INDICE A _ Z - FLORA SPONTANEA DELLA VAL DI CECINA -

   

Cappero Comune

Dettagli
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cappero comune 01 Nome scientifico: 

CAPPARIS SPINOSA

Nome comune: 

CAPPERO COMUNE

       greca-fiori
       Famiglia: Capparaceae
       Fioritura: Maggio-Settembre
       Habitat:     spontaneo su vecchi muri, grotte e fessure e anfratti rocciosi o substrati calcarei. Da 0 a 1000 metri. Non è presente in Val d’Aosta.
     
       

Descrizione:                    

cappero comune 02

Piccolo arbusto tipico della flora mediterranea, con portamento cespitoso prostrato, densamente ramificato e rami lignificati nella parte basale, spesso lunghi e ricadenti anche per alcuni metri.

 

Le foglie sono caduche, alterne, a margine intero, piuttosto spesse e carnose, color verde intenso, di forma ovale, talvolta cuoriforme. alla loro base sono presenti 2 stipule aculeate, simili a spine.

 

I fiori sorretti da lunghi peduncoli, sono piuttosto appariscenti, eleganti e profumati. hanno il calice composto da 4 sepali verde rosato e da 4 tepali bianchi di 3-7cm che compongono la corolla.

Al centro sono presenti numerosi stami provvisti di lunghi filamenti violacei. il frutto è una capsula oblunga molto carnosa contenente numerosi semi scuri a maturazione. La capsula, prima verde poi rossastra e appiccicosa, si aprirà longitudinalmente mostrando i semi immersi in una polpa rosata e viscosa.

 

 La pianta eliofila e xerofila, ha esigenze idriche limitatissime. Entra nei mesi invernali in una fase di riposo, per ricominciare l’attività vegetativa durante la primavera.

 

Fin dall’antichità, in cucina venivano utilizzati i boccioli di cappero, dopo averli trattati in salamoia o sotto salatura per diminuirne l’amaro e per garantirne la conservazione.

Possono essere usati anche i frutti della pianta, ancora piccoli, conservati sott’olio, che in preparazioni tipiche delle regioni del sud Italia, vengono chiamati “cucunci”.

I piccoli boccioli dei capperi vengono apprezzati per il loro particolare sapore ed entrano a far parte di molte ricette della tradizione mediterranea o come condimento di carne, pesce, insalate e salse.

Questa pianta era già conosciuta ed apprezzata da Discoride e Galeno che attribuivano alle corteccia e alle radici proprietà medicamentose come diuretico, tonico, astringente e antispasmodico.

Anche oggi vengono utilizzate in erboristeria come protettivo dei vasi sanguigni e per le varici per la presenza di del flavonoide “capparirutina”.

Questa preziosa pianta originaria dell’Asia Minore e della Grecia, è diffusa in molti ambienti della nostra Penisola ed è coltivata a scopo alimentare, ma anche ornamentale per la particolarità e la vistosità dei suoi fiori. Il suo nome sembra che derivi da Kypros, l’isola in cui i capperi crescono in abbondanza, o dalla parola greca “kàpros” nel senso di caproni, golosi di questa pianta.

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  cappero comune 04
 
  cappero comune 05

 
            
 

 

 

 

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