Pioppo tremulo

Dettagli
cdg-a-pioppo-tremolo   Nome scientifico: POPULUS TREMULA
  Nome comune: PIOPPO TREMULO
  Famiglia: Salicaceae
  Fiori: Febbraio- Aprile
  Habitat: presente su terreni freschi, profondi e fertili anche alluvionali, o in boschi misti di latifoglie. Dalla pianura fino a 1800 m sugli Appennini e fino a 1600 m sulle Alpi.


Descrizione

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Albero a fogliame deciduo che può arrivare a vivere fino a 400 anni.

Alto 20-30 metri, si distingue per il suo tronco slanciato lungamente nudo, con corteccia liscia grigio chiaro verdastro, argentata, solcata da grandi lenticelle che con l’età diventano di colore nero carbone.

La chioma è irregolarmente ovale, rada di color verde chiaro cangiante, con rami ascendenti.

 

Le foglie alterne, larghe 4/7 cm, hanno forma sinuosa ovale-rotondeggiante, con apice acuto; di color verde lucido sopra, glauco nella parte sottostante, con margini smussati e seghettati. Sono portate da piccioli flessibili, lunghi e appiattiti, posti in maniera ortogonale rispetto alle foglie stesse, che conferiscono loro grande mobilità, anche con le più lievi correnti d’aria.

 

I fiori riuniti in spighe pendule (amenti), lunghe 8/10 cm e appaiono prima delle foglie. I fiori maschili (su piante diverse) hanno 8 stami e antere porporine, formano amenti grossi e curvi, più corti dei femminili che hanno spighe lunghe e pendenti  di circa 12 cm, di colore rossastro con stigmi più scuri. La loro capacità di germinazione è ridotta a pochissimi giorni.

La pianta inizia la sua prima fioritura a circa 10 anni di età.

 

Il frutto matura poco dopo la fioritura ed è una capsula glabra contenente numerosi semi con pappo ricoperto di lunghi peli cotonosi, molto volatili che vengono spinti lontano dal vento.

 

Il legno, chiaro e molto tenero, viene utilizzato per la produzione della cellulosa nell’industria cartiera, per la fabbricazione dei fiammiferi o per compensati e cassette da imballaggio. Ha scarsa resa anche come combustibile.

La sua corteccia contenete tannino, veniva usata una volta, per la concia delle pelli. Fatta essiccare, invece per il suo contenuto di salicina, era considerata un ottimo febbrifugo.

Nella moderna fitoterapia dalla corteccia e dalle foglie del pioppo, si estraggono essenze per curare le affezioni delle vie urinarie e per la cicatrizzazione di ferite, abrasioni e scottature.

 

L’etimologia della parola ‘Populus’ deriva dal fatto che i Romani chiamavano questa pianta ‘Albero del popolo’, per via del rumore prodotto dal vento, che muovendo le foglie della pianta, ricordava il brusio del popolo in piazza.

Una leggenda invece attribuisce il tremolio delle foglie, al lamento della pianta per aver fornito il legno per la croce di Cristo. Anche l’epiteto ‘tremula’ descrive l’ondeggiare delle foglie, a cui è legato anche il nostro modo di dire ‘tremare come una foglia’!

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Pioppo tremulo -- Populus tremula

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