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cdg f colchico 001   Nome scientifico: COLCHICUM AUTUMNALE   e   COLCHICUM LUSITANUM
  Nome comune: COLCHICO D' AUTUNNO   e   COLCHICO LUSITANO  
  Famiglia: Colchicaceae-(Liliaceae)
  Fioritura: Agosto-Ottobre
  Habitat: Radure boschive, bordi di strade ombrose, prati e pascoli. Terreni ricchi di azoto. Fino a2000m.


Descrizione

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Il Colchico e una piccola pianta erbacea perenne velenosa, conosciuta per la sua fioritura autunnale, che la rende facilmente individuabile, ma che spesso viene anche pericolosamente confusa col 'Crocus sativus'.

In diverse regioni d'Italia è presente con 6 specie spontanee , tra cui il 'Colchicum autumnale' e il 'Colchicum lusitanum', che abbiamo potuto osservare in varie zone della nostra Val di Cecina.

Il 'Colchicum lusitanum' è diffuso in gran parte nella nostra Penisola, ad esclusione del Piemonte, Val d'Aosta, Triveneto e Sicilia; mentre la specie 'autumnale' è presente solo nell'Italia centro-settentrinale, fino alla Toscana e all'Emilia comprese, ad esclusione di tutto il meridione).

L'apparato radicale della pianta, consiste in un bulbo-tubero a forma ovoidale-piriforme della grandezza di una noce, coperto di numerose squame brunastre e profondamente interrato.

Il fusto è avvolto alla base da guaine membranose, anche se non è considerato un vero e proprio stelo fiorale, ma la parte ipogea del bulbo stesso.

Le foglie solitamente sono 4-6 e si sviluppano in primavera, molto tempo dopo la fioritura, per scomparire dopo la fruttificazione, che avviene a maggio-giugno.  Hanno forma lineare-lanceolata-ondulata con apice acuto; sono di color verde scuro brillante, percorse da nervature parallele; lunghe fino a 25 cm e larghe fino a 7.  (Nella specie 'lusitanum' le foglie appaiono leggermente più corte e un poco meno ampie).

I fiori, in genere in numero di 1-3,  o solitari, hanno forma di calice  con il perigonio formato da un lungo tubo biancastro. I 6 tepali lanceolati-ellittici, sono lunghi circa 4-6 cm, di colore rosato e racchiudono  6 stami con antere gialle e stimma ricurvo.  (Nel 'Colchicum lusitanum' le lacinie appaiono più ampie, lunghe fino a 7 cm, di colore rosato sfumato a scacchi di color rosa-violaceo, con stami e stili centrali color giallo intenso).

Il frutto è composto da grosse capsule ovoidi solcate, che maturano in primavera, lunghe 3-5 cm, racchiuse tra le foglie. Contengono semi nerastri provvisti di escrescenza gelatinosa che attaccandosi al pelo e alle zampe degli animali, ne agevolano la diffisione. 

Il Colchico è una specie altamente tossica in tutte le sue parti per la presenza di 'Colchicina', un alcaloide che si concentra in particolare nei semi e nel bulbo della pianta, che se ingerito può provocare nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, delirio e perfino la morte.  Anche il semplice contatto con qualsiasi parte della pianta, potrebbe causare danni alla pelle.

Fin da tempi antichissimi il Colchico era conosciuto nella medicina popolare come antidolorifico e antinfiammatorio, anche se di difficile somministrazione per la sua tossicità. Durante il medioevo, era addirittura ritenuto pianta magica e si pensava che bastasse tenere in tasca, uno dei suoi bulbi, per immunizzarsi da tutti i malanni, perfino anche dalla peste.

Attualmente il potente alcaloide, viene utilizzato nella moderna ingegneria genetica, come agente nella suddivisione delle cellule. Trova anche impiego in omeopatia come rimedio contro la gotta, disturbi reumatici e dolori addominali, anche se con le immancabili controindicazioni.

Il suo nome specifico deriva da 'Colchide' antica regione del Mar Nero dove, secondo Discoride, il medico botanico della Roma antica,  la pianta sembrava particolarmente abbondante. Il nome specifico 'autumnale', allude invece al tempo di fioritura, mentre 'lusitanum' significa 'portoghese'.

                    



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Colchico d'autunno -- Colchico lusitano