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Lunghezza del percorso 2,1 km
Dislivello totale in salita 143 mt
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Il piccolo anello del Poggio della Marruca

Questo breve tracciato, soprattutto se percorso in tarda primavera, può presentarsi estremamente interessante per chi è appassionato di fiori e piante spontanee, in particolare per quelle specifiche delle  formazioni rocciose ofiolitiche, riguardanti le nostre zone. 

Il piccolo rilievo della Marruca, costituito completamente da gabbro, si trova alle porte dell’abitato di Montecerboli, quasi di fronte ai ruderi di San Michele e al Poggio di Spartacciano. poggio marruca 9

Il luogo di partenza e di arrivo di questo anello sarà la località di “Croce del Masso” piccola area verde posta all’ingresso del paese di Montecerboli, provenienti da Pomarance.(coord. 43°15’12,1”N 10°52’42,8”E 435m slm.)

Inizieremo il cammino imboccando la “Vecchia Strada dei Gabbri”, in direzione NE  e dopo aver incontrato ed oltrepassato un grande cancello di ferro, cammineremo ancora per una cinquantina di metri. Svolteremo sulla sx seguendo il ripido sentiero che inoltrandosi in una bassa pineta di Pini d’Aleppo ed essenze mediterranee, ci porterà in poche centinaia di metri alla sommità del Poggio della Marruca (489 m slm).

Si pensa che il Poggio abbia preso il suo nome proprio dalla presenza di questa pianta spinosa, che un tempo veniva utilizzata come impenetrabile recinto di coltivi e pascoli, chiamata curiosamente anche Spina di Cristo, perché si presume che la corona di spine durante la Crocefissione, fosse stata intrecciata con i rami pungenti di questa pianta.  (Approf.)

poggio marruca 1

Fin dall’inizio del nostro tragitto, non possiamo non aver notato  l’ingombrante presenza di alcuni pozzi geotermici con le loro lucide tubiere metalliche, che per km e km solcano sinuose le nostre colline alternando il loro metallico bagliore al verde dei campi coltivati e delle vaste aree boscate.

 Mentre osserviamo l’infinito reticolo scintillante, che unisce i pozzi alle centrali dalle alte torri di cemento, ci fermiamo a riflettere come potrebbe essere stato il panorama davanti a noi, senza l’inconfondibile profilo delle torri refrigeranti che caratterizzano la Valle del Diavolo da quasi ottant’ anni.  Forse è vero che tutte le istallazioni geotermiche della zona, rendono al paesaggio, un’atmosfera diabolica, ma siamo consapevoli che la geotermia, nel bene e nel male, possa essere una particolare realtà industriale che ha dato alla nostra terra vita e lavoro, facendo conoscere la sua unicità in tutto il mondo. Larderello che dai primi del 1900 vanta il più antico centro per lo sfruttamento della geotermia, è ritenuto caposaldo dell’ energia  rinnovabile, luogo unico fin da quando i fumi e le pozze di fango in ebollizione maleodoranti di zolfo, avevano fatto credere che questa potesse essere davvero la “Valle del Diavolo” e non un tesoro della natura.

 Lasciando ad ognuno la possibilità di riflettere ed avere il proprio legittimo punto di vista, ci piace vedere la bellezza e l' unicità della nostra zona coesistere con aspetti non del tutto naturalistici, ma fortemente caratterizzanti un luogo unico al mondo. La speranza e l’auspicio, naturalmente, sarà quello di  poter vedere in futuro uno sfruttamento della risorsa ancora più rispettoso verso questa terra e per la sua gente.

poggio marruca 2

Continuando il nostro piccolo viaggio, arrivati nel vasto pianoro della sommità del rilievo, che congiunge Poggio della Marruca al Monte Gabbri, potremo spaziare sugli ampi panorami che mostrano le tubiere e gli sbuffi della Valle del Possera con le vicine centrali di Larderello. Scorgeremo sullo sfondo la Rocca di Sillano antico baluardo di un tempo lontano e più a Nord Pomarance e Volterra, in gioco prospettico che ne ricorda l’antica predominanza, per poi arrivare  fino allo sconfinato verde panorama di Monterufoli propeso in direzione del mare.

