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IL CERVONE -- ELAPHE QUATORLINEATAanna

 


  • cervone 001Classe: Saurospida
  • Ordine: Squamata
  • Famiglia: Colubridae
  • Genere: Elaphe
  • Specie: E.quatorlineata (Bonnaterre 1790)

cervone distribuzione

DISTRIBUZIONE & HABITAT

cervone 002cervone 006Si tratta del rettile più lungo d’Italia e sicuramente uno dei più lunghi d’Europa. E’ presente nell’Asia Orientale e nelle regioni che si affacciano a Est del Mare Adriatico, come Albania, Bulgaria e Grecia. In Italia lo possiamo trovare al Centro e nel Meridione; è assente in Sicilia e in Sardegna. Il limite areale settentrionale è rappresentato da Toscana, Umbria e Marche. Predilige ambienti caldo-umidi, fino a 1000 metri, tipici della Macchia Mediterranea, con temperature comprese tra 24° e 34°. Spesso si rifugia in edifici abbandonati, zone sassose e muri a secco. Solitamente vive al suolo, ma è capace di salire agilmente sugli alberi, sulle rocce e sui muri, facendo leva con la sua robusta coda prensile.

DESCRIZIONE

cervone 003cervone 007Il serpente cervone è un animale di indole mansueta e pacifica; è innocuo e non possiede ghiandole velenifere. La sua lunghezza può variare mediamente da 1 metro a 1,60, anche se alcuni esemplari possono superare anche i 2 metri. Il colore della sua livrea è bruno giallastro. Ha 4 caratteristiche bande scure longitudinali (2 per lato), che vanno dalla nuca alla coda e hanno dato origine al suo nome scientifico. La colorazione degli esemplari giovani è notevolmente diversa e si caratterizza per una serie di macchie ovali nerastre, presenti su tutto il dorso. E’ una specie prevalentemente diurna e terricola, non molto veloce, ma all’occorrenza il Cervone, si dimostra buon nuotatore e soprattutto arrampicatore. Durante la stagione invernale si rintana in gallerie scavate personalmente o abbandonate da roditori, spesso in compagnia del Saettone (Colubro di Esculapio).

ALIMENTAZIONE

cervone 004cervone 008

 

 

La dieta di questa specie è caratterizzata da piccoli mammiferi, come conigli, toporagni, scoiattoli, donnole, arvicole, topi, che soffoca con i muscoli delle sue spire. Non disdegna nemmeno nidiacei, uccelli, lucertole e uova, che ingerisce intere.

 RIPRODUZIONE

cervone 005 Di solito gli accoppiamenti avvengono da aprile a giugno, talvolta fino a tutto luglio e hanno una durata di 3/5 ore. In seguito la femmina, cesserà di alimentarsi fino alla deposizione di 3/18 uova che avverrà dopo 40/50 giorni. Queste, dal caratteristico guscio molle e biancastro, verranno deposte in luoghi sicuri, alla base di arbusti, muretti e buche nel terreno, inizialmente protette per qualche giorno dalla femmina con le spire del corpo, o con la vecchia pelle mutata (exuvia), fino a che non si induriranno a contatto con l’aria. I piccoli nasceranno dopo un’incubazione di circa 2 mesi. Saranno lunghi poco meno di mezzo metro. Aumenteranno la loro dimensione nell’arco di una settimana, poi lo sviluppo proseguirà assai velocemente nei primi anni di vita, per rallentare drasticamente dal 4° anno in poi. Il Cervone è una specie che può vivere anche fino a 20 anni.

PERICOLI

I predatori, nemici di questo grande serpente sono soprattutto i rapaci, come poiana, biancone, aquila reale.

La specie è ritenuta in progressivo declino, causa la distruzione del suo habitat naturale ed è perciò protetta dalla Convenzione di Berna. Nella direttiva Habitat CEE n.92/43 è altresì elencato tra gli animali da proteggere rigorosamente.

 
CURIOSITA’

 Il serpente Cervone è oggetto di credenze e riti sacri millenari, che ancora oggi tradizionalmente sopravvivono nel tempo. Ne è esempio uno in particolare che si celebra in maggio, nel paesino abruzzese di Cocullo, chiamato il ‘paese dei serpari’. Qui è celebrato, tra rituali sacri e superstizioni, il patrono del paese San Domenico, la cui statua viene condotta in processione avvolta da varie specie di serpenti tra cui il Cervone. Questi, cercati, custoditi, amati con tutti i riguardi come vere star, vengono poi rilasciati liberi, dopo i rituali.
In alcune regioni d’Italia invece, questo serpente è chiamato ‘pasturavacche’, in quanto è credenza popolare pensare che sia attratto dall’odore del latte e se ne cibi direttamente dalle mammelle di pecore, vacche e capre.
Anche l’etimologia del suo nome popolare è piuttosto fantasiosa. Deriverebbe dai racconti dei pastori, che osservandolo durante la muta, affermano che la pelle rimanga a lungo sollevata sulla testa, proprio come due corna di cervo. Per altri invece il nome ‘Cervone’ è legato due piccole protuberanze presenti sulla sua testa, o forse ancora perché la parola, derivante dal latino ‘cervus’, si può interpretare come ‘serpente nobile portatore di corna’.

Osservato e fotografato nel percorso dell’antico ‘acquedotto leopoldino livornese’ e nella zona della Rocca di Sillano.