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ACQUAFERRATA - FATTORIA CASELLI - CASCATE DELLO STERZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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partenza Località di partenza:

Sp18 a 4 Km a sud
della Gabella

arrivo Località di arrivo:  ''
Dislivello salita 392
Perdita elevazione:  ''
Pendenza media: 7,4%
Pendenza massima: 29%
Lunghezza percorso: 10,3 Km
Tempo impiegato: 3h 45'
difficolta Difficoltà: E
Punti di appoggio: Nessuno
Rifornimento di acqua: Non ci sono
Sequenza dei sentieri:

Descrizione itinerario
(ripercorso il 13/11/2016))

Questo itinerario ci introdurrà nella Riserva Naturale di Caselli, seguendo anche un percorso escursionistico allestito a scopo didattico per l’educazione e il rispetto all’ambiente, che con l’aiuto di cartelli esplicativi, ci farà riscoprire le interessanti caratteristiche della zona dal punto di vista storico e naturalistico.


Giunti all’incrocio della “Gabella” si prosegue per circa 4 Km sulla SP 18 in direzione Canneto, oltrepassando l’area di sosta della “Pompa”(dove di solito si lascia l’auto per l’escursione del Ritasso e Castiglione). Percorriamo ancora circa 600 m. fino a raggiungere, sulla nostra dx, l’incrocio per la Riserva di Caselli. Imbocchiamo la stradina sterrata in salita che affianca un vecchio podere ed entriamo nel bosco fino a raggiungere la sbarra di ingresso per la Riserva, dopo circa 400 m.
Parcheggiata l’auto, daremo inizio alla nostra passeggiata incamminandoci per il sentiero n.15 di “Acquaferrata”, che ci introdurrà in un alto e fitto bosco di cerro. Saliamo per una discreta pendenza in un viottolo pieno di sassi, ma ben percorribile e ben segnalato. Lungo questo tratto è frequente vedere alcune vecchie carbonaie, antiche testimonianze che ci parlano dello sfruttamento del bosco.  Saliamo ancora nella fitta vegetazione per incontrare, dopo circa 400 m, una carrareccia trasversale, che oltrepassiamo percorrendo per poche decine di metri una giovane tagliata, per immetterci nuovamente nel folto del bosco. Continuiamo a salire il nostro sentiero disseminato di numerose tracce che testimoniano il passaggio e il pascolo di numerosi ungulati. Avremo anche modo di osservare alcuni 'insogli', piccole pozze d’acqua stagnante e melmosa, in cui i cinghiali amano rotolarsi cospargendosi di fango, al fine di sbarazzarsi dei fastidiosi parassiti cutanei. Proseguendo tra grandi lecci, saliamo ancora in direzione occidentale, affiancheremo altre piccole carbonaie e dopo un curioso castagno in mezzo al viottolo, il percorso si farà più piacevole e pianeggiante. Incrociamo una strada ampia che superiamo e ci soffermeremo per leggere un cartello esplicativo dedicato al “Governo del Bosco” che ci spiega come in passato veniva tagliato e gestito il bosco, come risorsa. Proseguiamo fino all' incrocio successivo, dove volteremo a sx. Su un nuovo pannello possiamo leggere “Il Ciclo del Legno” che ci illustra la funzione e la vita dei funghi. Passiamo in un ampio castagneto, impiantato a suo tempo per il sostentamento alimentare di coloro che abitavano nella zona, quindi un’ennesima carbonaia molto ampia ed aperta. Un altro cartello ci dà delucidazioni sulla vita dei carbonai e sulla loro opera e ci racconta la storia di generazioni di boscaioli e carbonai che per secoli hanno percorso le mulattiere ed i sentieri, oggi usati da noi visitatori come piacevoli itinerari naturalistici. Dopo una staccionata e delle piccole scalette, il sentiero ci porta alla “Conca del Leccio”, una grande e singolare depressione del bosco dove in mezzo fa bella mostra di sé uno stupendo esemplare di questa pianta così familiare, legata a numerose storie e tradizioni della nostra campagna.
Procedendo nel percorso in leggera discesa, troviamo una strada bianca che imboccheremo sulla dx, che ci porterà, costeggiando una delle solite pinete impiantate, verso il laghetto. Oltre la pineta si intravedono dei campi seminati appositamente  per i cinghiali presenti nella riserva, affinché possano reperire più facilmente il cibo.
Proseguiamo verso sx in direzione della fattoria, salendo per la stradina bianca, dove iniziamo a trovare alcune inequivocabili tracce di escrementi di lupo. Continuando ancora verso sinistra arriveremo alla Fattoria di Caselli. Appr.1 La Fattoria e il Laghetto di Caselli.
Visitiamo la struttura dall’esterno, soffermandoci a fotografare e ad ammirare i bei panorami, spostandoci poi fino sotto le mura che delimitano il cortile, dove si possono vedere ancora delle strutture basse, antichi annessi complementari alla grande fattoria. Dopo il breve vialetto circondato da cipressi secolari, arriviamo davanti a una chiesetta restaurata, che possiamo visitare solo dall'esterno perché recentemente chiusa con un lucchetto. Dietro notiamo ancora lo spazio di  un piccolo cimitero circondato da cipressi.

Continuiamo il nostro itinerario  scendendo verso un bosco di lecci oltre la piccola chiesa, fino a un incrocio dove volteremo a dx, guidati come sempre dai segnali convenzionali dipinti sugli alberi. Usciremo dal bosco, proseguendo ancora verso dx nella strada bianca che porta al ponticello del Torrente Rivivo. (Fino a questo punto abbiamo percorso circa 6 km). Proseguiremo ancora sulla strada carrabile, che si farà sempre più pianeggiante fino ad imboccare sulla sx, un sentiero che ci condurrà alle cascate del torrente Sterza, segnalate da un rudimentale cartello artigianale. Mentre scenderemo le piccole scalette che ci condurranno fino al greto del fiume, si potrà già sentire il fragore dell’acqua che cade tra le rocce, fino alla profonda pozza sottostante.   Appr.2 I Torrenti Rivivo e Sterza.
Dopo le immancabili foto e una sosta ristoratrice, rifaremo il percorso a ritroso verso la stessa strada bianca principale, fino al ponticello sul  torrente Rivivo. (Fin qui 8km e 500m percorsi). Anzichè riprendere il sentiero fatto in precedenza, saliremo dolcemente fino all’incrocio, dove proseguendo a dx, arriveremo agevolmente fino alla nostra auto.
Questo piacevole ed interessante percorso si snoda per una lunghezza di circa 10 km e 300 m, percorribile in circa 4 ore, comprese le soste per le immancabili foto ed il tempo necessario per assaporare a pieno la straordinaria atmosfera di questi boschi così ricchi di storia.

<<<<Abbiamo ripercorso questo itinerario domenica 13 novembre 2016 in compagnia della guida ambientale Dario Canaccini di Livorno, di Lorenzo Lazzeri e di tanti amici provenienti da svariate località.  Durante il cammino alcune varianti, ci hanno anche permesso di impreziosire il nostro classico "anello della Fattoria di Caselli".  Così giunti al ponticello che supera il torrente Rivivo, inoltrandoci sulla sx, per seguirne il corso, abbiamo scoperto tra la superba vegetazione ripariale i resti di due antichi mulini. Da qui, attraversando lo spettacolare bosco di Renzano, ci siamo diretti alle cascatelle dello Sterza.>>>>

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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