• Rocca Sillana

  • Riserva naturale di Monterufoli

  • Riserva naturale di Monterufoli

    Farneta
  • Riserva naturale di Berignone

  • Panorama dalle Balze

    Volterra
  • Querceto

  • Rocca Sillana

  • Castello dei Vescovi

    Riserva naturale di Berignone
  • Camomilla

    Riserva naturale di Berignone
  • Daini

    Riserva naturale di Berignone
  • Daini

    Riserva naturale di Berignone
  • Fiume Cecina

    Riserva naturale di Berignone
  • Orchidee
  • Riserva naturale di Caselli

  • Le Cornate

  • San Michele

  • Torrente Sterza

    Riserva naturale di Caselli
  • Fiume Cecina

    Riserva Naturale di Berignone
cdg-f-vulneraria   Nome scientifico: ANTHYLLIS VULNERARIA Subsp. PULCHELLA
  Nome comune: VULNERARIA-TRIFOGLIO VULNERARIA
  Famiglia: Fabaceae
  Fioritura: Aprile-Giugno
  Habitat: ambienti rupestri aridi e caldi, scarpate sassose, aree calcaree fino a 2000 m.


Descrizione

cdg-f-vulneraria dis

Il genere Anthyllis che si incrocia con facilità, può dare origine a numerosi ibridi e sottospecie, che colonizzando ambienti diversi, possono presentarsi con caratteristiche morfologiche similari, talvolta formando veri e propri endemismi di difficile determinazione.

La Vulneraria è una piccola pianta erbacea perenne a lenta crescita che forma ciuffetti alti 5-30 cm.

I fusti più o meno prostrati, sono ricoperti da peluria appressata, come tutto il resto della pianta.

Le foglie poco numerose lungo il fusto, sono concentrate alla base del piccolo cespuglio. Hanno forma palmata, completamente ricoperte da peluria, costituite da diversi elementi lineari oblunghi.

I fiori sono disposti a sfera, lunghi poco più di 1 cm, con il calice e i sepali molto lanuginosi e biancastri. Hanno forma papilionacea, con colorazione molto variabile, dal bianco crema, all’arancio, al rosso, diventando color ruggine nella fase dell’appassimento.

I frutti sono piccoli legumi contenenti un solo seme rotondeggiante.

Nel medioevo i fiori della Vulneraria, erano ritenuti un valido rimedio per accelerare la guarigione delle ferite, probabilmente perché la “medicina dei segni”, accostava il rosso dei boccioli con quello delle stesse ferite.

Faceva pure parte di quelle “Erbe Miracolose”, che venivano raccolte la notte di San Giovanni, efficaci per la salute e contro il malocchio.

Il suo nome comune, proviene dalla parola latina “Vulnus” e significa “ferita”. Il nome della specie invece, dal greco "Hantòs e Oulos" col significato di "fiore lanoso".

Fotografata sul Puntone di Farneta

                    



  cdg-f-vulneraria 002
  cdg-f-vulneraria 003
  cdg-f-vulneraria 004
   
   
   

Vulneraria -- Anthyllis vulneraria