la valle del Pavone ed i suoi tesori

Queste sono le foto scattate durante il trekking. Scorrendo la pagina verso il basso puoi trovare tutti i principali dati del percorso: lunghezza, dislivello, difficoltà, ecc… Avrai anche la possibilità di scaricare la traccia GPS, scaricare una mappa stampabile, poter leggere una dettagliata descrizione del percorso.
   
anna stefano paolo

9.9 km, 00:00:00

Distanza percorsa:  10,3 km - Dislivello tot.: salita 620 m, discesa 620 m

Pendenza: med. 12,7%, max 47.3% - Tempo impiegato:  6,10 h - Difficolta: E

Coordinate del punto di partenza: Lat: 43,26103°  Lon: 10,94875°

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Descrizione

La preziosa Valle del Pavone: straordinario anello di interesse storico, minerario e naturalistico. Torrente Pavone, Rocca Sillana, Vecchie Miniere di rame, Grotte Fiorentine.

 

pavone tesori 001Per iniziare questo questo affascinante percorso di grande valore naturalistico intorno al torrente Pavone e a tutte le meraviglie che lo circondano, occorre lasciare l’auto sulla piazzola adiacente la strada provinciale 17, in prossimità del bivio per il borgo di  Montecastelli Pisano, dopo aver superato le caratteristiche curve coperte scavate nella roccia (per chi viene da S. Dalmazio). (Approf: Montecastelli)

Qui troviamo due cartelli escursionistici che indicano lo stesso itinerario del guado del Pavone: il “c10 “della rete comunale di Castelnuovo VC e il percorso “8bis” della rete escursionistica della Val di Cecina. Si parte da una quota di 362 m slm e si inizia a scendere per una vecchia carrareccia, in fondo alla quale, svoltando a sinistra possiamo imboccare il sentiero che costeggia una suggestiva falesia di roccia di calcare arenaceo, attrezzata per l'arrampicata e frequentata dagli amanti del free climbing. Continuando la nostra discesa, dopo appena 300 mt dalla partenza, svoltiamo a destra e costeggiando il bordo di un campo, entriamo in una pineta di piccoli pini che sfidano da tempo l’ostilità di un terreno aspro e inospitale, formato per lo più da rocce ofiolitiche. pavone tesori 008pavone tesori 002Durante la discesa, gli ampi spazi di visuale concessi dalle piccole piante, ci lasciano modo di ammirare la maestosità della Rocca Sillana, un massiccio fortilizio risalente al X secolo, che si affaccia in una valle di rara bellezza e unicità, aspra e selvaggia con dirupi e gole che serpeggiano lungo tutto il corso del nostro Pavone. Si scorge anche la presenza di due residenze rurali,Vivaio e Le Cetine (che una volta ospitava gli uffici della miniera) rispettivamente arroccate una sulla sponda destra e l’altra sulla sponda sinistra, che come due guardiani, vigilano in silenzio il tragitto del piccolo fiume, che è riuscito a scavare nel tempo, una vallata così imponente. pavone tesori 009Dopo circa un chilometro e molte soste per scattare ed osservare, si arriva sul greto del torrente, in prossimità del pozzo delle mandrie, presumibilmente chiamato così per il colore del riflesso delle sue acque e per l’utilizzo in passato per il lavaggio del bestiame. pavone tesori 012Una volta guadato il corso d’acqua, iniziamo a risalire il ripido sentiero che conduce ai piedi delle maestose pareti di calcare giallo ocra, scavate e modellate come sculture di altri tempi. Data la non impeccabile segnatura del sentiero, si consiglia di seguire come riferimento il tracciato della linea elettrica più piccola, che ci porterà dritto all’intersezione di due sentieri ben distinti. Opzione prima: dal podere Vivaio (sentiero non segnalato ufficialmente, ma abbastanza battuto e molto suggestivo). Si imbocca sulla destra il viottolo pianeggiante che a mezza costa discende verso il Pavone fino al podere Vivaio, regalandoci ad ogni passo l’emozione di un paesaggio straordinario di tutta la stretta vallATA. Giunti al podere, imbocchiamo la stradina bianca e mantenendo sempre la destra, all' incrocio successivo ci condurrà dritti alla strada comunale di Lanciaia, dove ritroviamo di nuovo il sentiero ufficiale “8 bis” e svoltiamo a destra in direzione di Lanciaia. pavone tesori 003Solo poche decine di metri di asfalto e subito possiamo vedere sulla destra l’indicazione per la Rocca Sillana. Da qui inizieremo a percorrere la ripida salita della strada bianca che ci porterà al percorso appositamente adibito per i visitatori del maestoso monumento. Opzione seconda: sentiero ufficiale con passaggio e visita ai resti dell'antica pieve di san Giovanni Battista, un singolare monumento religioso in stile romanico-normanno. Continuando ancora per la comunale di Lanciaia incontreremo sulla destra l’indicazione per la Rocca Sillana e la strada bianca in salita ci condurrà fino al percorso adibito ai visitatori. 

