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cdg-b-sorbo-uccellatori   Nome scientifico: SORBUS AUCUPARIA
  Nome comune: SORBO DEGLI UCCELLATORI
  Famiglia: Rosaceae
  Fioritura: Maggio-Giugno
  Frutti: Ottobre-Novembre
  Habitat: diffuso in boschi e cespuglieti montani e submontani. Su terreni e anfratti rocciosi acidi e ricchi di humus. Da 500 a 2000 m. Presente in tutta la Penisola esclusa la Sardegna.


Descrizione

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Il Sorbo degli uccellatori è un piccolo albero a fogliame deciduo alto fino a 15 metri, che talvolta si può presentare anche come arbusto cespuglioso.

Ha un portamento eretto, fusto sottile con corteccia liscia di color grigio lucente.

La chioma è rotondeggiante con rami orizzontali ascendenti e i rametti più giovani ricoperti di peluria leggera.

L’apparato radicale della pianta è costituito da un fittone principale robusto, reso ancor più solido dalla presenza delle numerose radici laterali.

Le foglie sono alterne con cortissimi piccioli, lunghe fino a 20 cm, formate da numerose paia di foglioline (imparipennate), in numero di 7/13, di forma oblunga, apice acuto e margine seghettato. Appaiono leggermente asimmetriche alla base, con la foglia terminale di solito più piccola delle altre. Sono lisce di colore verde carico nella superficie superiore, con leggera pubescenza in quella sottostante.

I fiori, molto numerosi e profumati (anche fino a 100), sono riuniti in corimbi terminali, grandi fino a 15 cm. Ogni fiore, portato da un peduncolo peloso, ha il calice formato da 5 lacinie triangolari che si incurvano verso l’interno dopo la fioritura. La corolla ha 5 petali bianchi, ovali con numerosi stami al centro.

I frutti sono piccoli pomi, grandi poco più di 1cm, rotondeggianti e carnosi, contenenti dei semini al loro interno. Sono raccolti in grappoli, che al momento della maturazione, appaiono di un bel rosso scarlatto e persistono sulla pianta per tutto l’inverno. Nonostante il loro sapore acidulo sono vere e proprie prelibatezze per la fauna selvatica; importanti elementi di nutrimento per corvi, merli, tordi, tortore e piccoli mammiferi che contribuiscono alla diffusione della pianta.

I semi all’interno del piccolo pomo, possono essere nocivi per l’uomo, se ingeriti crudi, per la presenza dell’ ‘amigdalina’, che però scompare durante la cottura, tanto che i piccoli frutti possono essere utilizzati per salsette e marmellate. Ricchi di vitamina C, in passato, venivano adoperati per la preparazione di bevande contro lo scorbuto. Hanno anche proprietà astringenti e antinfiammatorie, come decotti contro il mal di gola e altre irritazioni del cavo orale. La poltiglia di frutti maturi, applicata sulla pelle del viso, può essere un’ottima maschera tonificante e antirughe. Da questa pianta qualche tempo fa, si ricavava il ‘sorbitolo’, utilizzato in sostituzione dello zucchero nei prodotti dietetici e l’ ‘acido sorbico’, come conservante alimentare.

Il legno ha un colore giallastro, è duro ma ben flessibile, ricercato in passato per manici di utensili, piccole sculture, strumenti musicali e slitte.

In antichità i Druidi ritenevano la pianta, sacra e magica tanto che col suo legno facevano enormi falò, per invocare l’aiuto degli spiriti. In Islanda è considerato albero sacro e già Plinio lo aveva classificato tra gli ‘alberi della felicità’, tanto che veniva piantato nei cortili delle case.

Il suo nome dal latino ‘sorbum’ potrebbe derivare da 2 parole celtiche col significato di ‘pomo aspro’; mentre l’epiteto, sempre derivante dal latino ‘aucupium’ significa ‘uccellagione’. Era usanza infatti, scegliere appostamenti di caccia in prossimità di questi alberi, che talvolta venivano anche piantati appositamente nelle zone più frequentate dagli uccelli. Al momento della maturazione dei frutti, i sorbi venivano circondati di reti, con lo scopo di intrappolare gli uccelli, mentre con i frutti si preparavano poltiglie vischiose per attirarne un numero ancora maggiore.

Oggi viene coltivato a scopo ornamentale per abbellire giardini e vialetti.

Fotografato all'Abetone

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Sorbo degli uccellatori -- Sorbus aucuparia