La leggenda della nascita del Lago di Vecchienne

 

Nel 1282, Ristoro d’Arezzo nella sua opera  scientifica “Della composizione del mondo” volutamente scritta in Italiano Volgare (dialetto aretino), descrisse e raccontò la nascita del lago sulfureo di Vecchienne  nella vallata del Cornia, così come venne annotata e divulgata dallo scultore Zaccaria Zacchi da Volterra . 

Pare che tutto fosse accaduto un 5 di agosto in epoca imprecisata, nel giorno in cui veniva festeggiata la Madonna della Neve. Alcuni contadini nonostante la festività, per quei tempi di intero precetto, si dice che avessero dato ugualmente inizio all’aratura dei propri campi e la leggenda racconta di un violento terremoto che scosse allora tutta la terra circostante, che sprofondando dette origine ad un grande lago fumante.

lago vecchienne

“………onde in questa provincia appresso a una città la quale è chiamata Volterra, ad un luogo che è chiamato Vecchienne, per cagione di tremoto profondò un grande spazio di terra e, apparvevi un grandissimo lago d’acqua caldissima,bogliente la quale venendo e uscendo di sotto terra, tale salia e gittavasi ad alti più di quaranta braccia, nel quale profondo n’uscia fuori una grandissima e terribile ventosità la quale, più di due dì quasi continuo,gittò fuori pietre e sassi d’attorno per tutta la contrada, per  ispazio di due miglia, sì che gli abitatori della contrada spaventarono e fuggironsi tutti; e li animali della contrada che non fuggirono morirano tutti, e li alberi che erano drentro quello spazio, in colore e in durezza diventarono quasi come ferro; la quale ventosità per ispazio di più di sette dì, gittò e sparse d’attorno alla lunga più di cento miglia terra rossa, la quale parea che fusse arsa dal fuoco, molto sottilissima, come polvere che fusse portata dal vento; e li abitatori di lunghe parti, che non sapieno lo fatto, meravigliandosi e crediano che questa terra piovesse e trovavano la terra e altro, e li alberi e le loro foglie tutte rosse.

E per qual cagione del tremoto può profondare la città e cadere le mura, e le torri e le case: e per istigazione fa isquarciare  e cadere lo monte: e secondo ragione può innalzare la terra e gittarla in su e fare lo monte , e quello monte sarà sollo e cupo secondo via di ragione.”

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Tratto dalla rivista “La comunità di Pomarance” che ringraziamo

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