(Approf: Rocca Sillana e Pieve S.Giovanni) 

 

 

pavone tesori 011Giunti alla sommità a quota 530 m slm, la fatica e gli sforzi saranno sicuramente ripagati da una superba vista panoramica e, se programmata, da un' interessante visita al celebre monumento recentemente ristrutturato e coinvolto in numerose iniziative culturali che prevedono anche incontri musicali o con noti personaggi legati al mondo della letteratura e della scienza. Una volta terminata la visita e ristorati dalla piacevole sosta, continueremo il nostro avvincente viaggio, discendendo fino a quota 219 mt dove scorre il torrente Pavone. Imboccheremo il sentiero in discesa da dietro la Rocca, poco dopo i servizi igienici, passando sotto la grande porta d’accesso posteriore alla fortezza, attraverseremo un fitto ed ombroso bosco di lecci e pini che ci accompagneranno per gran parte della discesa verso il corso d’acqua. Nel punto in cui il nostro sentiero in discesa, incrocia una vecchia strada carraia, svolteremo a destra e percorriamo questa stradina per alcune centinaia di metri, fermandoci doverosamente ad ammirare e fotografare la selvaggia e bellissima valle scavata dal fiume con i suoi canaloni e le imponenti frane causate dall'erosione dei ripidi fianchi della vallata, dove sono presenti numerosi minerali, come l'aragonite e l'idromagnesite.(Approf: Minerali )

 

 pavone tesori 004A questo punto dobbiamo prestare molta attenzione per non sbagliare direzione alla diramazione successiva. Dobbiamo tenere la sinistra in leggera discesa, dopo un passaggio un po' più impegnativo, dove per motivi di sicurezza è stata creata una piccola variante. pavone tesori 005Discenderemo lungo un fresco bosco di lecci fino ad arrivare sul greto del fiume, attraversando il quale inizieremo a scorgere i resti dei numerosi edifici diroccati delle vecchie miniere di rame, che hanno reso questa zona preziosa e contesa, fino al XIX secolo, quando sono state definitivamente chiuse per esaurimento del filone cuprifero. (Approf. Miniera del Pavone).

 

