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cdg-a-acero-montano   Nome scientifico: ACER PSEUDOPLATANUS
  Nome comune: ACERO MONTANO
  Famiglia: Sapindaceae (Aceraceae)
  Fioritura: Aprile-Maggio
  Frutti: Settembre-Ottobre
  Habitat: compare nei boschi di latifoglie, margini di foreste, pascoli, boschi radi e luminosi. Da 500 a 1500 m, talvolta fino a 2000m.


Descrizione

L’Acero montano è originario dell’Europa centromeridionale. Il suo areale naturale confina con la Germania, fino al Caucaso, fino ai Pirenei. In Italia è presente in tutte le regioni, soprattutto quelle del nord.

E’ una pianta a rapido accrescimento, abbastanza longeva (fino a circa 150 anni), anche se esistono esemplari di oltre 2 secoli.

Il suo apparato radicale si espande con robuste radici che penetrano verticalmente nel terreno. Il fusto è cilindrico e può raggiungere 20-30 m. La corteccia tende a restare liscia fino ai 40 anni, compatta, opaca di colore grigio-rossastro, per poi sfaldarsi con l’età in grandi placche sottili che si distaccano facilmente lasciando intravedere la parte sottostante.

La chioma ha una forma massiccia, a cupola, con fitto fogliame di color verde scuro. Le foglie portate da piccioli lunghi e rossastri, sono opposte, caduche, grandi fino oltre 15cm, tanto larghe quanto lunghe, di consistenza leggera. Hanno 5 lobi acuti all’apice con margine debolmente dentellato. La superficie superiore appare verde scura opaca, mentre quella inferiore è verde grigiastro con evidenti nervature riciperte da peluria.. Il picciolo, se distaccato, emette un lattice biancastro.

I fiori ermafroditi, spesso unisessuali, sono riuniti in infiorescenze apicali pendule e compaiono dopo le foglie. Hanno 5 petali giallo verdastro, lunghi 4-5mm, con 8 visibili stami.

Il frutto è una ‘disamara’, prima verde poi rossastra, lunga fino a 5 cm con caratteristiche ali membranacee a forma di ‘V’ capovolta con angolo di circa 90°.

Il suo legno tenero ed elastico, è molto apprezzato e facile da lavorare per la sua indeformabilità e il colore chiaro-brillante. Considerato di pregio elevato in liuteria, è richiesto anche per mobili, pavimenti e modellismo.

Le sue foglie, in passato, per l’alto contenuto di proteine erano considerate un ottimo foraggio e miglioratrici del terreno. Mentre intaccando il tronco era in grado di dare una linfa, che dopo la fermentazione era usata per la produzione di un preparato alcoolico, ricco di vitamina C, valido per combattere lo scorbuto.

L’acero montano è anche una buona pianta mellifera.

La parola ‘Acero’, dal latino ‘acer’=aguzzo, appuntito che descrive le punte delle foglie. Anche l’epiteto deriva da due parole latine ‘pseudos e platanos’, col significato di ‘falso e ampio’ riferito alla rassomiglianza delle foglie e della corteccia con quelle del platano.

Fotografato in Cornata e Poggi di Prata

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Acer pseudoplatanus -- Acero montano