di Paolo, Anna e Stefano

 

 

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pietra-cassia-1Irrinunciabile passeggiata per chi ama la storia, il fascino e il mistero che regala questa antica rocca immersa nel bel paesaggio collinare incastonato tra la Val di Cecina e della Val d’Era.

Un’escursione facile e breve, percorsa su strada bianca e ampia mulattiera che ben si adatta a tutti, che non richiede più di mezza giornata di tempo.

Per raggiungere il luogo, provenendo da Saline di Volterra in direzione Pontedera (SR 439), svolteremo a sx sulla SP 45 in Località Villaggio San Giovanni. Continueremo su questa strada ignorando l’incrocio per Orciatico, fino ad arrivare dopo circa 3,8 km ad un successivo incrocio, che imboccheremo a sx seguendo l’indicazione turistica per Pietra Cassia. Proseguiremo in mezzo a una bella campagna coltivata, su di una strada asfaltata piuttosto sconnessa, tenendoci a sx all’incrocio che incontreremo seguendo per l’agriturismo “Il Casino”.

Dopo aver superato una prima collina, la piccola strada si fa sterrata, con una singolare piantumazione che segue il ciglio della via, fatta dall’alternarsi di vari tipi di essenze delle Macchia Mediterranea intercalate da cipressi. Dopo complessivi km 2,6 da quando abbiamo lasciato la SP45, troveremo il grande edificio rurale ben ristrutturato dell’agriturismo il Casino.

Se le condizione della strada fossero al momento buone e se il tipo di auto con cui viaggiamo ce lo consente, sarebbe consigliabile proseguire in macchina salendo ancora verso il Poggio delle Cataste, dove è posta la catena d’ingresso da cui ha inizio il nostro percorso. Viceversa, se ci trovassimo in difficoltà a proseguire in auto, dovremmo posteggiare nei pressi del “Casino” e incamminarci per forza a piedi, per la salita che ci porterà al punto di partenza.  Appena arrivati al Poggio delle Cataste, alcuni cartelloni riportano preziose informazioni riguardanti la Rocca di Pietra Cassia e il tipo di percorso da seguire. (Approf)  

Ci incamminiamo così per la ripida stradina bianca che subito ci mostra sulla dx un piccolo laghetto circondato da fitti pennacchi di canne palustri e proseguiremo fino a raggiungere la sbarra d’ingresso e l’ampia mulattiera, tenendoci sempre sulla dx a tutti i piccoli incroci che incontreremo.  Da questo punto la salita, anche se costante, a tratti si fa meno ripida e ci darà la possibilità di ammirare il bel paesaggio che si apre ogni tanto davanti a noi, tra le morbide colline che risalgono verso le Balze di Volterra dominate dall’imponente basilica di san Giusto.  Intorno il bosco non è molto alto, costituito da giovani caducifoglie che lasciano spazio a rigogliosi ginepri. Nel periodo primaverile il susseguirsi di garighe e cespuglieti, si colora di numerose varietà di orchidee con stupende fioriture di Fior d’Ape, Serapide Vomeracea, Cimicina ed estesi prati di Orchidea Piramidale, che colonizzano i terreni calcarei di tutta questa zona.

pietra-cassia-2Salendo ancora ormai prossimi alla meta, sulla nostra dx ci appare nella sua possente maestosità, la vista della roccia grigia che lascia intravedere parte di una torre della fortezza.

Continuiamo impazienti nella salita, attraversando un fitto boschetto di lecci, dove dominano enormi massi biancastri che anticipano la ripida stradina che si erge fin sotto la porta di ingresso alla Rocca. Oltrepassiamo la cancellata collocata durante gli ultimi lavori di recupero ed entriamo nell’ampio cortile sovrastatati dalle due grandi torri perimetrali ancora ben conservate. L’ambiente appare subito particolare e notiamo che le belle mura di pietre pregevolmente squadrate, emergono e si integrano perfettamente tra le rocce calcaree, come se chi edificò la rocca, avesse pensato di renderla omogenea, quasi mimetizzata con i colori e la natura rocciosa del paesaggio circostante. pietra-cassia-3Poco più avanti, oltrepassiamo un tavolato che agevola il nostro ingresso nel cuore del fortilizio e una volta entrati, ci sarà possibile accedere alle due torri poste alle estremità e osservarne i particolari ancora ben conservati. Spostandoci tra i resti interni delle mura, dove qua e là crescono degli aceri trilobo,  si rimane colpiti dallo sconfinato paesaggio che si domina dall’alto. In lontananza verso est, scorgiamo il biancheggiare delle Balze volterrane sovrastate dalla basilica di San Giusto; verso nord la pianura Pisana fino a scorgere la Verruca e il Monte Serra; in direzione sud invece, dominano le grandi pale eoliche sul crinale alto di Montecatini e di fronte a noi si può intravedere perfino il mare. Nella parte alta della struttura, dove si ergeva la torre d’avvistamento, si può osservare la curiosa fenditura della roccia che longitudinalmente attraversa il grande costone e che probabilmente avrà dato il nome di “Pietra Cassia” a questo antico fortilizio, che significa appunto “pietra spaccata”. 

Prima di allontanarci dalla rocca, se il tempo a nostra disposizione lo permetterà, potremo fare una piccola esplorazione intorno e fuori alla cinta muraria, soprattutto alla base della grande parete rocciosa, che da questa prospettiva evidenzia tutta la sua imponente maestosità. La bianca roccia calcarea, a tratti quasi completamente liscia e priva di appigli e con la sua ragguardevole altezza, garantiva sicuramente un valido mezzo di difesa naturale, conferendo al castello un aspetto di fiera dominanza e di potere.

Scattate le immancabili foto e ristorati dalla fresca frizzante aria che qui si respira, ci incamminiamo per la via del ritorno godendoci ancora le superbe vedute e soffermandoci ad apprezzare le colorate fioriture di orchidee che in primavera arricchiscono il cammino.

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