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pavone buche fiorentine 003 Il torrente Pavone è un corso d'acqua incontaminato caratterizzato dai suoi "tonfi" profondi e cristallini circondati da ciclopici massi a contrasto con i versanti detritici che, come immense frane, spaccano i boschi di latifoglie.

pavone buche fiorentine 002La sua valle è considerata una delle zone più selvagge della Toscana, di elevata naturalità e bellezza, un ecosistema fluviale di grande interesse per le formazioni arboriche che si susseguono sulle sue rive, lungo tutta la vallata, alternandosi con aride praterie e garighe dove sono vari gli endemismi della flora che cerca di adattarsi all'aspra roccia che domina gran parte della zona.

Anche i piccoli pini marittimi e i pini d'Aleppo sono diventati tipici di questa valle. Grazie al piano di rimboschimento (legge Fanfani n. 264 del 26/4/49) vennero impiantati e seminati negli anni '50, per porre rimedio al grave dissesto idrogeologico, provocato dal continuo prelievo di legname da quei boschi per far fronte alle esigenze energetiche della miniera di rame. Gran parte della vallata  perciò, appariva spoglia e franosa. Nell'opera di ripristino delle aree da rimboschire, vevina preferito il pino per il suo basso costo al vivaio, ma anche per la sua capacità di adattarsi agli ambienti estremi, nonchè ritenuto pianta "pioniera", cioè adatta a preparare il terreno per altre piante, anche spontanee, più delicate nell'attecchimento, consentendo quindi il recupero di queste aree così aspre.

La valle del Pavone infatti, sotto l'aspetto geologico, come tutta la zona circostante, è caraterrizzata dall'affioramento di una grande formazione di rocce ofiolitiche costituite prevalentemente da serpentiniti, intorno alle quali contrastano maestose pareti di calcare arenaceo.

pavone buche fiorentine 004Le "Ofioliti" sono rocce magmatiche, residui di fondali oceanici risalenti a 180 milioni di anni fa, che sono stati compressi e sollevati, al di sopra del livello del mare, da imponenti movimenti della crosta terrestre.

Il loro nome deriva dal greco "Ophis"=serpente e "Lithòs"=pietra, per il loro caratteristico colore che ricorda quello di alcuni serpenti.

Incluso nelle serpentiniti della Valle, si trova un filone di gabbro mineralizzato, che da sotto il paese di Montecastelli, percorre il Vallone di Pietralloro e la Grotta dei Mugnaioli, attraversa il Pavone, fino a risalire il pendio della Rocca Sillana. Questo è sempre stato oggetto di attenzione e di contese per lo sfruttamento delle sue mineralizzazioni cuprifere e argentifere, ricercate ed estratte fino dal Medio Evo nelle famose miniere che costeggiano il Pavone.

aragoniteLungo il corso di questo incantato torrente, nelle numerose frane che scendono dai fianchi ripidi della vallata, sono presenti diversi minerali, tipici appunto di queste aspre ofioliti, tra i quali è doveroso ricordare l' "Aragonite", un carbonato di calcio che si presenta in eleganti aggregati di cristalli prismatici lunghi alcuni cm, con una particolare lucentezza vitrea bianca o incolore.

idromaUn bellissimo esempio di aragonite del Pavone è conservato al Museo di Mineralogia dell'Univers. di Firenze.

Altro interessante minerale è l'"Idromagnesite", un carbonato idrato basico di magnesio che si presenta in caratteristiche formazioni globulari cristalline, talvolta a semi-sfera o raggruppate in ventagli lamellari di un bel colore bianco-grigiastro perlaceo. Anche l'Idromagnesite del Pavone è considerata una delle migliori d'Italia.


 

 

 



LE BUCHE FIORENTINE 

 

Lasciata la maestosa Rocca Sillana alle nostre spalle, nella zona chiamata "Sorripi", nei pressi del podere Casetta (di Montecastelli), abbiamo la sorpresa di trovarci davanti a due aperture nella roccia, disposte a poche decine di metri l'una dall'altra.

pavone buche fiorentine 006Si tratta di due grotte naturali di notevole interesse geologico e geomorfologico, inserite in una grossa placca di calcari arenacei. Hanno un andamento parallelo, ma sono separate tra loro da un dislivello di circa 10 metri. Sono conosciute come le maggiori cavità ipogee di origine naturale, scoperte finora nel volterrano e nella Val di Cecina.

pavone buche fiorentine 005L'accesso alla prima grotta è uno scivolo pietroso di una trentina di metri, ricoperto inizialmente da una coltre di fango, che ci accompagna fino ai freddi e angusti corridoi, che sembrano intagliati nella roccia, dove trovano rifugio varie colonie di pipistrelli. La cavità mantiene un'altezza costante che si aggira intorno ai 20 metri, con una larghezza di circa 3. Lungo le alte pareti si possono notare concrezioni mammellari formatesi dall'interazione delle rocce calcaree con l'acqua piovana che percola lungo le fratture dell'ammasso roccioso, mentre sul fondo è presente uno strato di guamo, che i pipistrelli hanno prodotto nel tempo. 

La grotta più in basso invece, ha ingresso verticale di oltre 15 metri e si sviluppa con un'altezza di 20 e una larghezza di  circa 3. La lunghezza supera i 50 metri e il suo interno ci mostra interessanti concrezioni stalattitiche e stalagmitiche che formano insoliti movimenti ondulati e drappeggi dovuti probabilmente a correnti d'aria che percorrono la grotta stessa.

pavone buche fiorentine 008Le stalattiti si formano in particolari condizioni di "carsismo" e cioè a seguito della dissoluzione chimica di rocce calcaree ad opera dell'acqua piovana.

La pioggia infatti, cadendo sul suolo formato da queste rocce e su strati di materiale organico in decomposizione, si arricchisce di anidride carbonica e combinandosi insieme scioglie il carbonato di calcio contenuto nelle rocce stesse, che si trasforma in "bicarbonato" di calcio.

pavone buche fiorentine 007L'acqua così arricchita penetrando in una cavità del terreno comincia a gocciolare, liberando nell'aria l'anidride carbonica. Il carbonato di calcio invece si solidifica, dando origine nel corso dei millenni, alla stalattite (dal greco "Stalaktites" = gocciolante).

Quando la goccia, satura di carbonato, riesce anche a cadere a terra forma invece la stalagmite (dal greco "Stalagma" che vuol dire goccia).

Negli anni '70 e '80 le nostre grotte sono state esplorate e apprezzate da diversi gruppi speleologici italiani.

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I fiori del fiume

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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