Polanisia

Dettagli
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polanisia 001 Nome scientifico: 

POLANISIA DODECANDRA TRACHYSPERMA

Nome comune: 

POLANISIA

       greca-fiori
       Famiglia: Cleomaceae-Capparaceae
       Fioritura: Luglio-Settembre
       Habitat:     Frequente lungo rive, alvei, greti arenacei dei corsi d’acqua. Ambienti fluviali assolati, fino a 600 metri. Neofita naturalizzata solo in Piemonte, Lombardia, Emilia, Liguria, Toscana e Lazio.
     
       

Descrizione:                    

polanisia 002 La Polanisia è una curiosa pianta che proviene da svariati habitat dell’America Settentrionale e parte del Canada, segnalata come avventizia intorno al 1960, in alcune regioni d’Italia, con rapida espansione in parte della Pianura Padana, in Liguria e soprattutto in Toscana.

 

Si tratta di una pianta erbacea annuale il cui apparato radicale è costituito da un lungo fittone senza rizomi.

Ha fusto eretto, rigido e ramificato vicino alla base. Tutta la pianta è ricoperta di peluria viscosa e se toccata è piuttosto appiccicosa e di sgradevole odore.

Durante la fioritura cresce fino a raggiungere 1 metro di altezza.

 

Le sue foglie sorrette da peduncoli, sono formate da 3 elementi lanceolati-acuminati (2x4cm), di color verde opaco chiaro con evidente nervatura. Sono portate da steli pelosi, ramificati e sono piuttosto appiccicose al tatto.

 

polanisia 007 L’infiorescenza è costituita da un ampio racemo terminale composto da numerosi fiori color bianco-crema con base violacea.

Il calice è diviso in 4 sepali di colore rosso e ogni singolo fiore, portato su lungo peduncolo peloso, ha 4 petali a forma di cuore (2 cm), con numerosi e lunghi stami violacei che fuoriescono dalla corolla.

I petali hanno un curioso artiglio prominente e un vistoso nettario rosso-arancio lucido.

 

I frutti appaiono come capsule appiattite, simili a lunghi baccelli (40-70 mm), divisi in valve reticolate, contenenti numerosissimi semi discoidali scuri e ruvidi, del diametro di circa 2mm.

 

“Polanisia” deriva dal greco “polus=molto e anios=diverso-disuguale” ed è riferito alla diversa lunghezza dei numerosi stami. Anche il nome della specie “Dodecandra” allude ai 12 stami del fiore. La parola 'trachysperma' che deriva dalle parole greche ' trachys=ruvido e spérma=seme', vuole anch'essa sottolineare la ruvidità dei semi della pianta.

 

La pianta venne classificata col nome di “Dodecandra” nel 1753 da Linneo e venne rinominata in seguito nel 1840, dai naturalisti Torrey e Gray come “Trachysperma” per descrivere la scabrosità dei semi.

 

Presente soprattutto nel greto del Cecina, sporadicamente anche in altri corsi d’acqua della Valle.

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