Tiglio nostrano

Dettagli
cdg-a-tiglio-nostrano   Nome scientifico: TILIA PLATYPHYLLOS
  Nome comune: TIGLIO NOSTRANO
  Famiglia: Tiliaceae- Malvaceae
  Fioritura: Maggio-Luglio
  Frutti: Ottobre
  Habitat: terreni fertili, freschi. Boschi piuttosto umidi, misti di latifoglie. Fino a 1200 m. Normalmente su suoli ricchi e calcarei. Non è presente in Sardegna.


Descrizione

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Albero a foglia caduca alto fino a 35 m, molto longevo che può raggiungere anche i mille anni di età.

Ha un sistema radicale composto da una radice principale a fittone e da numerose lunghe radici laterali che si allargano nel terreno.

La corteccia del tronco è grigio scura finemente screpolata, talvolta con presenza di licheni chiari che la fanno sembrare macchiettata. Quella dei rami, piuttosto liscia è di colere grigio cenerino.

La chioma è globosa di color verde intenso e il fusto piuttosto slanciato.

 

Le foglie portate da lunghi piccioli pubescenti sono ovali o sub rotonde, con base cuoriforme leggermente asimmetrica con  margine dentato che termina con una punta acuminata. Il colore della parte superiore è verde scuro lucido, nella pagina inferiore sono molto più chiare e finemente pelose specialmente sulle nervature.

 

I fiori sono portati da un’infiorescenza pendente, riuniti in numero di 2/5, sovrastati da una brattea membranosa oblunga, che per metà diverge come una aletta, lunga fino a 12 cm. Ogni fiore, profumatissimo, mellifero, è costituito da un calice a 5 sepali e una corolla con 5 petali giallastri e numerosissimi stami. (fino a 30/40)

Il frutto è una capsula di colore grigiastro, legnosa, ovoidale grande come un pisello, con 5 costolature sporgenti. Di solito i semi prima di poter germogliare, data l’impermeabilità del pericarpo, hanno necessità di un lungo periodo che può variare fino a 2 anni.

 

Il tiglio, ampiamente coltivato per abbellire giardini, strade e luoghi ombrosi, è considerato da sempre una pianta sacra, anche per le sue numerose proprietà medicinali. Fin dall’epoca romana era ritenuto simbolo dell’amore e della fedeltà. In Europa veniva piantato come ‘albero benefico’, protettore della famiglia e simbolo dell’amicizia.

Il suo legno ricercato, bianco , flessibile, leggero, poco soggetto ai tarli è ideali per i lavori di ebanisteria; mentre il suo carbone veniva usato, in passato, per la fabbricazione della polvere pirica e i carboncini da disegno. Con le fibre della corteccia macerate in acqua si potevano fabbricare stuoie, corde e sacchi molto resistenti. Il fogliame, molto ricco di proteine, veniva somministrato al bestiame, come integratore alimentare.

 

Per i suoi principi attivi, il tiglio viene apprezzato come sedativo, ipotensivo, diuretico, antispasmodico e decongestionante, preparato come infuso, tinture madri o macerati glicolici. Viene usato anche come cosmetico per creme che attenuano le borse sotto agli occhi e per le tinture dei capelli.

 

Si pensa che il suo nome possa derivare dalla parola greca ‘Ptilon=ala’ in riferimento alla brattea che si allunga sull’infiorescenza. Ma potrebbe avere origine anche dalla parola ‘Tilia’ che in greco indicava i giavellotti fabbricati proprio col legno della pianta. L’attributo ‘platyphyllos, dal greco ‘platys=largo e phyllos=foglia’ evidenzia le maggiori dimensioni delle sue foglie rispetto ad altre specie.                                                                                                                    Con l’espressione ‘tiglioso’, in Toscana si indica qualcosa di particolarmente fibroso, come la parte interna della corteccia di questa pianta.

 

Osservata lungo le rive dei torrenti Farma e Pavone.

 

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Tiglio nostrano -- Tilia platyphyllos

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