisero di smantellare la fortificazione di Pietra Cassia, distruggendone il mastio, insieme ai castelli di Lajatico e di Orciatico, probabilmente per rappresaglia contro i ribelli.
Recentemente sono stati eseguiti dei lavori di restauro sulle strutture dell’antico castello, avviati nel 2010 e terminati nella primavera del 2014. Tali opere hanno permesso anche di consolidare e di salvare la suggestiva torre a struttura iperpoligonale, raro esempio in Toscana, risalente al XIII° secolo.

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