• Rocca Sillana

  • Riserva naturale di Monterufoli

  • Riserva naturale di Monterufoli

    Farneta
  • Riserva naturale di Berignone

  • Panorama dalle Balze

    Volterra
  • Querceto

  • Rocca Sillana

  • Castello dei Vescovi

    Riserva naturale di Berignone
  • Camomilla

    Riserva naturale di Berignone
  • Daini

    Riserva naturale di Berignone
  • Daini

    Riserva naturale di Berignone
  • Fiume Cecina

    Riserva naturale di Berignone
  • Orchidee
  • Riserva naturale di Caselli

  • Le Cornate

  • San Michele

  • Torrente Sterza

    Riserva naturale di Caselli
  • Fiume Cecina

    Riserva Naturale di Berignone
cdg f romulea 001   Nome scientifico: ROMULEA BULBOCODIUM
  Nome comune: ROMULEA - ZAFFERANETTO COMUNE
  Famiglia: Iridaceae
  Fioritura: Febbraio-Aprile
  Habitat: Prati e pascoli rocciosi, bordo di boscaglie fino a 1200 m. Si trova dalla Liguria in tutta l’Italia centro-meridionale, escluso il nord.


Descrizione

cdg-f-romulea dis

Specie erbacea perenne di piccolissime dimensioni, dal portamento eretto con bulbo ipogeo grande appena 1 cm e mezzo. Il piccolo tubero è di forma ovoidale, avvolto in tuniche morbide di colore brunastro.

Le foglie basali della pianta sono semplicemente una guaina traslucida che avvolge il gambo, le altre sono lineari e striate, talvolta ricurve, larghe 3-4mm.

I graziosi fiori a forma di imbuto, larghi appena 4/5cm, hanno di solito un tubo giallo che si sviluppa per 1/3 della dimensione delle 6 lacinie. Queste di forma ellittica, appuntite all'apice, sono di colore violetto pallido o bianco panna, ombreggiate di viola nella parte esterna. Si aprono come una piccola stella, mostrando belle venature all’interno.

Il frutto è una capsula ovale un po’ compressa ai lati, lunga una decina di mm, che contiene piccoli semi rotondi e scuri.

Il nome del genere Romulea si riferisce a Romolo, primo re di Roma. E' stato attribuito alla pianta dal botanico Giovanni Francesco Maratti, fin dal 1748 professore di botanica e direttore dell'Orto Botanico di Roma. Durante i suoi studi sulla flora del Lazio, scoprì la Romulea e la Saturnia, descritte nell'opuscolo 'Plantarum Romuleae et Saturniae in Agro Romano' (1772). La parola “Bulbocodium” è invece composta da due termini greci: “Bulbos”=bulbo e “Kodion”=piccolo manto, che descrive le morbide tuniche che avvolgono il tubero. La specie, pur non essendo considerata rara, non colonizza facilmente tutti gli ambienti.

Osservata nei percorsi di Macchia al Toro e Poggi di Prata.

                    



  cdg f romulea 002
  cdg f romulea 003
  cdg f romulea 004
   
   
   

Romulea - Zafferanetto Comune -- Romulea bulbocodium