INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   
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nespolo selvatico 001 Nome scientifico: 

MESPILUS GERMANICA

Nome comune: 

NESPOLO SELVATICO

       greca-fiori
       Famiglia: Rosaceae
       Fioritura: Maggio-Giugno
       Frutti: Ottobbre-Novembre
       Habitat:     cresce in boschi radi di latifoglie o incolti in posizioni fresche, semiombrose, su tutti i tipi di terreno, tranne quelli eccessivamente umidi; fino a 1000m. Presente su tutto il territorio, raro in Calabria.
     
       

Descrizione:                    

nespolo selvatico 002 Pianta originale dell’areale caucasico, diffusa poi nell’Asia e nell’Europa Meridionale, inselvatichita e spontaneizzata in tutta la nostra Penisola, dopo esser sfuggita ad antiche coltivazioni.

 

Il Nespolo selvatico è un piccolo albero a foglia caduca, molto resistente al freddo, a lenta crescita, con rami spinosi e contorti, ricoperti da fitta peluria, specialmente nelle piante giovani. Può essere alto fino a 6 metri, con chioma espansa e corteccia grigio-bruna fessurata verticalmente.

 

Le foglie sono alterne, ovali e finemente dentate solo verso l’apice, di color verde opaco, con presenza di leggera peluria.

Diventano di una bellissima tonalità rossatro-ramata in autunno.

 

I fiori che spuntano all'estremità dei rametti fogliosi, sono vistosi, ermafroditi, portati da un corto peduncolo; hanno 5 sepali verdi triangolari-lanceolati, più lunghi dei 5petali, che sono invece di forma ovale concava, di colore bianco, con antere rosate.

 

 Quelli che vengono considerati i frutti, che in realtà sono falsi frutti, appaiono come piccoli pomi formati dal ricettacolo e dal calice che racchiudono il vero frutto. Il pomo è giallo-brunastro a buccia ruvida, con diametro di circa 2 centimetri e mezzo, ricoperto di leggera peluria, portato su un gambo piuttosto corto.  La forma è rotondeggiante con una profonda depressione all’apice, coronata dai vistosi residui del calice.  Al suo interno si trovano 5 semi scuri legnosi. I frutti non cadono dall’albero dopo la maturazione e per essere consumati necessitano di una fase di “ammezzimento”, ricoperti di paglia in ambiente fresco, finché non diventino morbidi.

Malgrado il loro sapore acidulo, sono abbastanza polposi e possono essere utilizzati nella preparazione di liquori e marmellate.

Molto apprezzati da Greci e Romani, erano consacrati al dio greco Crono e al dio latino Saturno, poiché venivano considerati armi di difesa contro le energie negative.

Utilizzati anche nella medicina popolare per curare emorroidi, calcoli renali e disturbi digestivi. Col tannino contenuto nella corteccia e nelle foglie della pianta venivano conciate le pelli. Il legno particolarmente duro, si prestava per piccoli lavori artigianali e forniva un ottimo carbone.

 

La moderna erboristeria attribuisce a questa pianta proprietà astringenti, diuretiche, febbrifughe e regolatrici epatiche, perché ricca di potassio, magnesio, caroteni e antiossidanti.

L’etimologia del suo nome deriva dalla parola greca “Méspilon” con la quale venivano descritte alcune piante simili ai Biancospini Orientali rassomiglianti al Nespolo.

L’epiteto “Germanica” invece, venne erroneamente adattato da Linneo nella classificazione della pianta, che sospettò che l’areale di origine potesse essere la Germania.

Fotografato sui "Poggi di Prata".

 

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Nespolo selvatico -- Mespilus germanica

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