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cdg b mirto 001   Nome scientifico: MYRTUS COMMUNIS
  Nome comune: MIRTO
  Nomi locali: Mortella
  Famiglia: Myrtaceae
  Fioritura: luglio- agosto
  Frutti: in inverno
  Habitat: Macchia Mediterranea da 0 a 600 mt a volte consociato con altre specie come lentisco, corbezzolo, leccio, olivastro ecc.


Descrizione

cdg b mirto disIl mirto è una pianta legnosa, sempreverde, cespugliosa, molto ramificata. Normalmente ha dimensioni di arbusto, ma può diventare un piccolo alberello alto fino a 3 metri. Ha una corteccia rossastra che col tempo diventa grigio-cenere, screpolandosi longitudinalmente.


Le piccole foglie sono opposte a due a due, inserite in un picciolo cortissimo. Sono oblunghe, acuminate, lunghe circa 1-1,5cm, di colore verde chiaro brillante, con consistenza coriacea. Osservandole in contro luce presentano numerosi puntini traslucidi dovuti alla presenza di ghiandole, che danno l'inconfondibile profumo, se stropicciate.


I fiori, portati da un lungo peduncolo sottile, sono di colore bianco, profumati con un calice diviso in 5 sepali triangolari. La corolla ha 5 petali ovali con numerosi e vistosi stami (circa 50).

 

Il frutto è una bacca nera-bluastra ellissoidale di circa 1cm, di consistenza carnosa e un rivestimento ceroso che contiene numerosi semi. Presenta all'estremità dei residui induriti del calice del fiore a forma di coroncina.


Il mirto è una pianta molto aromatica. Le sue foglie e le bacche possono essere usate in cucina per profumare gli arrosti, nonché per la preparazione di ottimi liquori.
Dalle foglie e dai fiori viene distillata l'”acqua angelica” usata in cosmesi come tonico astringente.Gli oli essenziali conferiscono alla pianta proprietà officinali antinfiammatorie e sono usati anche in profumeria come base per saponi e deodoranti.

Molte sono le leggende e le curiosità legate a questa pianta e alla sua antichissima tradizione simbolica.Una leggenda araba dice addirittura che il Mirto sia stato portato sulla terra da Adamo a ricordo del Paradiso Terrestre.
Nell'antichità, il Mirto era considerato sacro e dedicato a Venere, come simbolo di femminilità e fecondità. Coronava gli sposi durante il banchetto di nozze, come presagio di una vita serena.
Anche gli Egizi lo consideravano una pianta afrodisiaca, di buon augurio nelle feste nuziali.
I Romani e i Greci intrecciavano serti di mirto per incoronare i poeti e i vincitori delle gare ed era sempre presente nel bouquet delle loro spose.
Ebbe anche anche un simbolismo funebre, inteso come pianta portatrice di serenità nella vita ultraterrena.

 

La parola “Mirto” sembra derivare da “Myrsine”, una fanciulla attica che secondo la leggenda, fu uccisa da un giovane da lei sconfitto in una gara ginnica e trasformata in questo arbusto dalla dea Atena.
Secondo altri studi deriverebbe dalla parola greca “Myron” che significa “essenza profumata”Dal termine “Myrtatum” invece, avrebbe preso il nome la nostra “mortadella” in riferimento all'antico utilizzo delle bacche di mirto per aromatizzare questo prodotto.

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Mirto --- Myrtus communis