Ultimata la visita al vecchio sito minerario, si dovrà iniziare di nuovo a risalire. Abbandoneremo il percorso ufficiale per poterci gustare ancora degli angoli di suggestiva bellezza, perciò seguiremo il corso del torrente e un vecchio sentiero di cacciatori e boscaioli prestando attenzione perché il percorso non ha nessuna segnaletica. Seguiremo il greto del Pavone per circa 1 Km, stando attenti a individuare l’imbocco del viottolo sull’argine del torrente, in un punto preciso che si trova sulla destra dopo una grande ansa (coord 43°16’04,4”N 10°56’40” E). Si imbocca il sentiero entrando nel fitto bosco e dopo nella solita pineta di pini stenti e caparbi che da anni sono stati messi a dimora in quei terreni difficili a loro poco congeniali. Salendo, possiamo godere ancora di suggestivi scorci sulla profonda valle e, con un po' di fortuna potremmo avvistare anche gruppi di mufloni. Teniamo sempre la sinistra fino al punto in cui si scollina per immetterci in una carrareccia voltando verso destra e che in poche centinaia di metri ci condurrà nel grande “campo dei tromboni”, così chiamato perché all'inizio della primavera si ammanta di giallo per la fioritura che ci offrono questi stupendi fiori. E' uno spettacolo da goderci in silenzio e con circospezione, perché non è raro poter scorgere gruppi di mufloni e caprioli al pascolo anche in pieno giorno. Costeggiando il margine dx del campo chiudiamo l’anello in prossimità delle pareti chiodate da cui abbiamo iniziato il percorso. Ma il viaggio non è ancora terminato!! Ancora un po' di fatica, ripagata sicuramente dalle tante spettacolari sorprese che ci offre questa zona. Percorrendo di nuovo parte del sentiero vicino alle pareti di calcare, già percorso all’inizio dell’escursione, arriveremo a poche decine di metri sotto la seconda parete e, questa volta svolteremo a sinistra per un sentiero più ampio che diventerà una piccola strada. La percorriamo mantenendo la sx fino ad arrivare sulla provinciale proveniente da San Dalmazio, che attraverseremo e troveremo il cartello della rete escursionistica comunale che ci indica le “Buche Fiorentine”.(Approf: Buche fiorentine)

 

pavone tesori 017Ci inoltreremo nel bosco fitto facendo attenzione a seguire le segnature per arrivare in breve tempo di fronte alla prima “buca”, una sorta di grotta carsica dall’ingresso praticamente verticale, poco conosciuta proprio per la difficoltà di accedervi, ma la vista che ci offre questa grotta al suo interno, è veramente suggestiva e affascinante. Ci lasciamo sorprendere dalla scoperta inconsueta per le nostre zone, di stalattiti e stalagmiti che ci regalano uno spettacolo unico! pavone tesori 018Continuando il percorso, salendo ancora qualche metro per il viottolo, troveremo il grande ingresso della seconda grotta, molto più conosciuta e visitata perché più accessibile dell'altra. Sarà sufficiente seguire una ripida discesa di ciottoli per ammirare al suo interno i giochi di luce e la sua maestosità custodita da nutrite colonie di pipistrelli appesi alla roccia. (RESTA BEN INTESO CHE L’ACCESSO A QUESTE DUE GROTTE, IN SPECIAL MODO ALLA PRIMA, COSTITUISCE UN CERTO RISCHIO ED E’ PER QUESTO CHE PER ENTRARVI SAREBBE MEGLIO ESSERE ACCOMPAGNATI DA PERSONE ESPERTE, OPPURE OCCORRERA'AVERE UN MINIMO DI CONOSCENZE E ATTREZZATURE PER SPELEOLOGIA. E' CONSIGLIABILE DI NON INTRODURSI ALL’INTERNO SENZA QUESTI REQUISITI!!!!) 

 

pavone tesori 014Continuando ancora a seguire il viottolo a monte della seconda grotta, per poche decine di metri, in prossimità di una grande quercia, si inizia a scendere e subito ci troviamo davanti una vista surreale, una grande e profonda gola larga una decina di metri e profonda una ventina, con pareti praticamente verticali, dove in alcune ore del giorno filtra una luce, che attraversando le fronde della fitta vegetazione, crea degli effetti davvero straordinari. 

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Senza grandi rischi, possiamo tranquillamente scendere ed attraversare tutto il nostro canyon, per poi uscire risalendo dalla parte opposta, da qui svoltando a sx arriveremo in un campo coltivato a olivi. Lo percorreremo costeggiando con attenzione il margine sinistro, risalendo fino ad incontrare la recinzione a monte ed il cancello di ingresso al vicino podere. Superata la recinzione prenderemo la strada bianca che in leggera discesa in poche centinaia di metrici ricondurrà alla provinciale dove abbiamo parcheggiato la nostra auto.

 

Attenzione:ci è stato segnalato che nel tratto in alto Pavone-Rocca Sillana,causa taglio del bosco,è necessaria maggior attenzione per seguire la traccia del sentiero.(05-maggio-2015)

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