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cdg-b-melo-selvatico   Nome scientifico: MALUS SYLVESTRIS
  Nome comune: MELO SELVATICO
  Famiglia: Rosaceae
  Fioritura: Aprile/Maggio -- Frutti: Luglio/Ottobre
  Habitat: spazi marginali di boschi di latifoglie, terreni ricchi e ben drenati. Fino a 1300 m. Sporadico in tutte le regioni d’Italia.


Descrizione

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Piccolo alberello che si sviluppa prevalentemente in forma arbustiva, non molto longevo, che può raggiungere 80-90 anni di età e un’altezza di circa 10 metri, solo in condizioni ottimali.

Il suo fusto di solito si presenta piuttosto tortuoso e corto, con corteccia rossastra che nel tempo diventa grigio-marrone con scaglie longitudinali. La chioma si sviluppa ad ampio ombrello e talvolta i rami si possono presentare spinosi.

Le foglie sono decidue, alterne, ovali con margine seghettato, prevalentemente glabre sulle due facciate, di colore verde scuro opaco.

Le infiorescenze, poco abbondanti, sono riunite su cime ombrelliformi, portate da peduncoli  tomentosi.

Il fiore è formato da sepali interni pelosi e da 5 petali ovali, subrotondi, non sovrapposti di colore bianco, rosato esternamente, con numerosi stami e antere giallastre.

Il frutto è una piccola mela globosa di 3-4 cm di diametro di color giallo-verdastro, con striature rosse. Molto profumata a maturità, ma piuttosto dura, allappante per l’abbondanza di tannini contenuti. Al suo interno sono presenti diversi semi bruni, ovoidali-appuntiti, compressi, con polpa bianca. Le piccole mele, malgrado il loro sapore poco invitante, possono essere utilizzate per preparare deliziose confetture e grappe.

 

In passato il legno del melo selvatico veniva utilizzato per lavori di intarsio, torniture e per rivestire mobili pregiati.

Questa pianta, conosciuta fin dal Neolitico, era probabilmente coltivata già 6000 anni fa, come testimoniano alcuni ritrovamenti di resti carbonizzati ed è giunta fino a noi come porta-innesto per le varie specie di Melo domestico.

Ricordata in tante leggende mitologiche, è simbolo biblico del peccato originale, come albero proibito del bene e del male, tanto che perfino il “pomo di Adamo”, fa pensare che un pezzo del frutto, dopo il morso proibito, sia rimasto bloccato nella gola del nostro progenitore, dando origine a questa conosciuta caratteristica tipicamente maschile.

 

Il nome della pianta proviene dal greco Malon, successivamente passata al latino Malum e Melum. Con la radice della parola Mal-Malon, di origine incerta, si pensa che venissero identificati tutti frutti molli e morbidi. L’epiteto sylvestris, significa che si trova nei boschi.

 

Fotografato vicino alle sponde del torrente Secolo.

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Melo selvatico --- Malus sylvestris