Risalita del torrente Pavone

Queste sono le foto scattate durante il trekking. Scorrendo la pagina verso il basso puoi trovare tutti i principali dati del percorso: lunghezza, dislivello, difficoltà, ecc… Avrai anche la possibilità di scaricare la traccia GPS, scaricare una mappa stampabile, poter leggere una dettagliata descrizione del percorso.
   

Risalita del  Pavone

10.3 km, 00:00:00

Distanza percorsa:  10,6 km - Dislivello tot.: salita  520 m,  
Pendenza: med. 8,4%, max 39,9% - Tempo impiegato:  5,30 h - Difficolta:EE
Coordinate punto di partenza: Lat: 43,29135°  Lon: 10,93218°
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Descrizione

Descrizione itinerario

(aggiornato luglio 2013)

ris pavone 001Per chi sostiene che d’estate dalle nostre parti non si possa camminare, ecco una valida risposta e un’alternativa che propone escursioni notturne, serali e avventurose risalite in alveo dei tanti corsi d’acqua della nostra zona. Questa specialità del trekking comporta la risalita più o meno difficoltosa di fiumi e torrenti in regime di bassa portata, camminando nelle fresche acque immersi talvolta fino alla cintura. Tutto questo è piacevolissimo e oltre a permetterci di conoscere anche i più remoti angoli dei nostri torrenti, ci permette di gustarci uno scenario e un ambiente veramente interessante e inconsueto.


Per la risalita del Pavone, abbiamo scelto di partire dal punto della sua confluenza col Cecina: “le Bocche del Pavone”. (appr. Il Pavone, curiosità)


Lasceremo l’auto alla sbarra dell’ingresso dell’Oasi di Berignone, arrivando dalla strada comunale di Lanciaia, passando accanto ai poderi San Sisto e Bruciano. (43 17 58,1 N 10 56 36,2 E alt.266)
Scendiamo lungo la stradina bianca che si inoltra all’interno del versante sud-est dell’Oasi. Dopo circa 1,4km supereremo alcuni campi coltivati per il sostentamento della fauna selvatica, per giungere sul greto del fiume Cecina e il suo affluente Pavone, dove è ancora possibile osservare i ruderi del vecchio mulino di Bruciano. (appr. Il Mulino)

Svoltando nell’alveo di destra si inizia così la risalita del Pavone. Saranno indispensabili calzature trekking da poter liberamente immergere nell’acqua e gli immancabili e comodissimi bastoncini. 

ris pavone 002

Questo primo tratto, abbastanza regolare, ci permette una comoda e piacevole risalita, immersi in una fresca vegetazione per lo più costituita da ontani neri. Percorsi un paio di chilometri di cammino nel fiume, cominceremo a intravedere alcuni resti della struttura di ripresa del mulino (steccaia), che una volta serviva a convogliare il flusso dell’acqua tramite un “gorile” verso il mulino stesso. Nei paraggi si possono anche notare delle curiose pieghe geologiche che ci mostrano le evidenti stratigrafie del terreno superficiale.
ris pavone 004Proseguendo il nostro cammino, il corso del Pavone si fa sempre meno regolare; sinuose curve e maestose frane di gabbro ci introducono nella parte più bella e selvaggia del torrente. Il colpo d’occhio è veramente sorprendente, qui l’acqua si fa largo tra maestosi massi e insenature create dai grandi costoni di roccia ofiolitica caratteristica di tutta la zona. Al km 4,2 di risalita (43 16 44,3 N 10 56 39,1 E ), con un po’ di attenzione potremmo intravedere sulla nostra sx lo sbocco della lunga galleria di smaltimento lavaggio minerale (700 m.) delle antiche miniere di rame, dalla quale continua a sgorgare un copioso rigagnolo d’acqua. Continuando il nostro cammino per meno di un chilometro, giungeremo in prossimità delle antiche strutture della miniera cuprifera di Montecastelli. Usciremo dall’alveo del torrente, per poter curiosare tra rovine dei vecchi edifici, in parte ancora ben conservate.
ris pavone 003Proseguendo ancora il cammino, lasceremo la parte più selvaggia e spettacolare del Pavone, ma incontreremo ancora magnifici tonfi d’acqua cristallina, incastonati in una folta vegetazione tra imponenti rocce grigie. Questi luoghi costituiscono meta per molti turisti e residenti alla ricerca di una balneazione alternativa e naturalistica.
A circa 500/600 metri a monte della miniera, avremmo modo di vedere un’altra “steccaia”, servita a convogliare acqua per le necessità operative della miniera. E’ curioso e sorprendente come in passato, ogni fonte di energia necessaria, venisse reperita nell’ambiente circostante in modo del tutto naturale ed autonomo con cicli che si potevano ripetere. La stessa acqua servita per i macchinari della miniera, veniva sfruttata più a valle per il funzionamento del mulino!!)
Al km 7 di risalita, si incrocia il passaggio del sentiero “8 bis” proveniente dalla Pieve di San Dalmazio, che risale poi verso la strada di Sorripi. Questo sentiero viene usato come percorso per compiere l’anello della Rocca di Sillano, come ampiamente descritto nel nostro percorso “Il Pavone e le sue magie”.
ris pavone 008ris pavone 009Superato il “Pozzo Verde”, come viene chiamato il grande tonfo d’acqua dove si interseca il sentiero, proseguiamo il cammino incontrando ancora magnifici pozzi e tonfi d’acqua dai riflessi colorati, su cui sovrastano le imponenti pareti di calcare arenaceo, che spiccano tra la vegetazione con la loro contrastante colorazione gialla; mentre alle nostre spalle possiamo intravedere la solenne presenza della Rocca di Sillano, che vista da qui, pare essere ancora più imponente e massiccia. Concluderemo il nostro cammino giungendo al ponte della strada provinciale che porta a Montecastelli, dopo aver percorso complessivamente poco più di 10 chilometri.

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