INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

 

rovo-comune-frutto         Nome scientifico: RUBUS FRUTICOSUS ULMIFOLIUS
      Nome comune: ROVO COMUNE
      Nomi locali:

ROGO, PRUNO

      Famiglia: Rosaceae
      Fioritura: Maggio – Agosto
      Frutti:     Agosto – Settembre
      Habitat: Si adatta a innumerevoli varietà di ambienti, dalla sabbia ai boschi umidi, a prode di viottoli e strade. Fino a 1000m.

Descrizione:                    

Il rovo è una pianta infestante, dai fusti spinosi  prima eretti, poi prostrati e arcuati, che ricadendo formano nuove piante, che possono diventare siepi invalicabili, usate una volta per delimitare i confini in campagna. I fusti sono angolosi con facce piane o scanalate, glabre o pruinose, muniti di aculei robusti più dritti nei fusti sterili, arcuati o falciformi in quelli fertili.


Le foglie (pennate) sono formate da 3-5 elementi ovali con apice acuminato; verde scuro nella parte superiore, biancastre, tomentose in quella inferiore, con margine dentellato, ricoperte di spine nella venatura. Anche il picciolo che le sostiene è provvisto di piccole spine.


I fiori sono riuniti in pannocchie terminali tomentose. Hanno un calice composto da 5 sepali ovali acuminati, verde-biancastro, ripiegati all'indietro che separano intervallando i 5 petali. Anch'essi hanno forma ovale di colore bianco o rosa, larghi 2-3 cm.


Il frutto del rovo è la “ Mora”, formata da numerose piccole drupe tondeggianti, di colore nero lucido a maturazione, contenente ognuna un piccolo seme rotondo.


La mora è un caratteristico frutto di bosco dalle innumerevoli proprietà nutrizionali, per la presenza vitamina A e C, omega 3 e 6. Le more maturano in piena estate, passando dal colore verde, al rosso, poi al nero lucente e possono apparire contemporaneamente ai fiori.
Secondo una tradizione popolare, le more non andrebbero più colte dopo il 29 di settembre, giorno di San Michele. Dopo tale giorno infatti, il demonio nel suo girovagare notturno, ci sputerebbe sopra facendole seccare,ma in realtà il frutto dopo quel periodo diventa in maniera naturale più asciutto e più insipido e inutilizzabile.
Le more mature sono ottime per la preparazione di marmellate, gelatine, sciroppi e liquori, inoltre si possono gustare nel gelato, nello yogurt e nelle torte.
Hanno inoltre proprietà aromatizzanti, astringenti, antinfiammatorie e il loro succo viene utilizzato come colorante alimentare o come correttivo del sapore nelle preparazioni farmaceutiche.
Anche i germogli del rovo possono essere consumati in cucina, leggermente sbollentati per la preparazione di insalate che hanno anche un’azione depurativa dalle tossine.

Con le foglie del rovo si possono preparare infusi astringenti e regolatori dell'intestino, o sotto forma di decotto come antinfiammatorio per la pelle e le mucose intime e della bocca.


La parola “Rubus” proviene dal latino “ruber” (rosso), riferito al colore che assumono i frutti durante la maturazione.
L’appellativo “Ulmifolius” dal latino “Ulmus” per la rassomiglianza delle foglie del rovo con quelle dell’olmo.

 

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Rovo comune -- Rubus fruticosus ulmifolius

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I fiori del fiume

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LE BACCHE E ALTRI FRUTTI DEL BOSCO

Durante le nostre escursioni autunnali abbiamo notato la grande quantità di frutti presenti in autunno. Abbiamo così deciso di fotografarli e preparare delle semplici schede descrittive.

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