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cdg-a-acacia   Nome scientifico: ROBINIA PSEUDOACACIA
  Nome comune: ACACIA - ROBINIA (nome popolare: CASCIA)
  Famiglia: Fabaceae
  Fioritura: Aprile-Giugno
  Frutti: Agosto-Novembre
  Habitat: pianta eliofila di estrema adattabilità, si trova lungo scarpate e luoghi incolti. Terreni ben drenati o argillosi, poveri, acidi e franosi. Da 0 a 600m e fino oltre 1000m, nelle zone del Sud Italia.


Descrizione

La pianta originaria del Nord America, sembra esser stata introdotta in Francia nel 1601 da Jean Robin, farmacista e botanico del re, che venne incaricato di gestire l’orto botanico dell’Università di Parigi. Ben presto cominciò a diffondersi in tutta Europa e nel 1602 già la ritroviamo nell’Orto Botanico di Padova, da dove si diffuse nel resto del Nord Italia e nella Pianura Padana, in parte sostituendosi alle specie autoctone come salici e pioppi. Addirittura anche Alessandro Manzoni (per questo contestato) la volle introdurre nel suo giardino per consolidarne i pendii, affascinato dalla bellezza dei suoi fiori.

La Robinia, dopo 400 anni dalla sua introduzione, può oggi essere considerata parte integrante della flora italiana, anche se purtroppo si comporta come specie invasiva, che insediata in ecosistemi sensibili, come boschi golenali e praterie degradate, tende a soppiantare le specie arboree autoctone.

E’ un albero deciduo, alto da 6 a 20 m, talvolta con portamento arbustivo. Ha chioma glabra, piuttosto frastagliata, di color verde chiaro, con rami muniti di spine lunghe e robuste. La sua longevità è piuttosto limitata (60-70 anni), ma ha una forte riproduttività e, specialmente se ceduata, in grado di emettere vigorosi polloni sia dal ceppo che dalle radici, che colonizzano le aree circostanti.

Il robusto sistema radicale ha una  crescita molto rapida, in grado di consolidare i terreni franosi. Le radici tendono a insinuarsi  per diversi metri, offrendo in breve tempo una sicura protezione dall’erosione, tanto che la pianta è stata a lungo usata nei terrapieni delle ferrovie e nelle scarpate instabili lungo le strade di comunicazione.

Il  fusto è eretto,  spesso biforcato con corteccia profondamente rugosa bruna-grigiastra che con l’età si solca in ampie fessure longitudinali.

Le foglie sono alterne, composte da segmenti di una decina di coppie di foglioline ovali, glabre, brevemente picciolate. Hanno margine intero di color verde chiaro, con la punta che si piega verso il basso.

I fiori sono riuniti in densi grappoli penduli lunghi fino a 20 cm, di color bianco crema. Un calice vellutato color verde chiaro sorregge la corolla di forma papilionacea, simile a quella dei piselli, che emana  un gradevolissimo profumo vanigliato.

I frutti sono baccelli lisci, schiacciati, brunastri lunghi 10/15 cm. Che rimangono sulla pianta ormai priva di foglie, fino all’inverno, quando lasceranno cadere da 3 a 10 semini scuri, duri e rotondeggianti.

Il legno di colore giallastro, particolarmente tenace e resistente è da sempre apprezzato per la fabbricazioni di mobili, palerie, giocattoli e parquet. E’ anche ottimo combustibile, di elevata resa come biomassa.

Il valore ecologico dell’acacia è discusso e controverso e, a contrasto con la tendenza negativa di impoverire la nostra flora spontanea, dobbiamo riconoscere alla pianta anche una serie di pregi. Pur contenendo sostanze tossiche, la pianta come tutte le Leguminose, ha la capacità di migliorare il terreno fissando e arricchendolo di azoto e offre la possibilità di utilizzarla in ogni sua parte: le foglie come foraggio nell’alimentazione del bestiame; il legno per le molteplici applicazioni e i fiori per la produzione di un miele ricco di flavonoidi, tra i più conosciuti e apprezzati per il colore chiaro, il delicato profumo e la bassa acidità. I fiori non ancora completamente sbocciati, possono essere gustati in frittelle particolarmente profumate, dal gusto accattivante, oppure usati come ingrediente di delicate marmellate o rilassanti tisane.

Il suo nome scientifico venne attribuito da Linneo per ricordare il botanico francese Robin. L’epiteto ‘pseudoacacia’ che significa ‘simile all’acacia’, era il termine con cui venivano identificate le specie delle mimose.

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Robinia pseudoacacia -- Acacia - Robinia - Cascia