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         di Anna, Francesco e Paolo

Quando il Gesso si presenta in cristalli ben formati e di grandi dimensioni (Eudrali), è conosciuto col nome di “Selenite”, con le caratteristiche fisiche del Solfato di Calcio Biidrato (CaSO4-2H2O). Infatti si tratta di una varietà di gesso cristallino (secondario), con la particolarità di depositarsi in strati. Un tipico minerale sedimentario formatosi in ambiente “evaporitico” per precipitazione diretta da acqua o per idratazione dell’anidrite. I cristalli sono tubolari, allungati, spesso geminati a “coda di rondine” e a “ferro di lancia”. E’ un minerale tenero (scala 2 di Mohs), leggero, facilmente sfaldabile in piccole scaglie, solubile in acido cloridrico e anche in acqua calda.

Classe Mineralogica: Solfato ---   Sistema: Monoclino Prismatico -- Sfaldatura: Buona in una direzione, distinta nelle altre due -- Frattura: Irregolare -- Colore: Bianco o incolore -- Trasparenza: Traslucida,Trasparente.

selenite 9 900x478La Selenite si trova in grandi cristalli lamellari, in scaglie traslucide e trasparenti di color bianco lattiginoso che sembrano rispecchiare la luce lunare; come ricorda il suo nome che proviene dalla parola greca Selene, che significa appunto: Dea della Luna.

Riguardo al nome “Specchio d’Asino”, non è invece chiara la nascita di questo termine, ma si sa che è conosciuto così, anche nella letteratura internazionale.

I giacimenti più importanti di Selenite si trovano oggi nello Sri Lanka e in India, dove si estrae una pietra dai riflessi giallo-sole.

La sua costituzione è avvenuta nella Formazione Gessoso-Solfifera del Miocene Superiore (Messiniano), che risale a circa 6 milioni di anni fa e che si estende soprattutto nell’area Romagnola, nelle Marche, in Toscana fino alla Sicilia dove la Selenite si presenta mista a Zolfo.

selenite 5 900x675In quel lontano tempo il Mediterraneo si trovò più volte isolato dall’Oceano Atlantico a causa di temporanee chiusure dello Stretto di Gibilterra. La conseguenza di tale isolamento determinò un’altissima concentrazione di salinità delle acque (4/8 volte quella originale) e provocò la progressiva evaporazione marina con la conseguente precipitazione dei sali minerali che dette origine alla Selenite.

Si dice che fosse già utilizzata in tempi antichissimi, come testimoniano in Mesopotamia, alcuni ritrovamenti di piccole statue impastate con questa pietra e bitume. Risalenti al VI° millennio a.C. rappresentano figure femminili alte pochi cm e si trovano conservate al Louvre.

In epoca romana la più elevata concentrazione di cave si trovava in Spagna, Tunisia, Cipro e in Cappadocia (l’attuale Turchia). Infatti i Romani, come già i Greci, utilizzavano la Selenite (Lapis Specularis), per formare piccoli riquadri tenuti insieme da listelli di legno, piombo o stagno per la composizione di pannelli trasparenti per finestre, fino al 1° secolo d.C. finché non si cominciò ad usare il vetro.

selenite 7 900x519Per il suo piacevole candore e la tipica lucentezza, veniva usata anche come materiale da costruzione. In Italia, notevoli testimonianze di questo utilizzo, si riscontrano fin dal 1° secolo a.C, nella città di Bologna, dove i blocchi di Selenite, Arenaria e Calcare, abbelliscono le mura, numerosi palazzi storici, nonché la base della famosa Torre Gherisenda.

Nel XVI° e XVII° secolo l’ utilizzo di questa pietra divenne una vera e propria corrente artistica. Veniva chiamata infatti “Scagliola”, una polvere ottenuta dalla macinatura e dalla cottura (130°-170°) della Selenite, facilmente modellabile, adatta per tarsie e per imitare con notevole perfezione, le venature del marmo, che abbellivano interni di palazzi e soprattutto di edifici religiosi.

La Selenite anticamente era ritenuta protettrice dei navigatori, perché come la luna, si pensava che influenzasse positivamente sulle maree e sul movimento delle acque e veniva donata a chi si apprestava ad affrontare lunghi viaggi in mare.

Oggi in “Cristalloterapia” è considerata la pietra della tranquillità e della serenità dello spirito.

selenite 2Nelle zone della Val di Cecina la Selenite, con le sue belle cristallizzazioni sfogliabili, si può reperire con facilità tra le formazioni argillose delle colline, tra gli affioramenti di Alabastro e di Salgemma; tra le sabbie e i conglomerati lungo le rive argillose di alcuni dei nostri fiumi e dei nostri torrenti.

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