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Lunghezza del percorso 7 km
Dislivello totale in salita 190 mt
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Passeggiata: Capannone-Castello dei Vescovi

   (Ripercorso il 6 gennaio 2017)

 

castello dei vescovi 2Rivolta a chiunque abbia voglia di una bella passeggiata in luogo straordinario, nel silenzio e nella pace della Macchia di  Berignone.

Il tracciato è praticamente privo di difficoltà, tutto da compiersi lungo una comoda strada bianca pressoché pianeggiante, che solo nelle ultime centinaia di metri salirà fino ai ruderi, in discreto dislivello e con ampi tornanti. (Per chi volesse un’alternativa alla strada, può scegliere il percorso NB2 che segue parallelo il tracciato del torrente Sellate). Naturalmente stiamo parlando di una strada interna alla Riserva Naturale di Berignone, quindi rigorosamente interdetta al transito delle auto.

La nostra auto infatti, la dovremo parcheggiare davanti all’ingresso della Riserva dalla parte del podere Capannone. (Attenzione a dove la mettete, perché se messa lungo strada e non nell’apposito parcheggio, intrepide guardie potrebbero farvi la multa!!!!)

Oltrepassata la sbarra dell’ingresso, ci incamminiamo lungo la bella strada ombreggiata, al fianco della quale, corre una specie di pista ciclabile realizzata qualche anno fa per rendere fruibile  ai disabili questa prima parte di riserva.

castello dei vescovi 1Percorsi 500  metri circa, giungiamo in un grande spazio, dove la strada si divide in un incrocio. Questa località si chiama Capannone, dal nome della grossa costruzione presente a fianco della strada. La struttura, oggi utilizzata come magazzino dall’Ente Gestore dell’Oasi Naturalistica, in passato era adibita a dispensa, una sorta di spaccio dove i numerosi boscaioli e carbonai presenti nei 18 lotti di taglio esistenti, si recavano quotidianamente  per acquistare quel poco che serviva per la dura vita del bosco. (Un altro edificio con le stesse funzioni, si trova ubicato all’estremo nord-est della riserva, dalla parte dell’ingresso da Casole D’Elsa, con il nome di Dispensa di Tatti)

Nel grande prato antistante il Capannone, è stata ricavata un’accogliente area ristoro, con diversi tavoli in legno e persino dei barbecue in pietra. Il luogo, è assai frequentato nei giorni canonici delle merende, quando il grande prato verde,  ombreggiato da alti cipressi e vecchi alberi da frutto, si gremisce di adulti e bambini.

Continuiamo il nostro cammino proseguendo a dritto ed  ignorando la strada che sale a sx, camminando a fianco del torrente Sellate che scorre in un tranquillo tratto sulla nostra dx.

Percorsi ancora poco più di 1200 metri, dopo aver superato il guado in cemento del torrente, incontreremo nuovamente un incrocio, in cui si immette la stradina proveniente dal podere Casinieri. La ignoriamo per proseguire a dritto sempre il leggero dislivello, costeggiando il Sellate, che questa volta ci scorre sulla sx. Poco più avanti,  prima di arrivare ad un secondo guado, in prossimità della confluenza del Botro al Rio, si potrà notare un grosso conglomerato lacustre, di forma sferica, lambito e levigato dalle acque del torrente. Alcuni tratti di questo piccolo corso d’acqua infatti scorrono, profondamente incassati entro enormi pareti di conglomerato lacustre di colore rossastro, dominate dal Castello dei Vescovi. Appr. Conglomerato

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Di qui in avanti, dovremmo abbandonare il tratto pianeggiante ed affrontare, per circa 600 metri, una discreta salita per giungere alla nostra ambita meta. Finalmente arrivati alla fine dei tornanti, inizieremo a scorgere tra la vegetazione, i resti dell’antico castello e delle mura del piccolo villaggio che lo circondava. I suoi ruderi evocano il ricordo della sua travagliata storia medievale, fatta di aspre lotte e contese tra i Vescovi e il Comune di Volterra. Il Castello dei Vescovi, chiamato anche Torraccia, più volte distrutto e riedificato, fu sede anche di un’importante officina monetaria ed aveva al suo interno un ospedale per poveri e una chiesa. Appr. Castello Vescovi

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Se non siamo troppo stanchi e avremmo voglia di affrontare un piccolo tratto di scosceso sentiero, sarà sicuramente interessante fare un giretto intorno alle antiche mura, immerse tra la vegetazione che ancora oggi mostrano un fascino particolare. Dal punto più alto, in prossimità dell’ingresso principale, si può godere di un ottima vista su Pomarance e sulla vallata del Cecina, immersa in un fitto paesaggio verde, dove i boschi di latifoglie, le leccete e la fitta Macchia Mediterranea, rivestono tutti i rilievi collinari.

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Dopo gli immancabili scatti al superbo paesaggio, potremo riprendere la strada del ritorno seguendo a ritroso lo stesso tracciato, per tornare all’ingresso della Riserva.

Complessivamente avremo percorso circa 6 km, con un dislivello in salita di circa 120 metri, per conoscere ed apprezzare uno dei più preziosi ed interessanti tesori che il nostro territorio custodisce, in un ambiente naturalistico di rara bellezza.

 

 

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