poggio marruca 4 poggio marruca 5 poggio marruca 7

Resteremo sicuramente sorpresi, specialmente nel periodo di fine maggio, dalle fioriture di numerose specie floreali, vera attrattiva e unicità del percorso,  che in così poco spazio, si concentrano e si mostrano nella loro preziosa bellezza. Non potremo far altro che osservare e fotografare la spumeggiante Stipa Etrusca, i cespugli gialli dell’Alisso Bertoloni, la rara Stregonia, il Timo del Serpentino, i Lilioasfodeli  e tante altre specie. Ci accompagneranno per l’intero percorso, fino a confondersi con le numerose varietà di Orchidee, talvolta non comuni, messe a dura prova dall’inospitalità delle Rocce Serpentine, a contrasto con panorami fumanti e surreali.

stipa etrusca 5 alyssum bertolonii alisso di bertoloni 2 stregonia del serpentino stachys recta 001 tymus striatus timo del serpentino 1 lilioasfodelo maggiore 2
approf.  Le intrepide piante delle ofioliti

Continuiamo il tragitto seguendo il tracciato in direzione Nord in mezzo alla vegetazione costituita da bassi cespuglieti di Macchia Mediterranea e dopo aver cominciato a ridiscendere il poggio riappariranno davanti a noi, lunghe file di bassi pini alternati a giovani piante di lecci, ginepri, scope, ornielli  con le belle fioriture dei cisti bianchi e rosa, che regalano macchie di colore a tutto l’ambiente.

Scendiamo ancora di quota lungo l’ampio sentiero, fino ad arrivare ad uno dei pozzi geotermici che si vedono in questa zona, con la sua tubazione lucente che spicca tra la vegetazione che lo circonda. Questo denominato “Gabbro 9” alimenta proprio la vicina "Centrale Nuova Gabbro" e contribuisce per circa 7MW di produzione, sui 18 totali prodotti da questa centrale. Sappiamo che il pozzo è profondo 958 metri, con casing produzione 13 5/8 fino a m. 860. Il vapore sgorga fino alla superficie con una portata di 60 T/h, ad una pressione di 7 bar ed alla temperatura di 234°C.

 poggio marruca 8

 Attraversato il  piazzale, percorreremo la strada di accesso che si congiunge alla Regionale scendendo per qualche centinaio di metri ancora, fino a un piccolo crocevia, dove intravediamo in basso sulla sx la “Centrale Nuova Gabbro”. Proseguiremo sulla dx, oltrepassando il grande cancello e incamminandoci di nuovo lungo la “Vecchia Strada dei Gabbri” in direzione Sud. Chiuderemo così l’anello tornando al punto in cui siamo partiti.

 poggio marruca 3

 (La centrale geotermica di “Nuova Gabbro” ha una potenza istallata di 20MW ed è in grado di produrre annualmente 133 milioni di KW, pari al consumo di 50.000 famiglie. Da essa viene anche acquisito il vapore per il teleriscaldamento che serve al fabbisogno di tutto il paese di Pomarance e le campagne limitrofe). 

La nostra breve passeggiata, priva di difficoltà e alla portata di tutti, in poco più di due chilometri ci ha fatto conoscere l’aspra natura delle Rocce Serpentine, con le sue belle e caratteristiche fioriture, tra la costante fredda presenza dell’attività e delle istallazioni geotermiche, talvolta contestate, che fanno però parte integrante della storia, della vita e della ricchezza del nostro territorio. Purtroppo durante la passeggiata, non abbiamo avuto modo di scoprire se nascosto tra la macchia, possa esserci ancora la presenza di qualche arbusto di spinosa Marruca! 

 

 

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